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Luci ed ombre della Legge n. 219/2017 sulle dichiarazioni anticipate di trattamento

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1. I contenuti della L. n. 219/2017

Il travagliato iter parlamentare del d.d.l. n. 3970, presentato alla Camera in data 8 luglio 2016[1] e rifluito prima nel testo unificato A.C. 1142-A e abbinati, e poi, dopo ulteriori modifiche, di d.d.l. S.2801. è recentemente esitato nell'emanazione della L. 219/2017, entrata in vigore il 31 gennaio 2018 e contenente «Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento».

Trattasi di un progetto normativo che nasce con lo scopo specifico di «tutelare il diritto delle persone a essere informate sul proprio stato di salute e sulle relative cure e a disporre anche anticipatamente e liberamente in merito ai trattamenti sanitari e all'uso del proprio corpo post mortem»[2].

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28 maggio 2018

Le tutele economiche e le moratorie a favore delle vittime di estorsione e di usura

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La disciplina del sostegno alle vittime dei reati di estorsione e di usura è predisposta secondo una visione ambiziosa, che nondimeno sconta pericoli di complessiva inefficacia. Occorrerebbe, in tal senso,che oltre ad essere ferma la natura strumentale delle moratorie apprestate in attesa del riconoscimento delleelargizioni economiche, queste ultime fossero congegnate in maniera da risultare davvero risolutive delle difficoltà generate dagli odiosi crimini.

 

Per contro, l'esperienza concreta registra uno sviluppo indiscutibile della valenza autonoma delle proroghe e delle sospensioni, ricollegate a provvedimenti i cui presupposti ed effetti presentano contorni affatto nitidi al pari delle valutazioni che li sostengono e delle interferenze tra organi e giurisdizioni cui danno luogo. E ciò al netto del pur apprezzabile sforzo esegetico delle recenti Sezioni Unite n. 21845/2017.

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28 maggio 2018

Mozione approvata al Congresso di Viterbo

L'assemblea di unità per la costituzione fa proprio il grido di dolore dei magistrati baresi lanciato all'apertura del Congresso nazionale di Viterbo. 

Condivide lo sconcerto e il disorientamento di tutti i magistrati del Distretto di Bari- in una battaglia comune con il personale amministrativo e l'avvocatura- per un problema che si trascina irrisolto da decenni.

Le autorità amministrative preposte, nonostante le numerose sollecitazioni dei capi degli uffici e dell' Anm locale,non hanno mai adeguatamente affrontato il grave problema, dotando una delle più grandi sedi giudiziarie di Italia di una struttura progettata e realizzata  come sede di Uffici giudiziari.

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26 maggio 2018

L'intervento delle Sezioni Unite in tema di forma nei contratti bancari e finanziari: la fine di vecchi contrasti o una nuova frontiera del contenzioso?

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un profondo rinnovamento della teoria generale del contratto. Attraverso l'opera paziente della dottrina e della giurisprudenza si sono consolidati nel nostro ordinamento alcuni principi innovativi in tema di validità ed efficacia del negozio giuridico. Non c'è alcun dubbio che i contratti bancari abbiano contribuito in maniera determinate alla formazione dei nuovi orientamenti, inducendo le Sezioni Unite della Cassazione ad intervenire a più riprese per comporre i forti contrasti che animavano la giurisprudenza.

Basti pensare alle fondamentali sentenze gemelle Rordorf nn. 26724 e 26725 del 2007 con le quali le Sezioni Unite affermarono il principio della distinzione norme di validità e regole di comportamento, stabilendo che "unicamente la violazione di norme inderogabili concernenti la validità del contratto è suscettibile di determinarne la nullità e non già la violazione di norme, anch'esse imperative, riguardanti il comportamento dei contraenti la quale può essere fonte di responsabilità".

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17 maggio 2018

Programma di Unita' per la Costituzione

   Programma unicost elezioni csm 2018 small

 

Pubblichiamo. qui si seguito, il programma di Unicost per le elezione del Consiglio Superiore della Magistratura 2018 che sarà condiviso ed approvato in occasione del prossimo congresso di Viterbo.

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17 maggio 2018

Il processo civile tra il tentativo di semplificazione dei riti e la resilienza della c.d. tutela differenziata

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Il processo civile tra il tentativo di semplificazione dei riti e la resilienza della c.d. tutela differenziata[1]

1- La c.d. tutela differenziata.

La recente sentenza delle Sezioni Unite n. 4485 depositata il 23.02.2018, che si è occupata del rito utilizzabile dal difensore per recupero delle proprie spettanze nei confronti del cliente, ha riportato alla ribalta la questione mai sopita dei problemi operativi del D.lgs. n. 150/2011, noto come decreto di semplificazione dei riti.

L'esame delle criticità del menzionato decreto impone di principiare la trattazione dalla premessa storica in cui affonda le proprie origini la volontà del legislatore.

Infatti, negli anni '70 vi fu un'accesa querelle tra due autorevolissimi studiosi di diritto processuale civile, i quali, tra le pagine della Rivista Diritto e Giurisprudenza, discussero da un lato in ordine alla neutralità del processo civile rispetto alle esigenze sociali e dall'altro sul modello di processo più efficiente al fine di rispondere a tali istanze[2].

In termini estremamente sintetici, la questione consisteva nel comprendere se fosse più giusto che l'ordinamento prevedesse un solo rito ordinario di cognizione piena, intendendo così assicurare l'uguaglianza formale dei cittadini all'accesso alla giustizia, ovvero se tale uguaglianza non fosse invece, garantita in modo più sostanziale con la differenziazione dei riti in funzione delle diverse categorie di posizioni giuridiche tutelande. Tale dibattito era stato senz'altro rintuzzato dall'introduzione, con la legge del 1973, del rito del lavoro.

E in altri termini,  ci si domandava se la configurazione di un unico rito di cognizione, ben scolpito e modellato, su cui si concentrino tutti gli sforzi esegetici e amministrativi, contribuisse maggiormente all'efficienza della giustizia piuttosto di una pluralità di riti, attagliati al singolo bene da tutelare, che possono determinare anche errori, quindi anti-economicità del sistema. 

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14 maggio 2018

Proposta di risoluzione della VII Commissione CSM relativa alla nuova disciplina dell’avocazione

La Giunta Esecutiva Centrale ritiene che la proposta di risoluzione della VII Commissione relativa alla nuova disciplina dell'avocazione - che il Consiglio Superiore della Magistratura si appresta ad approvare - sia un apprezzabile lavoro di normazione secondaria riguardante le misure organizzative degli uffici requirenti. La proposta in esame contribuisce in modo significativo, unitamente ai criteri orientativi e buone prassi in materia di avocazione fissati con provvedimento del 24.4.2018 dal Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, a ridurre gli imponenti effetti negativi sul sistema del processo penale, più volte segnalati dall'Associazione Nazionale Magistrati, conseguenti alla modifica degli artt. 407 c. 3 bis e 412 c.p.p. per effetto della L. 103/2017.

La proposta di risoluzione, peraltro, è in linea con le osservazioni e le preoccupazioni contenute nel parere espresso dall'ANM in merito  al DDL S-2067 sulla base del lavoro svolto dalla commissione permanente di studio sul diritto e processo penale.

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09 maggio 2018

La tutela penale della par condicio creditorum ai tempi del primato della continuità aziendale

La bancarotta preferenziale si connota quale strumento punitivo dai confini incerti e storicamente problematici. Si ponga mente, a titolo esemplificativo, al contenuto della condotta di simulazione dei titoli di prelazione, ai dissidi rispetto alla struttura del dolo tipico del reato, all'altalenante qualificazione penale della condotta dell'amministratore che si ripaghi di crediti pur sempre effettivi, ai rientri dalle esposizioni debitorie nei confronti del creditore bancario, ondeggianti tra leciti contegni compensativi o adempimenti solutori penalmente riprovabili. Si considerino, ancora, i pagamenti dei crediti che hanno contribuito al mantenimento del valore dell'impresa, evitandone la disgregazione e permettendo di conservare la possibilità di avanzare proposte concordatarie, come nel caso dei pagamenti di salvataggio,o strumentali all'accesso alle procedure concorsuali minori o assimilate, come nel caso dei finanziamenti ponte, sino ad alcuni finanziamenti dei soci, divenuti  crediti

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04 maggio 2018