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Le linee guida di UNICOST per l'elezione della giunta ANM

Il Comitato Direttivo Centrale di UNICOST (Unità per la Costituzione) ha predisposto un documento che contiene le linee guida e il programma  del gruppo per l'attività della nuova Giunta Esecutiva Centrale dell'ANM (Associazione Nazionale Magistrati), dopo le elezioni di febbraio 2012. Ecco il testo integrale del documento:

La difesa della indipendenza e del ruolo costituzionale della magistratura costituiscono l'impegno prioritario della associazione, che è anche un sindacato, ma non può essere un mero sindacato. La forza e la credibilità dell'associazione si fondano in via principale sul suo impegno alla tutela dell'assetto costituzionale della magistratura.

L'Associazione nazionale magistrati è consapevole che occorre dare al Paese una Magistratura moderna e rinnovata al suo interno nonché un servizio giustizia che funzioni nell'interesse dei cittadini.

 L'ANM intende realizzare questi obiettivi in continuità con l'operato della giunta uscente rinnovando il suo impegno sui seguenti punti:

  • rinnovamento della magistratura, incentrato sulla questione morale, sulle incompatibilità, sulla credibilità dei comportamenti e sui rapporti tra magistratura e politica, sulla professionalità;
  • moderna organizzazione degli uffici giudiziari;
  • tutela della dignità della funzione, tutela in sede disciplinare  e tutela sindacale del magistrato;
  • elaborazione di  proposte concrete per ridare funzionalità al sistema civile e penale.

 1. Il rinnovamento della magistratura si manifesta  attraverso la capacità dell'ANM di affermare      un modello culturale di magistrato responsabile professionalmente e credibile nei comportamenti.  Ciò può realizzarsi dando centralità ai seguenti temi:

  • questione morale. L'ANM dice no ai magistrati che subiscono condizionamenti esterni,  che sono contigui a gruppi lobbistici e che interferiscono impropriamente sull'assegnazione di affari e di incarichi direttivi. Nessun compromesso verso situazioni di opacità, di collusione e di connivenza che sono state all'origine di recenti vicende che hanno gettato discredito sulla intera categoria;
  • incompatibilità . I neo componenti del comitato direttivo centrale si impegnano a dare il loro contributo per tutta la durata del mandato esclusivamente in seno all'ANM; si impegnano, altresì, ad individuare i componenti di giunta con il metodo inaugurato con la Giunta uscente. Netta e coerente deve essere la presa di distanza da ogni forma di "carriere parallele" di magistrati che passano con disinvoltura attraverso esperienze diverse ed eterogenee.
  • credibilita' dei comportamenti e legittimazione istituzionale della magistratura  .L'ANM dice no ai magistrati che ritengono di legittimarsi con il consenso della piazza attraverso comizi che meglio si addicono a chi svolge una funzione politica e non giudiziaria.  L'autonomia e l'indipendenza di cui gode ogni singolo magistrato nell'esercizio delle sue funzioni non può infatti essere svincolata dalla assunzione di responsabilità.  L'esercizio del potere giudiziario non può presentarsi all'esterno come arbitrario, sganciato da regole, incomprensibile ai più;
  • magistratura e politica. Bisogna fissare regole rigorose finalizzate ad evitare commistioni improprie tra la funzione giudiziaria e l'impegno politico pur non sottovalutando l'importanza della presenza dei magistrati nelle istituzioni rappresentative, in particolare nelle assemblee legislative. Occorre, tuttavia, chiedere al Parlamento   un intervento legislativo che adegui la legge elettorale per le amministrative a quella per il Parlamento nazionale introducendo un divieto per i magistrati di partecipare alle elezioni ovvero di assumere incarichi di governo nelle amministrazioni locali nei luoghi dove hanno precedentemente esercitato la funzione giudiziaria.
  • In ogni caso deve essere chiaro che la scelta, pur legittima, di entrare in politica deve essere irreversibile.
  • autoriforma della magistratura. L'ANM chiede  la valorizzazione del merito e della professionalità nella scelta della dirigenza e nella progressione in carriera. Per raggiungere tale obiettivo è necessario insistere con coraggio sulla realizzazione di un valido sistema di controllo che non riguardi solo i provvedimenti giurisdizionali, ma incida anche sulla professionalità complessiva del magistrato. A tal proposito, é essenziale la massima attenzione al sistema di formazione professionale dei magistrati.

2. La moderna organizzazione degli uffici giudiziari.

 La moderna organizazione degli uffici giudiziari comporta la necessità di incentivare le prassi virtuose, le capacità manageriali dei capi degli uffici, la informatizzazione nonchè la dotazione di banche dati costantemente aggiornate, Nella necessaria riorganizzazione del processo, da attuare insieme alla riqualificazione del personale amministtrativo, è prioritario sviluppare l'applicazione degli strumenti informatici in tutte le fasi processuali, a cominciare dalla introduzione della posta elettronica certificata; solo in questo contesto sarà possibile l'adozione di misure organizzative idonee a garantire che ogni magistrato possa gestire, nell'ambito della sua responsabilità, un carico "sostenibile" di lavoro.

Occorre altresi massima attenzione su quegli aspetti  dell'Ordinamento Giudiziario che irrigidiscono eccessivamente il sistema, con ricadute sull'organizzazione e sul lavoro.

 3.  La tutela della dignità della funzione, la tutela in sede disciplinare e la tutela sindacale del magistrato.L'ANM deve garantire la dignità della funzione, il cui esercizio non può essere privato di un sostegno organizzativo reale e tangibile Lentezza dei processi, drammatica penuria di risorse umane e materiali, vetusta organizzazione e mancata informatizzazione sono le piaghe con le quali siamo chiamati quotidianamente a convivere nei nostri uffici, a fronte del continuo aumento della domanda di giustizia che contribuisce a fare del magistrato l'anello debole della catena, sul quale finiscono per concentrarsi inevitabilmente le insoddisfazioni della collettività.

L'attuale sistema disciplinare sta dimostrando la sua inidoneità a garantire nel contempo la credibilità dell'Ordine Giudiziario e l'indipendenza dei magistrati. L'ANM vuole evitare che si affermi l'idea di un sistema disciplinare che sanzioni violazioni di carattere formale, soprattutto in materia di termini per il deposito dei provvedimenti, valutandole in maniera isolata e del tutto avulsa dal contesto organizzativo e lavorativo dell'ufficio.

La tutela dell'essere magistrato indipendente comporta necessariamente la difesa non solo dello status giuridico, ma anche dello status economico del magistrato.Tra i compiti dell'ANM rientra anche quello di  prestare assistenza agli associati e fornire adeguato sostegno in occasione della proposizione dei ricorsi giurisdizionali. 

L'individuazione di standard nazionali medi di rendimento dei magistrati italiani, prevista e imposta dal nuovo ordinamento giudiziario ai fini della valutazione di professionalità, assume una triplice valenza: è un parametro che deve essere utilizzato per valorizzare la laboriosità intelligente del magistrato sotto il profilo organizzativo consentendogli di coniugare la quantità con la qualità del lavoro senza cadere in efficientismi da cottimo giudiziario; deve essere impiegato per la capacità di smaltimento dell'arretrato e delle sopravvenienze per valutare l'adeguatezza degli organici e la distribuzione delle risorse sul territorio; deve servire per monitorare l'attività del dirigente dell'ufficio il quale, sulla base dei carichi di lavoro complessivi, deve essere capace di impostare un progetto organizzativo che ottimizzi le risorse e distribuisca equamente i carichi di lavoro.

 4. Elaborazione di proposte concrete per ridare funzionalità al sistema nel settore civile e penale. Il processo e l'organizzazione rappresentano da tempo i terreni sui quali si muove l'iniziativa culturale e politica dell'associazione nazionale magistrati. In questa fase di particolare emergenza è necessario adottare in tempi rapidi alcune iniziative concrete per restituire funzionalità al sistema, ferma restando la necessità di costruire un quadro complessivo e armonico di riforme.

Per noi i punti principali di intervento sono:

 a) sul terreno del diritto e del processo penale:

  • ripensare complessivamente il sistema della sanzione penale in modo da prevedere una diversa tipologia degli interventi sanzionatori e garantire efficacia e certezza della pena; l'introduzione immediata della "irrilevanza penale del fatto" potrebbe intanto porre rimedio alla ipertrofia del diritto penale;
  • restituire centralità al processo di primo grado, luogo nel quale si forma la prova nel contraddittorio, e razionalizzare il sistema delle impugnazioni;
  • adottare disposizioni per la razionalizzazione e l'accelerazione del processo (tra cui in particolare il sistema delle notifiche, il processo agli irreperibili, il processo contumaciale);
  • rivisitare la disciplina della prescrizione prevedendo regimi differenziati per le varie fasi processuali;

b) sul piano del processo civile:

  • revisione del sistema delle impugnazioni e in particolare del processo di appello:
  • strumenti volti a contrastare l'uso dilatorio e gli abusi del processo;
  • incentivazione di sedi conciliative e di strumenti di composizione/mediazione dei conflitti;
  • rivitalizzazione del processo del lavoro:

c) geografia giudiziaria:

  • razionalizzazione delle piante organiche: riduzione degli uffici del Giudice di pace; accorpamento dei piccoli Tribunali, secondo le linee di un progetto già elaborato dalla associazione;

d) recupero delle pene pecuniarie:

  • riorganizzazione del servizio volto al recupero di pene pecuniarie e spese da destinare al funzionamento del servizio giustizia con significativo beneficio per il bilancio dello Stato;

 e) magistratura onoraria:

  • riordino della magistratura onoraria in modo conforme all'assetto costituzionale, nel quale prevedere anche una limitata redistribuzione delle competenze dal giudice professionale al giudice di pace.