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Intervento al CDC ANM del 16 maggio 2015

Manifestiamo convinto  interesse verso iniziative volte ad incentivare la partecipazione dei magistrati alla vita associativa: qualsiasi attività che consenta di avvicinare veramente  un maggior numero di colleghi all'impegno associativo vedrà l'adesione ed il sostegno di Unità per la Costituzione. Per noi l'associazione è fatta di luoghi fisici, assemblee locali e nazionali, congressi, convegni, seminari, tavole rotonde, riunioni, che possono anche diventare virtuali per quelle particolari situazioni che si prestano per la partecipazione a distanza, dove ci si incontra  e ci si confronta sul modo di intendere e di svolgere la nostra funzione.

Ma, detto ciò, occorre fare chiarezza sulla crisi dell'associazionismo: essa, ad oggi, risulta essere stata determinata da un eccesso di assemblearismo che ha finito per disinteressare i colleghi. E difatti hanno suscitato non poche perplessità fra i colleghi le modalità con cui sono state raccolte le firme per richiedere la convocazione dell'assemblea generale; ulteriori ed ancor più forti perplessità sono sorte in seguito alla generica individuazione dei temi che i proponenti avevano posto all'ordine del giorno dell'assemblea generale. Ed all'esito di una non chiara e trasparente mobilitazione,  all'assemblea generale abbiamo dovuto constatare che, al di là delle legittime diverse  sensibilità, nonostante il clima generale determinato dai fatti di Milano ed il forte invito all'unità che era venuto dai colleghi di quel distretto, non vi era nessuna intenzione raggiungere una posizione comune su temi ed argomenti che potessero essere di comune interesse per la generalità dei colleghi.

Ed allora non possiamo omettere di rilevare che è da questa rincorsa continua su temi affrontati superficialmente in un'ottica demagogica ed elettorale che nasce la crisi dell'associazionismo ed in particolare il deficit di partecipazione di molti alla vita associativa. Si è voluto impiantare, da oltre un anno, un processo pubblico ad una giunta che, con tutti i limiti e le possibili diverse valutazioni, ha cercato di difendere con dignità e con gli strumenti propri di un'associazione di magistrati, soggetti titolari di uno dei poteri dello Stato, l'autonomia e l'indipendenza di tutti, evitando di interpretare in modo  burocratico o solo sindacale il proprio ruolo nel solco di una nobile tradizione che ha saputo scrivere pagine importanti nella storia di questo Paese.

Ma oggi siamo stanchi di difenderci da inutili e propagandistici attacchi; invitiamo allora ancora una volta tutti a condividere con noi, con le modalità di partecipazione che si vorranno individuare, la responsabilità di difendere i valori del nostro associazionismo. Vogliamo riprendere a discutere nei modi tradizionali e, perché  no nei modi nuovi che la tecnologia ha individuato, sul nostro ruolo, sulle riforme in itinere in tutti i campi in una stagione in cui i progetti di legge si susseguono con grande velocità, sul ruolo dell'autogoverno ed in particolare sulle modalità di rappresentanza della Magistratura in seno all'autogoverno.

Se a questi fini potrà essere utile studiare insieme nuove forme di partecipazione, sempre che si tratti di un vere occasioni di confronto, siamo senz'altro disponibili a fornire il nostro contributo.

 

Roma, 16 maggio 2015

Roberto Carrelli Palombi