Congresso nazionale UNICOST - Palermo 17-19 giugno 2011

Mozione finale

 

    Unità per la Costituzione ritiene che la legittima scelta del magistrato di accettare candidature o incarichi politici non possa che essere irreversibile. A tal fine auspica un intervento legislativo volto a dare attuazione a questo principio, a tutela della immagine di imparzialità, terzietà e indipendenza dell'ordine giudiziario.

    Si impegna altresì a promuovere una modifica statutaria volta ad attuare tale principio all'interno del gruppo.

    Il magistrato acquisisce credibilità e fiducia solo attraverso i provvedimenti giurisdizionali, il suo impegno e la sua professionalità; non ha bisogno, né deve cercare, il consenso dei cittadini come fonte della sua legittimazione.

    La credibilità della magistratura impone un salto di qualità nell'atteggiamento di rifiuto verso quelle forme di lassismo culturale che hanno caratterizzato spesso l'abbassamento dei livelli etici nelle istituzioni.

    Chi è chiamato a svolgere il controllo di legalità non può che interpretare il proprio ruolo con trasparenza e con un'etica istituzionale quotidianamente praticata.

    Fermo restando la disponibilità al dialogo del gruppo di Unità per la Costituzione, va ribadito che quella che viene presentata al Paese come la riforma della Giustizia è in buona sostanza una "riforma contro la Magistratura". Un'efficace riforma non può prescindere dall'organica revisione della geografia giudiziaria, da un serio intervento di depenalizzazione, dalla completa informatizzazione degli uffici, dal razionale recupero delle risorse, dalla rapida copertura e dall'aumento degli organici anche del personale amministrativo.

    Va respinta ogni iniziativa legislativa volta ad introdurre ipotesi di responsabilità civile diretta del Magistrato, che si risolverebbe in una forma surrettizia di pressione sull'indipendente esercizio della giurisdizione, senza offrire al contempo maggiore tutela ai cittadini.

   Va respinto altresì ogni tentativo di introdurre modelli ordinamentali nei quali non sia più riconosciuta e costituzionalmente garantita al pubblico ministero la stessa autonomia e indipendenza del giudice.

    In un'ottica di dialogo costruttivo il Gruppo di Unità per la Costituzione riafferma la volontà di affrontare, senza preconcette chiusure, tutte le problematiche relative ad una utile riforma della Giustizia, valorizzando il contributo ideale e propositivo delle aree culturali in Magistratura, di cui si ribadisce l'essenzialità, in un percorso di autoriforma volto al raggiungimento dell'efficienza del servizio giustizia, della ragionevole durata del processo e del contrasto all'illegalità diffusa.