Documento di Fabio Roia Assemblea 8 novembre 2014

RINNOVAMENTO COSTITUZIONALE

 

  • Vigilanza sui principi e sui sistemi di controllo previsti dalla Carta. Non si può non rilevare, come libera associazione di giuristi, come il sistema parlamentare e dei diritti fondamentali previsto dai costituenti, stia attraversando un momento di crisi a causa della esplosione di prassi e di scelte della politica, la cui legittimazione non può ovviamente essere discussa, che tendano a forzare l'assetto formale (eccessivo ricorso allo strumento del decreto legge e della fiducia con mortificazione del sistema parlamentare, riforma costituzionale del Senato, articolo 18 statuto dei lavoratori, intervento della Corte Costituzionale sul sistema elettorale, posizioni assunte dal Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura…).
  • Richiamo alla terzietà costituzionale del magistrato.  E' un antico valore  di Unicost che deve essere riaffermato per evitare la suggestione di cedere a lusinghe di governi ritenuti amici, la scelta di contiguità con posizioni di sottobosco politico o, peggio, con centri di potere. Deve essere emarginata ogni condotta che possa costituire soltanto appannamento dell'azione del magistrato.
  • Per evitare un autogoverno soffocante e "delegato" occorre che la responsabilità singola del magistrato costituisca il primo e fondamentale snodo dell'autogestione di governo autonomo della magistratura, con conseguente consapevole  piena assunzione del modello che viene interpretato.
  • Per riattivare un circuito di dibattito interno occorre, almeno in questa fase dove la tendenza etero e autoindotta alla burocratizzazione della funzione appare molto forte, attivare il metodo della libera contaminazione delle idee e delle iniziative, accettando eventualmente una spinta al movimentismo orizzontale, al fine di rilanciare un libero confronto che sarà soltanto alla fine interpretato e tradotto in proposte organiche. Una sorta di anarchia della idea, della parola, della proposta  (anche "politicamente scorretta") in  una ricerca di quel pluralismo interno che ha sempre caratterizzato la struttura ideale di Unicost.
  • Dobbiamo farci carico subito del problema reale della irresponsabilità di fatto del Procuratore della Repubblica nell'attuale assetto normativo e di regolamentazione secondaria e ciò prima che, fisiologicamente, qualcuno proponga la sua necessaria sottoposizione al Ministro della Giustizia.
  • Dobbiamo diventare protagonisti di una riforma della giustizia che punti alla efficacia della decisione (effettivo ripristino del diritto) piuttosto che alla efficienza apparente del sistema (sterile soddisfacimento del dato statistico). Al di là delle soluzioni di dettaglio occorre evitare la privatizzazione della giustizia, la fuga del contenzioso che conta dalla giurisdizione puntando su una scelta di deflazione all'accesso del sistema in tutti i casi di temerarietà dell'azione, della resistenza, dell'abuso dell'esercizio del diritto di difesa, di inutilità dell'iniziativa penale. 

  
Milano 2 novembre 2014
Fabio Roia

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