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Relazione di Roberto Carrelli Palombi

Insieme con Angela e con gli amici della Segreteria nazionale, con il supporto organizzato di Silverio Tafuro, siamo riusciti a realizzare in tempo davvero ristretti l'evento congressuale di Orvieto. Il congresso, nella prospettiva del Segretario Generale, ha voluto rappresentare il lancio di un metodo di lavoro, attraverso il quale, in linea di continuità con i nostri valori tradizionali della terzietà costituzionale e del non collateralismo, attraverso il quale costruire insieme una proposta associativa destinata a rivolgersi a tutta la magistratura ed in particolare a quei giovani colleghi che negli ultimi anni hanno vinto il concorso e non hanno avuto fino ad oggi occasione di apprezzare i valori dell'associazionismo giudiziario. In quest'ottica io penso che il modello di magistrato che abbiamo individuato, seguendo le parole del Capo dello Stato, "ne' protagonista ne' burocrate, solo magistrati" debba essere valorizzato e diffuso nelle nuove generazioni di colleghi. Dicevamo ad Orvieto che occorre impegnarsi per costruire un modello di magistrato che, nella convinta adesione al valore costituzionale della terzietà, sappia interpretare in un'ottica di servizio, prima che di legittima ambizione personale, le opportunità oggi offerte dalla normativa ordinamentale. Un magistrato che, forte della credibilità ed autorevolezza delle sue decisioni, sappia, nei circuiti istituzionali ed in quelli associativi, parlare alla politica,  pur rimanendo distante dai centri di potere della politica e di altro: un vero interprete della terzietà costituzionale che, consapevole della natura diffusa del potere giurisdizionale, sappia fuggire da ogni forma di omologazione che troppo spesso si manifesta attraverso il conformismo giurisprudenziale.  Tutto  ciò rientra nei nostri valori tradizionali e trae origine dal patto associativo da cui è nata Unità per la Costituzione, si pone in linea con la politica seguita dalla precedente segreteria e costituisce lo specifico di questa area culturale rispetto alle altre realtà esistenti nella Magistratura associata.

Ad Orvieto si  è provato a sperimentare un metodo di lavoro che si nutre del coinvolgimento di tutti i soggetti che si riconoscono in questa area culturale ed in particolare di quelli che hanno offerto la loro disponibilità a ricoprire, con spirito di servizio oltre che di legittime aspirazioni personali, un incarico associativo  a livello nazionale o anche locale: essi devono fungere da cinghia di trasmissione fra la dirigenza del gruppo e la generalità dei colleghi che operano negli uffici. Per questo, sulla base di uno schema approvato al comitato di coordinamento del 9 maggio, abbiamo voluto costruire - tutti insieme - un evento congressuale, forse anomalo rispetto ai modelli del passato, rivolto a consentire la partecipazione attiva di tanti e non solo di quelli presenti ad Orvieto. Attraverso questo schema, per la prima volta, è stata articolata un'elaborazione su quattro diverse tematiche che attengono da un lato alla vita professionale del magistrato e dall'altro alla giustizia civile ed alla giustizia penale nelle rispettive evoluzioni processuali ed ordinamentali. Se il metodo è piaciuto ed i risultati raccolti, compendiati nel documento finale, sono stati apprezzati, con la collaborazione del Centro Studi occorre proseguire nella direzione segnata,  in modo tale da avere sempre un'elaborazione aggiornata sulla base della quale impostare la proposta politica del gruppo. Per questo si pensava di istituire nel sito internet di Unicost, brillantemente curato e costantemente aggiornato grazie alla collaborazione di Paolo Abbritti, quattro forum tematici coordinati dai componenti della Segreteria Nazionale nell'ambito dei quali integrare anche la pregevolissima attività del rinato Centro Studi Nino Abbate. Certo non nascondo che la scelta di questo metodo di lavoro ha sacrificato il dibattito che, tradizionalmente, costituiva uno dei momenti fondamentali di un evento congressuale ed in particolare non ha consentito a diversi colleghi di intervenire nei limitati spazi temporali che erano stati programmati. Di ciò mi scuso pubblicamente, dopo averlo fatto anche in privato, con tutti quelli che, pur avendo chiesto di intervenire, si sono visti costretti a rinunciare. Vedete, però, è stato necessario fare delle scelte ed individuare anche delle priorità: in questa direzione, visti i tempi ristretti che abbiamo prima dei prossimi appuntamenti elettorali, l'elaborazione maturata ad Orvieto deve essere diffusa e sviluppata, attraverso le nostre articolazioni territoriali, in tutti gli uffici giudiziari.  A tal fine ritengo che questo sia il momento, da oggi e fino ai primi mesi del 2016, con l'importante intermezzo del Congresso dell'A.N.M., di programmare e realizzare iniziative locali destinate a diffondere a tutti i magistrati la nostra proposta ed il nostro metodo di lavoro.

Un apprezzamento speciale va ai colleghi di Bari e di Lecce, che in un clima di collaborazione fra due importanti distretti, hanno realizzato un evento di grande rilievo, al quale, pur non avendo potuto fisicamente partecipare, non ho mancato di fornire un supporto organizzativo e di contenuto. Analogo apprezzamento va rivolto ai colleghi che, su delega del Comitato di Coordinamento del 14 marzo, hanno organizzato il Convegno all'Isola della Maddalena creando, con modalità davvero efficaci, un momento di riflessione sulla dimensione sovranazionale del nostro lavoro. Aspetto i contributi scritti di tutti i relatori di entrambi i convegni per poterli raccogliere in apposita sezione del sito.

Ma, intendiamoci, non occorrono necessariamente e solo convegni per fare sentire la nostra voce ai colleghi: a volte bastano, potendo anche risultare più efficaci, riunioni, assemblee, dibattiti anche con soggetti esterni alla giurisdizione non disgiunti da momenti conviviali, sempre efficaci per fare gruppo; il tutto, sempre adeguatamente diffuso e valorizzato attraverso le liste locali e nazionali, non disgiunto dalla necessaria collaborazione che mi aspetto dai nostri rappresentanti al Consiglio, i quali con la loro presenza ed informativa sullo stato dell'arte in C.S.M., forniscono agli eventi organizzati quel quid pluris di interesse ed attrattiva. Anche perché poi proprio i nostri rappresentanti al C.S.M. sono quelli che, quotidianamente, devono tradurre, nel rispetto della loro autonomia decisionale, in scelte operative i valori elaborati in sede associativa.

Come vi dicevo non è molto il tempo che manca ai prossimi e fondamentali appuntamenti elettorali: elezioni per il C.D.C. dell'A.N.M. - febbraio  2016 e rinnovo dei Consigli Giudiziari e del Consiglio direttivo della Corte di Cassazione - Aprile 2016. A ciò consegue che, per quanto riguarda l'A.N.M., agli inizi del nuovo anno dovremo avere la lista di 36 candidati rispettosa delle previste quote di genere e nella quale vi sia un giusto equilibrio fra nuovi ingressi e colleghi che hanno fatto parte del C.D.C. attualmente in carica. Anche per i Consigli Giudiziari e per il Consiglio direttivo della Corte di Cassazione consiglio alle segreterie distrettuali di non superare il mese di gennaio nella scelta dei candidati. A questo fine nel mese di dicembre penserei ad una riunione del Comitato di Coordinamento allargata a tutti i segretari distrettuali e quindi ad un evento, da realizzare nel mese di gennaio, eventualmente articolato su base territoriale (nord, centro e sud), dedicato principalmente ai temi dell'autogoverno locale con la partecipazione attiva di tutti i nostri rappresentanti ai Consigli Giudiziari ed al Consiglio Direttivo della Corte di Cassazione.

Il panorama associativo, a mio avviso, oggi, segna un momento di grande confusione. Area, ancora per nulla amalgamata in un'unica realtà culturale, perché affetta da forti contrapposizioni e divisioni fra i gruppi di origine MD e Mov., soffre di un forte distacco fra la dimensione associativa e la sua componente consiliare, negli ultimi tempi avviata verso scelte che oserei definire distoniche rispetto alle alleanze che negli ultimi anni hanno governato l'A.N.M. M.I. ormai si atteggia a componente esterna all'associazionismo giudiziario, proponendo una linea che non si pone solo in antitesi con la G.E.C., di cui non fa parte, ma che mi sembra volta a sradicare le fondamentali ragioni del nostro stare insieme come A.N.M., con istanze quasi sempre demagogiche volte a catturare il consenso di tutti quei giovani colleghi molto attenti alle tematiche sindacali che non si riconoscono nei tradizionali gruppi associativi. A ciò si aggiunge una scelta di potere, qui in piena sinergia con la componente consiliare, arricchita dalla forza di 2/3 laici, asserviti agli interessi della loro parte politica ed in altrettanta sinergia con il ruolo svolto dal sottosegretario alla giustizia. La suddetta scelta di potere ha trovato, ultimamente e forse anche per nostri errori, troppe ed evidentemente non casuali convergenze, in seno al C.S.M., con la componente di Area nella scelta di dirigenti di importanti uffici giudiziari del Paese. In questo panorama si inserisce l'esasperato attivismo della nuova componente A.I., fuoriuscita da M.I., che sta cercando in tutti i modi, all'interno e nelle logiche dell'ANM, di costruire una propria proposta alternativa a quella di M.I. e molto attraente per i colleghi, con particolare riferimento alla tematica dei carichi di lavoro. Certo questa nuova componente sarà chiamata prossimamente a misurarsi con il consenso elettorale e solo in tale sede potrà verificarsi quale quota di consensi sarà stata sottratta ad M.I. Personalmente temo che gli aderenti ad M.I.  siano estremamente "fideilizzati" alla linea del sottosegretario e difficilmente, anche per calcoli di interesse e salvo poche autorevoli eccezioni, daranno consenso alla nuova componente. Viceversa manifesto la forte preoccupazione che quella proposta, che vedo sempre più articolata, possa attecchire anche al nostro interno, dove non ci siamo mai risparmiati inutili malcontenti. Ciò dico al fine di correre ai ripari ed in particolare proseguire nella costruzione di una nostra elaborazione sul tema della qualità della giurisdizione che implica necessariamente la fissazione di carichi di lavoro sostenibili, a livello nazionale o locale, cercando in tale direzione le più opportune convergenze, sia in sede associativa che in sede istituzionale.

Venendo alle tematiche di carattere normativo, condivido la preoccupazione lanciata da Rodolfo Sabelli in ordine al disegno generale che sembra essere sotteso ad una serie di interventi normativi all'esame del Parlamento. Mi riferisco, in particolare, al D.L. 2798 recentemente approvato alla Camera, da valutarsi congiuntamente alla registrata assenza da parte del Ministero della Giustizia di interventi in grado di restituire efficienza e funzionalità al processo penale. Ciò nonostante ho ritenuto di intervenire, nei termini di cui al documento che ho diffuso, in ordine alla recente istituzione, da parte del Ministro della Giustizia, di due Commissioni, una sul C.S.M. e l'altra sull'ordinamento giudiziario. Mi preme, in particolare a questo riguardo,  segnalare la necessità di seguire con grande attenzione i lavori delle due commissioni, leggendoli anche alla luce delle iniziative legislative del Governo e della posizione che viene presa rispetto ai testi di legge già all'esame del Parlamento. È chiaro che su tutte queste tematiche un ruolo davvero speciale dovrà essere giocato dal C.S.M. ed in particolare dalla sua VI Commissione e nell'occasione spero si riesca ad operare nella direzione di valorizzare in sede associativa il lavoro consiliare di preparazione ed elaborazione dei pareri sui testi di legge all'esame del Parlamento. Ma l'A.N.M. ed il nostro gruppo  che la guida devono elaborare una propria proposta rispetto a tutte le tematiche che l'agenda politica ha posto all'ordine del giorno nel dibattito sui temi della giustizia nel Paese.           

Quel che poi mi preme, in questa sede, segnalare, è che siamo entrati in una fase storica completamente nuova nei rapporti fra politica e giustizia, che non si presta ad essere trattata con gli schemi del passato, "fortino assediato e santa alleanza contro il comune nemico". Occorre prendere atto che oggi la politica, anche per via della totale assenza di una vera opposizione, ha dimostrato di volere rioccupare gli spazi che, per lunghi anni, sono stati lasciati liberi all'azione di supplenza della Magistratura, con il risultato di snaturare il nostro ruolo nella società. Di ciò, dicevo anche ad Orvieto, occorre essere consapevoli per impostare un'azione associativa che sia fatta di protesta, ma anche di proposta, e che sappia salvaguardare gli interessi dei cittadini nel cui nome quotidianamente amministriamo la giustizia, senza sottovalutare l'interesse dei magistrati al rispetto della loro dignità e professionalità. Segnatamente ritengo che non ci è più consentita l'assunzione di posizioni meramente difensive, in quanto il nuovo scenario generale impone scelte coraggiose da effettuarsi nella consapevolezza che la resa generale del sistema giustizia, per l'utente finale che è il cittadino, è tuttora scarsa e non confacente agli standard internazionali; e ciò nonostante che i magistrati italiani lavorino di più di tutti i colleghi dell'Unione Europea. Mi riporto al riguardo alle considerazioni che ho svolto nella relazione al Congresso di Orvieto sui temi che, ritengo, il legislatore, debba oggi affrontare anche alla luce della recente istituzione presso l'ufficio legislativo del Ministro della Giustizia di due commissioni di studio.

Da ultimo alcune brevi considerazioni attinenti alla situazione economica della Corrente, dato che il Segretario Generale è anche responsabile del Fondo Patrimoniale. Detto fondo si alimenta con i contributi degli iscritti ed ammonta a circa 3.000,00 al mese nonché con il contributo straordinario che i componenti del C.S.M. ritengono di versare alla Corrente. Occorre aumentare il numero delle iscrizioni ed a tal fine ho predisposto il modello allegato di delega alla trattenuta di 5 euro mensili sullo stipendio. Le spese che abbiamo attengono all'aggiornamento del sito (circa 400 al mese) ed al rimborso che diamo ai partecipanti alle riunioni del Comitato di Coordinamento nazionale e della Segreteria, oltre che alla realizzazione di congressi ed eventi a livello locale e nazionale.  Con grande sforzo sto cercando di contenere le spese,  perché il mio obbiettivo è quello di pervenire al rimborso integrale delle spese di viaggio per i delegati al Comitato di Coordinamento. Gli eventi realizzati si sono sostanzialmente autofinanziati con minimi contributi da parte del Gruppo ed anche il Congresso di Orvieto ha comportato un limitatissimo onere finanziario per il gruppo (in allegato breve conteggio delle spese e delle entrate). 

Roma, 23 settembre 2015

Roberto Carrelli Palombi

 

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