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elezioni csm

Unità per la Costituzione si conferma il gruppo di maggioranza relativa all'interno del C.S.M., vedendo aumentati i consensi attribuiti  ai candidati eletti con il proprio sostegno (da 2294 a 2504) nel collegio più articolato, quello per l'elezione dei giudici di merito.

Con grande rammarico non è stato, invece, eletto il candidato nazionale nel collegio di magistrati che esercitano funzioni di legittimità, Carmelo Celentano, che, insieme agli altri, impersonava al meglio i valori della terzietà costituzionale e del non collateralismo, alla base dell'identità culturale di Unità per la Costituzione. Quest'ultimo risultato è scaturito da una campagna elettorale influenzata dal quadro politico generale del Paese ed inquinata da fattori esterni che si sono sommati con i vizi di origine del sistema elettorale,  volto ad annullare il peso della rappresentanza culturale della Magistratura.

I magistrati eletti con il sostegno di Unità per la Costituzione, Michele Ciambellini, Cochita Grillo, Marco Mancinetti, Gianluigi Morlini, Luigi Spina sapranno testimoniare, in sede di autogoverno, la loro separatezza dalla politica, connaturale alla funzione giurisdizionale di cui sono tutti espressione, impegnandosi, nell'esclusivo interesse dell'Istituzione e dei cittadini, nella tutela dell'autonomia e dell'indipendenza della Magistratura.

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12 luglio 2018

L’onere della prova nel giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo

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A norma dell'art. 645 c.p.c. «il giudizio di opposizione si propone davanti all'ufficio giudiziario al quale appartiene il giudice che ha emesso il decreto con atto di citazione notificato al ricorrente nei luoghi di cui all'art. 638 c.p.c.

In seguito all'opposizione il giudizio si svolge secondo le norme del procedimento ordinario davanti al giudice adito».

La Corte di Cassazione ha da tempo statuito che la competenza funzionale del giudice che ha emesso il provvedimento è inderogabile ed immodificabile, anche per ragioni di litispendenza, continenza o connessione[1].


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07 luglio 2018

Licenziamento e obbligo di repechage alla luce della nuova disciplina delle mansioni

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L'abolizione del divieto di adibizione a mansioni inferiori comporta un più esteso obbligo di repêchage , a carico del datore di lavoro, nei casi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo .  

Nel generale vento di cambiamento portato dal cd. Job's Act e suoi decreti attuativi, la riscrittura dell'art. 2103 c.c. in tema di mansioni è stata una delle novità forse più rivoluzionarie tra le riforme attuate e sembra inserirsi nella diffusa tendenza globale alla flessibilità .   

Flessibilità è diventata, infatti, la parola chiave del nuovo capitalismo e il concetto generale del sistema ad essa sotteso è giunto a permeare  molte delle più recenti politiche in materia di lavoro e di welfare .

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07 luglio 2018

Dichiarazioni sottosegretario Morrone

Unità per la Costituzione si riconosce pienamente nel comunicato della Giunta Esecutiva Centrale sulle dichiarazioni del sottosegretario Morrone al termine di un incontro di formazione organizzato dal C.S.M. per i Magistrati in tirocinio.

Ringrazia il Presidente Minisci e tutta la Giunta per la tempestiva presa di posizione in difesa dell'associazionismo giudiziario e del pluralismo di cui lo stesso si compone.

Auspica che il percorso di dialogo e confronto intrapreso con il recente incontro fra la Giunta ed il Ministro della Giustizia possa 

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06 luglio 2018

Candidati Unicost

elezioni csm

Unità per la Costituzione ha individuato nei colleghi nel seguito indicati i candidati alle elezioni per il rinnovo della componente togata del C.S.M. ai quali, ai sensi dell'art. 8 del proprio  Statuto, assicurerà il proprio sostegno:

Carmelo Celentano - Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione.

Luigi Spina - Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari

Michele Ciambellini - Giudice del Tribunale di Napoli.

Concetta Grillo - Presidente di sezione del Tribunale di Caltagirone

Marco Mancinetti - Giudice del Tribunale di Roma

Gianluigi Morlini  - Giudice del Tribunale di Reggio Emilia

Le elezioni per il rinnovo del C.S.M. costituiscono la sfida più importante per la sopravvivenza del pensiero libero in Magistratura, che deve poter trovare le sue espressioni, non solo nel dibattito associativo, ma, principalmente, nell'ambito del circuito dell'autogoverno e nelle scelte concrete che i componenti del C.S.M. sono chiamati quotidianamente ad effettuare. Difatti la Costituzione riconosce a tutti i cittadini, ivi compresi i magistrati, il diritto di associarsi liberamente per perseguire scopi non vietati dalla legge, diritto al quale consegue la possibilità di concorrere, con metodi democratici, alla scelta dei propri rappresentanti in seno all'Istituzione consiliare.

Unità per la Costituzione ha selezionato i propri candidati all'esito di un confronto sul ruolo del sistema di autogoverno della Magistratura, sul rapporto dello stesso con le altre Istituzioni del Paese e sulle corrette interrelazioni che devono intercorrere fra circuito associativo e circuito istituzionale. E' stato seguito un percorso che ha visto il coinvolgimento di tutti i territori e di tutti gli uffici giudiziari ed ha preso come base di riflessione il modello di giudice strettamente collegato al modello di consigliere del C.S.M.: al  modello di magistrato deve conseguire un modello astratto di Consigliere del C.S.M. al quale i componenti, nell'esercizio del loro mandato, potranno rifarsi. Si tratta di un consigliere, fortemente calato nella realtà giudiziaria e professionalmente impegnato nel servizio giustizia, cresciuto nella dimensione associativa, che si nutre di cultura dell'autogoverno ed esercizio e tutela del potere diffuso. Difatti oggi governo autonomo della Magistratura deve significare, in primo luogo, tutela del potere diffuso, del potere giudiziario che viene esercitato in maniera diffusa, nel senso che di esso sono titolari, allo stesso modo, il primo presidente della Corte di Cassazione e l'ultimo M.O.T. che ha appena assunto le funzioni giurisdizionali, ivi compresi i magistrati che svolgono funzioni requirenti.

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03 luglio 2018

Il lungo viaggio del principio di precauzione in ambito comunitario e nazionale, con particolare riferimento alla valutazione di incidenza ambientale e ad alcuni reati contro la P.A.

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Scopo del presente lavoro è quello di dare conto delle opposte tendenze che hanno caratterizzato il principio di precauzione sin dal suo sorgere, ed al contempo di passare in

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02 luglio 2018

Conversazione con Carmelo Celentano

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Audio della conversazione con Carmelo Celentano, sostituto procuratore generale presso la Corte Suprema di Cassazione e candidato per le elezioni del CSM per Unicost.

Puntata di "Osservatorio Giustizia" di domenica 1 luglio 2018 condotta da Lorena D'Urso ( a cura di Radioradicale)

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02 luglio 2018

"La tutela penale degli interessi pubblici coinvolti nel settore delle fonti energetiche rinnovabili"

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Lo sfruttamento del territorio in funzione dell'implementazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili pone il problema del rapporto, spesso conflittuale, tra gli "interessi energetici" e gli interessi pubblici meritevoli di tutela e di rilievo costituzionale, quali il paesaggio ed il corretto assetto del territorio, nonché la promozione e lo sviluppo dell'agricoltura.

Si tratta di un rapporto particolarmente problematico che la legislazione europea e quella italiana, facendo leva sull'impulso al sempre maggiore ricorso alle energie rinnovabili imposto a partire dal Protocollo di Kyoto, orientano in favore degli interessi energetici attraverso la previsione di procedure contratte e semplificate per il rilascio dei prescritti titoli abilitativi.

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27 giugno 2018

Minisci a Bonafede, blocchi riforma dannosa

ANSA - ROMA, 22 GIU - "Blocchi la riforma delle Intercettazioni che non raggiunge lo scopo di evitare la pubblicazione di intercettazioni sensibili ma creerà distorsioni e danni per le indagini e il diritto di difesa. Solo lei può intervenire per evitare ulteriori salti mortali organizzativi". Così il presidente dell'Anm, Francesco Minisci, si è rivolto al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ad un convegno del Csm.

Il provvedimento di riforma delle Intercettazioni "verrà senz'altro bloccato". Così il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che ha avviato "una valutazione delle risorse che sono state investite per la strumentazione che la legge rendeva necessaria", che verrà riutilizzata "perché non ci piace buttare soldi". "Il mio impegno prioritario è capire le linee della riscrittura del provvedimento e su questo avvierò in confronto già la prossima settimana con procure e avvocati". Così ha risposto all'Anm sulla misura che entrerebbe in vigore il 12 luglio.

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22 giugno 2018