Comitato Coordinamento Nazionale 22 febbraio 2015

UNITA' PER LA COSTITUZIONE
COMITATO DI COORDINAMENTO NAZIONALE


Verbale 22 febbraio  2015

Introduce i lavori il Presidente Angela Scalise evidenziando le ragioni della convocazione d'urgenza del Comitato di Coordinamento che, come previsto dallo Statuto, si riunisce sempre prima della convocazione del C.D.C. dell'A.N.M.

Interviene Roberto Carrelli Palombi proponendo una linea politica da assumere durante i lavori del CDC; segnatamente si propone che ad una prima fase di denuncia delle criticità della legge ormai in fase di definitiva approvazione debba seguire una seconda fase caratterizzata da concrete azioni a difesa delle prerogative costituzionali della Magistratura e delle posizioni dei singoli magistrati sempre più esposti, non solo sul fronte disciplinare, ma anche, dopo l'approvazione della legge, sotto quello della responsabilità civile. Evidenzia in tale direzione la necessità di fare riferimento anche alla tematica dei carichi esigibili ed alla ricognizione delle diverse forme di supplenza alle quali è quotidianamente chiamata la Magistratura.

Interviene Rodolfo Sabelli che riassume i termini della relazione introduttiva che andrà a fare al CDC, evidenziando come abbia cercato di tener conto anche delle sensibilità dei gruppi che non sostengono la Giunta. Rappresenta come l'unico fatto nuovo rispetto al 20/12/14 sia rappresentato dall'evoluzione intervenuta all'interno del gruppo di MI con il distacco di una parte e la creazione del nuovo gruppo di AI. Illustra che l'interpretazione della nozione di travisamento del fatto e delle prove prospettata dall'ANM sembra essere stata fatta propria dal Legislatore nel senso che la stessa risulta inserita nella relazione introduttiva al DDL. Rappresenta la contrarietà della GEC ad uno sciopero, nel senso che si tratterebbe di una testimonianza disperata ed impotente che contribuirebbe a dipingerci come una casta che vuole difendere un privilegio. Ritiene necessario approfondire i profili di incostituzionalità dell'intervento normativo, al fine di offrire ai colleghi dei criteri di interpretazione della nuova normativa che possano comportare la neutralizzazione degli aspetti più dirompenti.

Interviene Angelo Busacca sottolineando la necessità di prevedere dei carichi esigibili che tengano conto delle nuove ipotesi di responsabilità che si stanno introducendo.

Roma 22 febbraio 2015

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