Verbale assemblea generale 8 novembre 2014

ASSEMBLEA GENERALE  8 novembre 2014

Introduce il Presidente NELLO STABILE:


ricordo i due punti all'ordine del giorno.

Lo statuto prevede che i partecipanti dell'assemblea possano indicare un presidente diverso, quindi, occorre preliminarmente chiarire se il presidente della corrente debba presiedere l'assemblea o meno.

Su proposta del segretario generale all'unanimità si indica quale presidente dell'Assemblea Nello Stabile.

Do lettura in forma sintetica della comunicazione delle segreterie distrettuali siciliane e chiedo che l'assemblea si esprima sulla richiesta ivi contenuta di rinvio.
Piero Viola: la richiesta di rinvio non viene ritirata. Il senso della richiesta è finalizzata alla possibilità di un ampio spazio alla discussione sul futuro della corrente.

Marcello Matera: avevo ricevuto la richiesta in questione, rispetto alla quale non ero legittimato a decidere. I due piani, quello della linea politica della corrente e delle questioni da discutersi in assemblea anm nazionale, sono diversi. Vedo che  c'è molta partecipazione e non so se sia opportuno il rinvio e se esso sia rispettoso riguardo ai tanti che sono intervenuti. Potremmo iniziare la discussione e magari rinviare per completare la discussione.

F.Cananzi: credo che sia possibile iniziare la discussione oggi e che la presenza di tante persone lo richiede. Non mi farei condizionare troppo dal tempo la presidenza potrà contingentarlo. Fermo restando che sarà possibile un rinvio.

A.Busacca: possiamo effettivamente fare la doppia discussione, fermo fissare un rinvio prima delle vacanze di natale.


Matera: potremmo individuare due settimane prima di natale per non incappare nel caos natalizio.

Si da atto che all'unanimità si indica per l'eventuale prosecuzione la data del 13.12.2014.

Fuzio: credo che la fissazione di un eventuale rinvio debba seguire alla discussione.


Meliadò: credo che il giorno 13 dicembre sia una data necessaria! Non eventuale. Domani c è assemblea nazionale e in poche ore non si può discutere di tutto.


Si conferma il rinvio al giorno 13 dicembre.


Marcello Matera: innanzitutto ringrazio Francesco D'Alessandro per essere presente. Voglio poi salutare Antonio Sangermano che ho visto per la prima volta in un'assemblea generale della corrente.

Riguardo a domani dalla toscana sono arrivati 3 delegati, dalla liguria Marina Orsini con 14-15 deleghe, da Napoli non ne parliamo. Questo ha un significato politico enorme perche ciò vuol dire che la corrente è molto vitale.

La discussione ci deve portare ad un progetto, dove si vuole andare?

Offro alcuni spunti di riflessione:

-un patrimonio culturale che deve essere reso più percettibile e più moderno, cioè più attuale e al passo con i tempi. La nostra caratteristica da Crema in poi ha consentito di procedere velocemente a un ricambio generazionale. Penso alla giunta Sabelli, imposto quale presidente nonostante i maggiori voti di area,  per il suo alto profilo professionale.

Per me opzione culturale significa : no alle scatole vuote.

Noi abbiamo riempito la scatola del non collateralismo con la sua pratica concreta: Abbiamo dato contenuto al rapporto politica/magistratura, ai fuori ruolo, al rifiuto di carriere parallele.

 Se per rinnovamento si deve intendere il posizionamento per rendite di posizioni personali o territoriali, allora io sono vecchio e decrepito.

Se invece intendiamo il rinnovamento come anteporre anzitutto la professionalità dimostrata sul campo, riconosciuta e riconoscibile da tutti, e guardare solo in via conseguenziale alla affermazione personale nelle sedi di politica istituzionale o assiciativa, allora io sono moderno.

-ruolo dei nostri attuali eletti al consiglio e rapporto con la corrente; i nostri 5 rappresentanti sono partiti con il piede giusto. Già la commissione verifica poteri presieduta da Mariarosaria  San Giorgio,riguardo alla questione relativa alla dichiarata ineleggibilità di un componente laico  consiglieri, è stato uno scatto d'orgoglio dell'istituzione; penso al rapporto del CSM con la Scuola della Magistratura, re improntato al ripristino di un più fisiologico rapporto.

 I nostri 5 rappresentanti hanno necessità di avere alle spalle una corrente solida e autorevole altrimenti quel ruolo di centralità non potranno continuarlo ad avere.

-giovani magistrati: c è una trasformazione generazionale in atto da anni e che sarà ancora più evidente con l'uscita dei cd. " rottamati". Allora è importantissimo aprire al dialogo con le nuove generazioni,  e ciò potrà accadere con dei "terminali" sui territori riconoscibili e autorevoli. Necessari soprattutto nei territori in sofferenza.

In 4 anni l'obiettivo politico deve essere fissato, e questo deve essere il recupero del sesto seggio al Consiglio. Capisco il momento fisiologico di delusione, ma si deve ripartire. Per la mia età e per il fatto che ormai come segretario posso rimanere fino a settembre prossimo anno, non accetto più il gioco delle ipocrisie.

Centrale è la selezione dei candidati. Cè la necessità di avviare per tempo un percorso di selezione con anticipo di almeno due anni. Il percorso già lo avevamo individuato e poi è abortito per il sopravvenire delle primarie. I futuri candidati dovranno apertamente mettersi in gioco, gli elettori sono giustamente molto critici.

Dovremmo mettere in moto un circuito virtuoso con il pieno coinvolgimento dei distretti medio piccoli senza che  calino dall'alto candidati che poi bisogna convincere a votare.

Domani sarà una giornata difficile.

Gran parte del lavoro è stato fatto. Ho dedicato molto tempo a pensare all'organizzazione dell'assemblea di domani: presidenza, formazione comitato presidenza, verifica poteri. Domani è impossibile che possa emergere una mozione unitaria. Già è stato un successo enorme che nello scorso CDC  la mozione,  sulla falsariga della relazione Sabelli, è stata votata all'unanimità.

Anche quelle voci strumentali circolate sull'eventualità di un rimpasto associativo da noi subito rifiutate per non delegittimare e sconfessare una giunta presieduta dal nostro gruppo nella persona di Sabelli, sono state isolate.

Tutti i rappresentanti delle Giunte locali hanno condiviso l'impostazione dal presidente Sabelli, anche MI e proposta B.

Possiamo accettare scioperi, o parlare di riposi compensativi, di ferie o di equiparazione delle retribuzioni al giudice amministrativo? Con una classe dirigente ignorante in senso tecnico, ci vuole poco a che le nostre retribuzioni vengano equiparate a quelle dei nostri colleghi europei.

Propongo alla assemblea di fare emergere una mozione che parta dalla base e che si muova dalle linea tracciata dall'ultima relazione Sabelli. Chiedo a tutti i delegati di stare insieme e di stare vicini a me per decidere tempestivamente e in modo concordato sulle varie questioni che si porranno domani.

Palamara: c è molta attesa per capire che sarà il futuro della corrente e lo si capisce dalla partecipazione a questa assemblea. Parlo a titolo personale come normale iscritto della corrente. Cedo che una sola data di rinvio sia troppo poco.
Marcello dice c'è bisogno di attualizzare la linea politica della corrente, è vero viviamo in una realtà cambiata sia nell'ambito della magistratura stessa e poi nei rapporti esterni. Allora credo che ci dobbiamo interrogare sul nostro ruolo come gruppo, quale linea politica, quale contenuto. Nel 2007 indubbiamente ci fu un ruolo propositivo della corrente. Operazione deve essere sui contenuti, ci deve essere perciò un diverso assetto della corrente sul territorio; deve esserci un nuovo assetto sul territorio che possa essere un riferimento nelle aree territoriali e locali. Il vero tema,sia quello di come individuare un raccordo di un'area più giovane e una più strutturata nel tempo. Oggi il prodotto deve essere rinnovato perché i colleghi hanno bisogno di qualcosa di nuovo e  deve essere pensato un raccordo tra istanze nuove e esperienze passate. Deve essere rivisto lo Statuto e  debbono essere individuati dei responsabili di macro aree perché è necessario un ammodernamento della corrente. Ci deve essere un nuovo assetto del gruppo di upc, attraverso un meccanismo che sappia coinvolgere i giovani del comitato di coordinamento.

Riccardo FUZIO
In una lettera al Segretario Generale sollecitavo una seria riflessione sui risultati elettorali.

Auspicavo un percorso ed un dibattito in tempi ristretti.

Soltanto ripercorrendo cosa è stata nel passato Unità per la Costituzione si potrà comprendere come sollecitare le nuove generazioni ad impegnarsi nel presente della corrente.

Oggi dobbiamo effettuare l' analisi del voto. Credo che il risultato delle competizioni elettorali ultime sia stata in linea con ciò che poteva accadere, ma è chiaro che non si può pensare ad una manovra contro qualcuno.

Oggi si impone una riflessione sul quadro politico generale, il governo, e l' impatto Renzi nel quadro politico generale. Poi riflessione sul nostro Consiglio Superiore ed i suoi rapporti con la politica: è giustissimo quello che ha riferito il segretario generale sul fato che il Consiglio ha bisogno di una corrente forte.

Poi sarà importante la risposta che daremo domani anche se il decreto è stato convertito.

Linea politica: un percorso con Marcello Matera, Nello Stabile e forse Fabio Roia si è concluso. Il progetto - sviluppato con la segreteria Materia - si è concluso. Ma dobbiamo riflettere per il futuro.

Noi magistrati siamo i protagonisti dello stato di diritto e di questo dovremo riflettere.

Mi dispiace che oggi non ci siano in quest' aula colleghi che ci hanno rappresentato.

Grazie a Marcello Matera abbiamo avuto una giunta rinnovata, ma oggi è un' epoca in cui il Presidente del Consiglio risponde su Twitter in poche battute.

Le modalità per il futuro, per la scelta di chi dovrà rappresentarci in futuro non potrà essere fatta entro il 13 dicembre.

Ma la mia proposta e che di qui al 20 gennaio o ai primi febbraio dovremo fare un' assemblea per riflettere sul nostro futuro di corrente: chi si vorrà proporre come candidato al cdc o al consiglio dovrà strutturare un progetto che dovrà proporre sul territorio.

Rodolfo SABELLI
La mia attenzione è rivolta alla complessità associativa che ci troviamo e che dovremo affrontare domani.

Sono parzialmente d'accordo con Riccardo; credo che il comunicato non sia superato come strumento, ma sia insufficiente.

E' stato importante il risultato del voto al cdc del documento proposto da me, in quanto nella complessità della situazione abbiamo trovato un momento di sintesi con l' impostazione di chi critica il governo, ma vi fa parte.

Sarebbe sbagliato affermare che del nostro status non ci importa nulla, ma ci importa in un' ottica di considerazione complessiva sul nostro essere magistrati

Il Segretario generale ha fatto riferimento alla vicenda delle ferie, che ci ha distratto da altri obiettivi, tra cui la riforma della legge elettorale del CSM e ciò condizionerà il meccanismo di selezione dei candidati

Riprende la parola FUZIO:
Segnalo che nella legge di stabilità è previsto il blocco per tutti i pubblici dipendenti, ma esclusi i magistrati, per cui domani dovremo stare attenti a non toccare il tema stipendiale

Riprende la parola SABELLI:
credo che oggi la questione retributiva, e quella della responsabilità civile siano più importanti di quella delle ferie che si porrà in modo preponderante domani.

Luisa DE RENZIS
Sulla base di questa mia esperienza prima nella corrente ed oggi nell' ANM mi piace portare la mia esperienza di impegno.

Sono convinta che le energie spese in corrente valgano poco se prima non ci si strutturi come magistrato, diversamente dalle scelte che eventualmente partano prima dalla scelte delle persone, e poi eventualmente delle idee che tali persone eventualmente abbiano.

Credo che oggi la giustizia sia in pericolo. Oggi bisogna preoccuparsi delle RIFORME che si stanno varando, della crescente degiurisdizionalizzazione, e delle altre riforme.

Provo una qualche tristezza quando chi mi conosce mi dice che per avere incarichi bisogna chiedere e proporsi, ma credo che perché la magistratura associata abbia successo la logica di sistema dovrebbe cambiare e non bisognerebbe affatto chiedere per avere, ma essere scelti per le proprie competenze.

Mi sembrava importante intervenire, di fronte ad una magistratura sempre più impreparata e disorientata.

Alberto LIGUORI
I gruppi associativi oggi hanno una patologia, essere autoreferenziali.

Oggi dobbiamo testare lo stato di salute di Unità per la Costituzione.
Credo che il tempo del vittimismo sia trascorso, e il grido di allarme di chi mi ha preceduto è significativo.

Oggi chiedo ai colleghi in assemblea di fare uno sforzo e di ricordare che oggi sediamo in assemblea generale.

La novità delle recenti elezioni sono state le primarie che hanno dato voce ai territori.

Noi abbiamo perso un seggio, Area ha piazzato sette candidati, MI 4.

Gli osservatori  dicevano che Area era stata brava, ma le mie riflessioni mi portano a dire che vi sono aree di sofferenza. Il Nord, ma anche Le Puglie, perché il distretto di Lecce ha prodotto due consiglieri di Area; similmente nel nord.

Credo che i referenti territoriali, sia per il voto disgiunto, sia per il ricambio generazionale, non riescano più a "governare" il voto.

Qualcuno - Spina e D'AGOSTINO - dicevano a luglio che bisogna pensare ad un percorso di visibilità che consenta a chi si proporrà di essere candidato di essere conosciuto.

E' urgente cambiare, perché il rinnovo del CDC è dietro l' angolo. Io insisto perché il Nord trovi delle risorse visibili.

Come ho scritto nel documento al quale rimando, credo che il Centro Studi possa essere molto utile nel percorso di selezione dei candidati

D'Ancona Michele
Illustro il documento che ho provveduto a diffondere in lista i giorni scorsi. Segnalo gli spazi che esistono nell'ambito della giustizia tributaria, ove le legittime aspirazioni dei colleghi di quei territori che non riescono ad avere rappresentatività nella magistratura ordinaria.

Vi chiedo però : se il collega D'Alessandro fosse stato eletto, avremmo risolto i nostri problemi? Io penso di no. Non è la perdita della Sicilia che deve preoccupare , ma di tutti i territori perduti nel tempo. Occorre un maggiore coinvolgimento dei distretti minori.

FABIO ROIA

Depositerò un documento, che ora illustro nella parte dispositiva. A me il renzismo non piace. Il renzismo ha dei tratti di autoritarismo che non mi piace. La rottamazione dei settantenni ha in realtà la funzione di consentire uno spoil sistem nella magistratura.

Il continuo ricorso al decreto legge e alla fiducia non è conforme alla costituzione. E' inaccettabile l'insofferenza nei confronti della giurisdizione. C' è anche il problema dei ruolo esorbitante del Presidente della Repubblica.

Richiamo alla terzietà del magistrato : il primo punto dell'autogoverno è il singolo magistrato. Alcuni colleghi ritengono soffocante l'autogoverno. Il metodo : è giunto il momento di essere un po' anarchici. Occorre un processo di contaminazione delle idee. Dobbiamo creare occasioni di confronto. Non dobbiamo costruire dal vertice il prodotto, ma fare la sintesi di ciò che emerge . C'è un problema di irresponsabilità del Procuratore della Repubblica. La gente sarà autorizzata a ritenere e a volere che questi risponda allora al ministro.

Noi dovremmo chiedere l'abolizione del concorso di secondo grado nella magistratura. In magistratura entrano persone strutturate di almeno 35 anni che sono interessati solo al profilo sindacale. Noi dobbiamo parlare anche di questi problemi. Domani arriveranno le proposte eccentriche di magistrati che sono diversi da noi da un punto di vista generazionale e di formazione.

Riforma della giustizia: credo che puntare sul problema della produttività sia sbagliato. Noi dobbiamo puntare sull'efficacia della giurisdizione, non sull'efficienza. Se noi arriviamo alla sentenza ma non all'esecuzione, non si ha alcuna efficacia della giurisdizione.

Noi a Milano siamo cannibalizzati dalla politica falsa di MI che si basa solo sul sindacalismo. Pur condividendo che la presidenza Sabelli sia forte credo che non dobbiamo consentire ad MI di essere dentro la ANM e nello stesso tempo all'opposizione. Occorre un documento per farli entrare all'interno dell'Associazione. Altrimenti i colleghi preferiscono andare alle cene o in discoteca, piuttosto che venire ai nostri incontri.

LUIGI SPINA
Ho vissuto l'esperienza di un CDC compatto. Il momento di sofferenza però merita una riflessione. La magistratura è cambiata. La contaminazione di idee richiede tempo e noi non abbiamo tempo. Mi ricollego agli interventi di Luca Palamara e di Alberto Liguori. Ritengo che il 13 dicembre deve esserci anche un CDC per prendere in mano la situazione. I colleghi si sentono ignorati. La prima risposta del 70%-80% dei colleghi alle assemblee è stata la richiesta di sciopero. Noi abbiamo ricevuto delle deleghe di contenuto. Ho chiarito che non avrei potuto chiedere deleghe per lo sciopero. Ho saputo oggi dalla relazione del segretario che c'è una mozione del gruppo per domani. Vorrei conoscerla. L'assemblea di domani è un momento fondamentale anche per le prossime elezioni del CDC.

ANGELO BUSACCA
Non sono venuto a chiedere che nel protettorato di Catania e Reggio Calabria fosse garantito un eletto. Noi abbiamo portato un candidato che si era ben piazzato alle primarie e lo abbiamo affidato alla segreteria generale. Come sono andate le cose lo sapete.

Se anche fossero arrivati quei 13 voti mancati, ugualmente tutto non sarebbe andato bene.  Se abbiamo un presidente come Sabelli, che è ottimo, lo dobbiamo a Marcello Matera. Tuttavia noi siamo mancati sul piano della elaborazione delle idee. Io non mi sono sentito sostenuto da una attività culturale del gruppo. Ad esempio, sul PM, noi non abbiamo elaborato una linea di gruppo, e questo non può essere lasciato ai singoli componenti. Quando la giunta è in difficoltà il gruppo deve intervenire e dare sostegno . Occorre una segreteria nuova, che riesca ad essere in anticipo rispetto alle decisioni che devono essere prese dalla giunta e dai consiglieri.

Anche per la riunione di domani, ci siamo trovati in difficoltà. Non c'era una linea del gruppo. Per evitare di prendere deleghe in bianco ho saccheggiato gli scritti di Rodolfo Sabelli. Chiediamo di rafforzare la comunicazione. In un deliberato stiamo attenti a non uscire con un niente. Occorre una manifestazione forte  a livello nazionale. Invito UNICOST ad elaborare un documento con proposte concrete. Domani dobbiamo arrivare con delle proposte. Occorre coinvolgere grandi personalità.

Interviene Matera : forse sei arrivato in ritardo e non hai sentito che nella relazione introduttiva ho elencato le proposte esattamente nei termini che tu dici.

Pasquale Pacifico
Abbiamo subito una sconfitta dal punto di vista organizzativo in quanto non siamo riusciti a governare il consenso. Questo è un fatto con cui ci dobbiamo confrontare. La componente di UNICOST al Consiglio ne esce indebolita. D'Alessandro è una persona assolutamente rappresentativa del distretto, per cui il difetto è stato di organizzazione.

Rilancio della corrente. Il dato non sufficientemente sottolineato è il fatto dello scollamento tra i vertici della corrente e i distretti. Questo scollamento è ancora più evidente allorchè si va a rapportarci con i giovani, che sono freddi nei nostri confronti e che sono più sensibili ad una politica più sindacale. I colleghi sono interessati al miglioramento delle condizioni di lavoro, al disciplinare, ai carichi esigibili.

Occorre un rilancio della proposta politica. Noi abbiamo raccolto le deleghe in Sicilia, ma nella sostanza sono state delle deleghe in bianco, in quanto sono stati i singoli colleghi che hanno riempito i vuoti, in quanto non c'era una posizione di UNICOST sul punto. Soltanto riempiendo di contenuti le nostre proposte possiamo farcela.

SILVANA SICA
Non credo che non abbiamo una linea politica. La nostra linea è quella di Sabelli, che è nostra espressione.  Abbiamo detto chiaramente che non può essere fatta una battaglia solo sulle ferie, ma sulla posizione complessiva del magistrato. Abbiamo detto anche che siamo contrari allo sciopero, che è un'arma controproducente, anche lo sciopero bianco.

Le forme di protesta che vogliamo proporre sono una migliore comunicazione, assemblee. Altro il problema di migliore veicolazione delle nostre idee. La veicolazione delle idee è nostro patrimonio. Occorre che le varie idee trovino la sintesi nel CDC e poi nel segretario generale.

Noi possiamo modificare l'organizzazione interna ma non le nostre idee attuali.
Non credo che il problema sia diventare più o meno sindacali. Noi non possiamo essere demagogici come MI. Noi a Napoli siamo sempre stati credibili e ci siamo sempre distinti da MI. Se UNICOST saprà nominare dirigenti credibili avrà il consenso dei colleghi.

GAETANO SGROIA
Mi riporto al documento che ho già inviato in lista e che ho visto ha avuto anche una buona accoglienza. Ritengo che la mancata conquista del seggio al CSM non sia responsabilità del segretario generale, ma sia frutto di una causalità.

Perché questa corrente arretra anno dopo anno negli ultimi 8 anni? Ci siamo chiesti a Salerno come mai 3 consiglieri su 6 lasciano il gruppo dopo la consigliatura e come mai al Nord siano calati i consensi? Paradossalmente, se avessimo avuto anche D'Alessandro come consigliere CSM, avremmo messo la polvere sotto il tappeto.

Ad AREA conviene una UNICOST così come è. Noi abbiamo difficoltà a spiegare ai colleghi perché devono votare noi. Noi abbiamo aiutato a crescere il bipolarismo giudiziario. Noi dobbiamo riacquistare la capacità di decidere. Il 13 dicembre dobbiamo arrivare ad un punto di svolta. Le primarie sono state una ventata di novità da cui non possiamo fuggire. Non possiamo tornare indietro. La magistratura sarà sempre più giovane e noi abbiamo le carte in regola per intercettarla. Noi abbiamo più magistrati liberi rispetto alle altre correnti.

Noi dobbiamo chiarire la nostra linea politica e dobbiamo dialogare con tutti all'interno del CSM e questo già sta succedendo ad opera dei nostri consiglieri.

PINO MELIADO'
Prima questione : SSM. La scuola è una realtà importante e che per certi aspetti ci ha divisi. Ci siamo chiariti con Spina e Sangiorgio. E' un soggetto che gestisce la formazione e che ha rapporti con i giovani. L'altro ieri il vice presidente del CSM e i presidenti delle Commissioni sono venuti in visita con la Scuola. In quella occasione ci è stato detto che il CSM vorrà avere una calda collaborazione con la Scuola. La realtà ha dimostrato che allorchè UNICOST si è impegnata nella formazione ha dato risultati meravigliosi.  Rappresentati di UNICOST sono stati eccellenti formatori decentrati ed eccellenti componenti del comitato scientifico.

Anche nella Scuola possiamo dare il meglio. Noi abbiamo rapporti continui con i giovani colleghi. I colleghi che hanno fatto i tutor e i docenti hanno consentito alla scuola di funzionare, ed essa sta funzionando. Non è possibile tornare indietro.

Anche le ferie sono la metafora dei rapporti tra poteri. La questione delle ferie mette in luce il problema dei rapporti tra poteri. Qualcuno preannuncia un nuovo sindacato e una nuova associazione. Stiamo attenti. Non so dire cosa succederà . In Cassazione addirittura stanno parlando di fare udienze tra Natale e Capodanno per aumentare la produttività. Ritengo che sia necessario che i giudici abbiano il tempo per riflettere e per riposarsi.

I nostri valori non devono cambiare, vanno semplicemente riletti. Domani bisogna avere rispetto anche per le posizioni più balzane.

CARRELLI PALOMBI
Deposito un documento che ho condiviso con altri colleghi. Ho diffuso lo stesso sulla lista di Unicost- coordinamento.

Mi ritrovo con l'intervento di Luisa De Renzis, del nostro lavoro come servizio.

Ricordo le nostre battaglie del passato, allorchè usciva un diverso modello di magistrato nella legge Castelli. Già lì c'era l'origine dei mali attuali. E cioè il carrierismo. Noi oggi scriviamo sentenze per essere valutati e non per fornire un servizio.
Io aprirei le porte ai cittadini alla Corte di Cassazione.

Andare al Massimario con oltre 20 anni di anzianità è un sintomo di decadimento della magistratura.

L'istituzione della SSM rischia di snaturare i rapporti tra Governo e magistratura. Il modello del magistrato da formare spetta al CSM e non alla Scuola, la quale deve solo dare la cultura tecnica per decidere. Sono molte le cose che riguardano il percorso associativo e quello della corrente. Se c'è stata una giunta  Palamara questo è stato frutto della linea politica di UNICOST. Non condivido quanto dice Busacca che UNICOST non ha linea politica. Nel nostro DNA c'è maggiore generosità , noi ci siamo dissanguati per il bene dell'associatismo in magistratura.
Rispetto al dibattito politico attuale occorre capire la nostra funzione. Anche la questione delle ferie è strumentale.

Indico un percorso che però non voglio sottoposto a scadenze prefissate. Il 13 dicembre non è una scadenza, ma una tappa. La magistratura come servizio e non come potere, così come l'associanismo come servizio e non come potere. Indico come linee guida: ora c'è un attacco al potere diffuso della magistratura. L'autogoverno diffuso è quello che deve essere il nostro obiettivo. Chi rappresenta questa area culturale deve portare avanti queste idee all'interno delle Istituzioni. Si potrebbe pensare ad una pagina aperta INTERNET. C'è la struttura del Comitato dei segretari distrettuali, e forse dovrebbe essere sfruttata.

PINA CASELLA
Saluto i neo consiglieri che hanno iniziato la loro attività con il passo giusto e con grande autorevolezza.

La vicenda della neo eletta senza titoli è stata occasione per dimostrare che il CSM non è prono al potere politico.

Saluto D'Alessandro, che rappresenta un gruppo che porta idee, e che non deve cedere alla tentazione di regolare i conti.

Ho ereditato il gruppo di Napoli quando sono tornata a Napoli da magistrato segretario con 260 voti, ora Napoli ne ha 410. Il rinnovamento capeggiato da Matera nel 2007 era contro certe opacità che c'erano. Noi non possiamo parlare solo di CSM. Sono 7 anni che UNICOST ha la presidenza della ANM. Palamara e Sabelli sono il frutto di UNICOST. Quando Palamara parlava di rinnovamento quella non era la linea della ANM, ma di UNICOST, così come la linea di Sabelli è di UNICOST. Le idee del gruppo consiliare sono di UNICOST. Le idee ci sono. Dobbiamo solo avere la capacità di meglio diffonderle. E' chiaro che occorre rivitalizzare i territori, e il centro deve trovare il modo di farlo. Si possono studiare mille modi. Il Centro Studi di Liguori è un'idea, Palamara parla di coordinatori di macro aree, tutte sono idee buone.

Tra i giovani forse troveremo la nostra prossima classe dirigente. I colleghi hanno quale ragione di votarci il fatto che siamo liberi e noi siamo in grado di dare tutela a chi non ha appartenenze. MI risponde sempre a qualcuno, così come AREA, noi rispondiamo solo ai nostri elettori. Vogliamo migliorare o scambiarci posti? A me questo non interessa. Quest'anno UNICOST ha compiuto 35 anni : perché non facciamo una manifestazione in cui ricordiamo quello che ha fatto in questi 35 anni?

MORLINI
Tre punti:
1-    Situazione attuale; 2- come dobbiamo reagire, 3- cosa dobbiamo dire
Noi non siamo abituati alle sconfitte.
Noi oggi perdiamo non per merito degli altri, ma per nostro demerito.
Noi perdiamo con lo stesso schieramento con cui prima vincevamo.

2-    Come muoverci? Reputo di buon senso la posizione di Palamara e di Liguori. Ha anche senso fare presto e decidere. Ritengo utile fare veicolare il report che ci manda Palamara settimanalmente.

3-    C'è una trasformazione generazionale del territorio. Mi piace quello che ha detto Palamara . non collateralismo e non bipolarismo praticati. Rivendico equidistanza verso MI e verso Area, e rivendico la possibilità di decidere su ogni questione. Accanto a questo nucleo tradizionale, dobbiamo elaborare e parlare anche delle questioni nuove, come il disciplinare, la produttività, la supplenza, il PCT, le ferie. Il mio lavoro di giudice civile è drammaticamente cambiato rispetto a quello che facevo solo qualche anno fa.

GIOVANNA DI ROSA
Ho preparato un contributo scritto che farò pervenire.

C'è un rischio di burocratizzazione della funzione.

Il Governo non ha fatto niente in tema di giustizia : il PCT è una realtà più evoluta solo in alcuni territori ove vi sono altre collaborazioni.

La militarizzazione degli istituti di pena è un arretramento di circa 200 anni: e questo è un orizzonte verso il quale si sta procedendo.

Oggi viviamo in una democrazia destrutturata: vince il presenzialismo ad ogni costo. UNICOST non è mai stata questo. Noi stiamo consegnando i diritti all'economia. UNICOST è quella che può presidiare i valori. Non è un problema di comunicazione, ma di valori. La nostra storia ci legittima nel rinnovamento. Pensavo alla coerenza di Marcello Matera e ai sogni che mi ha fatto fare allorchè sono salita sulla " barca". La non commistione tra magistratura e politica è storia. Questa attenzione che ha riguardato il ricambio generazionale deve passare anche dal superamento dei localismi. Non mi piace che si dica che non sappiamo fare politica al NORD. Marcello Matera ha praticato veramente l'unità nazionale.

Girolami Giancarlo: Anch'io ho un sogno, mi piacerebbe che dalla prossima volta ci fosse maggiore sintesi così da assicurare che tutti siano presenti all'inizio e alla fine delle assemblee o dei comitati di coordinamento. Dobbiamo cercare di capire quali sono le esigenze dei nostri colleghi nelle sedi di lavoro. I carichi di lavoro, la responsabilità civile, il disciplinare. Questi sono i nuovi argomenti che i colleghi vogliono che si affrontino.

Cananzi Francesco : in questo dibattito mi sembra che ci sia un equivoco di fondo. In realtà non ho avvertito differenze nel dibattito sulla identità del gruppo. Credo che differenze di appartenenze non esistono più. Questo succede un pò in ogni settore della vita, classe e generazione. È importante affrontare il tema tra quello che sentiamo e quello che riusciamo a mettere in opera. In questo sarà utile fare una operazione culturale per progredire. Occorre riconoscere un progetto e perseguirlo con gli strumenti più adeguati. È giunto il momento di comunicare il nostro patrimonio culturale, che ci identifica e distingue. Occorre allora fare un percorso che parta dalla base per salire verso il centro. Dobbiamo saper distinguere quello che è funzionale alla nostra indipendenza ed efficienza da quello che non lo è. In tale ottica occorre guardare alla varie questioni, come le ferie. Dobbiamo recuperare un dialogo tra territori e contenuto dei dibattiti.

Forciniti Massimo: la relazione del segretario generale è stata esaustiva. Ho trovato un allarme che io stesso lanciai al comitato di coordinamento pre-estivo, perché è necessario che la nostra politica in consiglio ha bisogno di un forte gruppo alle spalle. La corrente deve sostenerci nella azione istituzionale. Sappiamo che possono esserci posizioni diverse ma di queste deve sapersi fare una sintesi.

Francesco Federici: è bello vedere come in quest'assemblea vengano fuori delle idee propositive verso un nuovo passo. Voler cambiare il modo di pensare del gruppo è una preoccupazione ricorrente negli interventi che ho sentito. Ma il gruppo non ha già elementi identitari nel proprio dna? E' vero, invece, cha la considerazione diffusa che la magistratura sta cambiando è una considerazione di cui occorre tener conto, ma non importa un cambiamento del gruppo ma l'adattamento del nostro patrimonio culturale alle nuove esigenze. Occorre essere sensibili all'organizzazione del lavoro, all'utilizzazione di nuovi strumenti in quanto i colleghi sono ormai stanchi di far fronte ad un lavoro sempre più pressante. Occorre fronteggiare i carichi esigibili, il disciplinare che è una tagliola. Il nostri patrimonio culturale deve essere attento non solo ai grandi temi ma anche al quotidiano. Come si può attualizzare? Occorre cominciare a vedere come preparare la nostra classe dirigente, non ci possiamo porre il problema solo i tre quattro mesi antecedenti all'elezione del CSM. E' da valorizzare il numero dei voti comunque mantenuti dalla corrente nonostante la mancata elezione del sesto componente al csm. Abbiamo mantenuto più voti rispetto ad area. Siamo ancora il gruppo di maggioranza relativa al quale la magistratura fa riferimento e dunque il nostro messaggio culturale non è evanescente ma ben seguito. Occorre valorizzare i piccoli e medi distretti dai quali devono emergere soggetti che possono essere poi rappresentativi  a livello nazionale di unità per la costituzione.

Sangermano: occorre educare i giovani alla cultura del magistrato, ai principi di autonomia e indipendenza. Non serve fare festicciole per attrarre i giovani, ma è necessario convincere i giovani attualizzando il pensiero politico, fare proselitismo attraverso le idee. Uno dei problemi maggiori è la gerarchizzazione delle procure.

Cernuto: Noi i contenuti gli abbiamo. Ciò non toglie che ci sia preoccupazione sui risultati concreti. All'assemblea della sottosezione milanese sono venute solo 11 persone. Non abbiamo però avuto la capacità di prendere le deleghe giuste cioè ne abbiamo prese poche. Noi dobbiamo tornare ad ascoltare i colleghi e a dare risposta ai disagi che essi esprimono. Sono legittime esigenze dei colleghi. Forse dobbiamo imparare ad essere più coraggiosi nel diffondere e portare avanti le nostre idee. Occorre aver la forza e prendere atto dell'importanza dello status del magistrato. MI è vero che è opportunista nelle posizioni che assume, ma è anche vero che ci sono istanze che praticamente tutti i colleghi vogliono  che si trattino in nome della tutela dello status del magistrato. Pensiamo che la questione delle ferie, si sta consumando una offesa, una mortificazione della magistratura, quasi che da noi dipenda l'inefficienza. Ma ricordo anche i problemi del pct, dei carichi esigibili.

Ceroni Francesca: Già l'intevento di Carelli Palombi mi sembrava molto esaustivo. Parimenti illuminante è stato quello di Pina Casella, che ha riconosciuto la generosità e le capacità di Matera. A me pare giusto ricordare quella capacità di scommettere di Matera nel 2007 su un gruppo di appena quarantenni che ha fatto la storia di unicost degli ultimi anni. Roia mi sembra che abbia una visione elitaria della magistratura. Si preoccupa del contenzioso di valore che fugge dalla magistratura. A me pare che non ci sia contenzioso di serie A o di serie B.

Sciacca: non ci sarà un regolamento dei conti, il problema non è incensare o eliminare la segreteria generale. La riflessione però ci deve essere, abbiamo perso interi territori. Le critiche però che dovevo fare alla gestione le ho già fatte e ho già detto che la gestione del voto è stata devastante. Abbiamo una povertà di contenuti spaventosa. Più che contenuti c' erano slogan, no al sindacalismo di mi, al bipolarismo, la terzietà costituzionale.  E noi siciliani non vi seguiremo su questa strada. Meliadò ha già detto cosa pensiamo sulle ferie.

La riflessione sulle grandi questioni manca: carichi esigibili, tirocini, dirigenza, non c è elaborazione

Sui tempi del cambiamento, ho fatto più volte riferimento al ricambio generazionale, e la trovo una priorità, così come è necessario individuare dei contenuti su cui i colleghi possano seguirci.

Sui tempi: non devono essere sincopati, ma tempestivo perché il ricambio generazionale e la riflessione sui contenuti e la riorganizzazione, ma non si può pensare che un gruppo sclerotizzato sui nomi  mandi al macero una grande corrente.

Ciambellini: molti sono venuti qui sostanzialmente dicendo che la corrente ha una identità povera. Non penso proprio che abbiamo una identità povera, sarebbe troppo amaro dopo 10 anni di lavoro.

La tornata elettorale non ci deve mal consigliare, anche nel 2006 accadde a napoli, ma dopo un momento reattivo, siamo ripartititi, ancorchè orfani di rappresentanza al consiglio. Patrimonio d'identità, abbiamo declinato i nostri contenuti nella vita reale.

Non condivido quello che ha detto Mariano, sul fatto che all'anm abbiamo rappresentato solo caselle. Abbiamo dato un fortissimo contenuto. Oggi i colleghi ci guardano con rispetto. Ha ragione Mariano, abbiamo un patrimonio enorme da non disperdere. Noi i valori li paghiamo, un tempo si diceva delle donne di MD, oggi le uniche donne, che vanno al consiglio sono solo quelle di unicost. Non vogliamo tornare alla unicost balena bianca. Domani ancora una volta dobbiamo  la barra dritta. Non possiamo rimpicciolirci a essere solo sindacato. Ma dobbiamo spiegarlo ai colleghi e ricordare che non siamo una categoria di lavoratori, ma di un potere dello Stato  e che quindi non possiamo parlare di sciopero.

Arcuri: Dobbiamo colmare il vuoto con i contenuti. In politica ci si comporta secondo lo schema della imprevedibilità, dell'effetto sorpresa. I temi da battere sono quelli della responsabilità civile,e delle ferie, ecc. e rispetto ad essi dobbiamo porre in atto una condotta tattico-strategica. Occorre approfondire allora se le riforme che vogliono portare avanti siano utili per l'efficienza. Dobbiamo proporre riforme a costo zero, e occorre far capire che il miglioramento del servizio giustizia è utile per il Paese. Dobbiamo fare operazioni di marketing. Solo questo ci consentirà di chiedere per noi qualcosa che sia rispettosa delle nostre condizioni. Ho sentito parlare di localismi e regionalismi. Anche a me non piace rifondare, ma nel solco della continuità dobbiamo innovare.


MARCELLO MATERA: Conosco unicost dal 79, cioè dall'inizio. All'epoca il segretario generale ed il presidente erano primi inter pares. Con Crema la corrente ha mutato struttura. Prima la giunta era nominata solo secondo logiche di ripartizione tra impegno costituzionale e terzo potere. Ho imparato a verificare che ogni magistrato è depositario della verità, avendo la sua ricetta. Ciò rende più complesso raggiungere la sintesi politica. Sappiamo che ci sono le sirene di altre aree culturali, che utilizzano la giurisdizione, da destra o da sinistra, ma sempre con lo stesso clichè. La nostra area culturale ha però come caratteristica vera il dato della presenza delle persone per bene che ci sono. Ci sono persone di grande personalità e rispettate anche fuori della corrente. Il risultato è il raddoppio dei nostri voti a Genova. Ho avuto oggi la sensazione che siano cominciate le grandi manovre. Ciò che accadrà domani non sarà una operazione di vertice, ma il risultato di un modo di pensare che impone le scelte che verranno. La lista che non ci ha consenttito di vincere al CDC era fatta di elementi la cui professionalità non era in discussione. Ma quella stessa lista meritoria, fondata su un programma di alto livello, ha poi imposto il presidente e il programma stesso. E stata la forza delle nostre idee a vincere.

Per domani vi è un documento che contiene la mozione, che è frutto di grande lavoro. Contiene interventi ordinamentali (depenalizzazione nel settore penale, prescrizione, processo civile), interventi sulle strutture informatiche.  Io ho sempre sfidato i concorrenti sui programmi. Veramente pensate che il pensiero politico di Morgigni sia diverso da quello di Galoppi? E dunque non serve un rapporto tra MI e Unicost perché non possiamo parlare di cannibalizzazione della corrente.

Torniamo alla corrente. In alcuni interventi ho colto una anticipazione di commissariamento. Non è un problema, perché le idee vanno avanti sulle gambe delle persone, ma è più importante l'impegno delle persone per bene che caratterizzano la nostra area culturale. In ogni caso mi sono sempre impegnato, a volte riuscendo in miracoli. Negli interventi che ho ascoltato vi è un immenso patrimonio culturale. Ho sentito anche discorsi vecchi e datati. Tipo "i colleghi non capirebbero". Ma cosa significa?. Oppure "terzietà costituzionale", ma cosa significa, è ovvio che ci appartiene.

La verità è che chi fa organizzazione del pensiero deve avere ad un certo momento una sintesi politica. Io mi sono messo contro i cd. poteri forti della corrente. Qualcuno come Luisa De Renzis ha parlato di spirito di servizio.

Anche le parole "non collatelarismo" sono scatola vuota che però abbiamo cercato di riempire con l'apporto di tutti noi. Per tutti è simbolica la mia scelta di troncare il rapporto con Caliendo da quando è entrato in politica.

Qualcuno sostiene che non vi siano punti di riferimento nella magistratura. Io devo fare i conti con la nuova generazione, qualla che chiamo la generazione della play station. Si tratta di magistrati che hanno ugualmente delle coscienze e dunque non possono non avere punti di riferimento. Il punto allora è che bisogna capire come parlare con questa generazione. Cioè, per tornare sull'intervento di Meliadò, la questione non è di demonizzare la scuola, ma di evitare che questa inverta il baricentro della attenzione sulle strutture di riferimento della magistratura. I problemi invece si affrontano con intelligenza,e bene ha fatto il CSM a richiedere una rinegoziazione dei rapporti tra le due strutture.

Qualche risposta. Non si può venire a dire che si nota uno scollamento dei distretti con il vertice, come afferma P. Pacifico e in parte Busacca. In dieci anni io ho girato in tutti i distretti d'Italia. Più volte per ciascuno, salvo proprio che a Catania, dove sono andato una sola volta. Non sapevo nulla di ciò che succedeva a Catania perché nulla mi riferivano. Mi sento dire che non dobbiamo temere di affrontare anche i temi cari ad MI. Ma siamo coscienti che non abbiamo la capacità di inseguire su certe tematiche MI che sono nati per questo e che sono maestri in questo. Noi ci distinguiamo proprio per una identità culturale che ci caratterizza. Non posso sentirmi dire, come Busacca, che ha dovuto raccogliere deleghe in bianco perchè non c'era una linea della corrente. Ma Busacca è nella giunta ANM, ha bisogno di un documento ufficiale, oppure sa già quella che è la linea della corrente e del gruppo cui appartiene nella Giunta?

Sul discorso elettorale, sono grato a Francesco D'Alessandro che oggi è qui. Io sono stato molto addolorato sul piano personale e politico perché perdere un rappresentante è sempre una sconfitta. Due giorni prima dei risultati ci siano sentiti e scambiati reciproca stima e affetto. Non mi attribuisco responsabilità sulla sua mancata elezione. Francesco aveva gli stessi territori di quattro anni prima o quasi collimanti. Comunque sia andata, D'Alessandro è il tipico soggetto che dimostra come si sta in corrente. E riconosco il contributo che i catanesi hanno dato alla corrente.

La corrente siete voi, procedete, date dei tempi. Il mio impegno come Segretario Generale finisce qui. Domani per dovere istituzionale sarò presente nell'Assemblea dell'ANM e svolgerò come sempre il mio compito. Ma il 13 dicembre procedete oltre, e mi auguro che lo facciate con buon senso e senza fughe in avanti .

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