Intervento di Roberto Carrelli Palombi

“Magistrati e Avvocati Deontologie e sistemi disciplinari a confronto”

A distanza di circa dieci anni dall'entrata in vigore del sistema disciplinare delineato nel d. lgs. 109/2006, così come modificato dalla l. 169/2007, è quanto mai opportuno questo momento di riflessione organizzato dalle sezioni di Milano e di Brescia di Unita' per la Costituzione unitamente all'Ordine degli Avvocati di Mantova anche alla luce delle modifiche più recenti intervenute nel sistema disciplinare degli Avvocati.  E' difatti necessaria oggi una riflessione sul sistema disciplinare, in quanto interpretazioni troppo rigide delle fattispecie introdotte dal legislatore rischiano di incoraggiare comportamenti difensivi da parte dei magistrati, mentre sono rimaste fuori dal controllo disciplinare tutta una serie di condotte senz'altro pregiudizievoli per il prestigio della magistratura.

In via preliminare mi sembra necessario evidenziare le specificità del sistema disciplinare dei magistrati rispetto, non solo all'Avvocatura, ma anche con riguardo a tutto il pubblico impiego:  l'esercizio del potere disciplinare perseguo lo scopo di garantire una forma di controllo pubblico sulla deontologia dei magistrati; esso, infatti, ha ad oggetto non solo l'attività funzionale, ma anche quella posta in essere dal magistrato fuori dall'esercizio delle proprie funzioni, quando si risolva in condotte incompatibili con lo status di magistrato o che comunque comportino una strumentalizzazione delle funzioni giudiziarie per fini ad esse estranei. Ciò in quanto costituisce un'esigenza fondamentale dello Stato assicurare che le funzioni giurisdizionali, o per meglio dire giudiziarie, dovendosi includere in essere tutte le funzioni svolte dagli appartenenti all'ordine giudiziario, che tanto possono incidere sui diritti dei cittadini, siano esercitate da soggetti che assicurino il rispetto dei doveri, fissati per la prima volta dal legislatore nel catalogo contenuto nell'art. 1 d. lgs. 109/1990. Difatti, al di là degli strumenti processuali previsti dai codici di rito, che mirano ad assicurare l'imparzialità del giudice, il sistema disciplinare dei magistrati è posto a presidio della correttezza, del prestigio, dell'autorevolezza della funzione giurisdizionale, bene oggi quanto mai fondamentale nell'organizzazione dello stato democratico anche in considerazione del ruolo crescente assunto dal giudice nelle moderne società, caratterizzate sempre più da un perenne processo di creazione di un ordinamento giuridico costituito da una pluralità di fonti normative, nell'ambito delle quali si rivela sempre più fondamentale l'attività d'interpretazione. In tal senso deve ritenersi che la materia disciplinare non appartiene esclusivamente al corpo professionale della magistratura, in quanto il prestigio dell'ordine giudiziario ed il corretto svolgimento delle funzioni giudiziarie sono patrimonio della generalità dei cittadini, come avviene per l'indipendenza della magistratura.  Per questo e' bene parlarne insieme con gli Avvocati nella  prospettiva di costruire una comune cultura della giurisdizione.

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