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Relazione di Roberto Carrelli Palombi

Il mio impegno, insieme con il Presidente e gli amici della Segreteria Nazionale, si e' rivolto verso una caratterizzazione della nostra azione politica con particolare riferimento all'individuazione ed alla proposizione dei contenuti politici che stiamo elaborando fin dal congresso di Orvieto. In questa direzione, unici nel panorama associativo, ci siamo presentati al Congresso Nazionale dell' A.N.M. con un documento che rappresentava la sintesi della nostra elaborazione sui temi rilevanti nella vita dell'associazione e nel dibattito sulla giustizia in atto nel Paese. In questo ambito abbiamo ritenuto di dovere prendere posizione sulle iniziative assunte dal Ministro della Giustizia attraverso l'istituzione delle Commissioni di studio in tema di ordinamento giudiziario e di sistema elettorale e funzionamento del C.S.M.
 

Ordinamento Giudiziario            

Quanto all'ordinamento giudiziario, abbiamo rappresentato quelle che potrebbero essere le linee nell'ambito delle quali ipotizzare un intervento riformatore idoneo a superare la maggiori criticità scaturite dall'attuazione della riforma del 2006: si tratta in primo luogo dello sviluppo del processo di revisione delle circoscrizioni giudiziarie in vista di una più razionale distribuzione delle forze lavoro sul territorio e dell'individuazione di uffici giudiziari modello in grado di assicurare una sufficiente specializzazione dei magistrati e del personale amministrativo; ci siamo riferiti poi alla necessita di intervenire sul sistema di accesso in magistratura per rendere più appetibile, anche in termini economici, la carriera magistratuale ed evitare le storture conseguenti alla fissazione del pensionamento all'eta di settanta anni; abbiamo concentrato ancora la nostra attenzione sul sistema disciplinare, ribadendo  come le spesso troppo rigorose interpretazioni del codice deontologico da parte del giudice disciplinare, intendendo in esso compreso anche il P.G., abbiano di fatto incentivato comportamenti puramente difensivi da parte dei magistrati destinati nel tempo a mettere in crisi il modello di giudice voluto dal Costituente.
 

Sistema elettorale e funzionamento del C.S.M.

Il tema relativo al funzionamento del C.S.M. ed alla concreta gestione da parte dello stesso della funzione di amministrazione della giurisdizione e' stato da sempre al centro del nostro dibattito associativo e della riflessione di Unita per la Costituzione. Questo perché il sistema di governo autonomo della Magistratura disegnato dal Costituente e' consequenziale al principio del potere diffuso, alla legittimazione diffusa del potere giudiziario, in forza del quale i singoli organi giudiziari esercitano le loro funzioni in una situazione di indipendenza costituzionalmente garantita. Per questo vogliamo impegnarci a far crescere nella Magistratura una cultura di autogoverno diffuso: tutti i magistrati devono potere partecipare in modo consapevole al circuito dell'autogoverno attraverso la discussione ed il confronto con i nostri rappresentanti al C.S.M. ed in tale direzione fondamentali sono le sinergie che si riescono a costruire tra associazione ed istituzione. In forza di quanto ora detto abbiamo ribadito la nostra massima attenzione ai lavori della Commissione incaricata dal Ministro di elaborare uno schema di riforma in materia di costituzione e funzionamento del C.S.M. nonché al percorso di autoriforma intrapreso dallo stesso C.S.M.; cio nella profonda convinzione, derivante dai principi costituzionali, che non potrà essere sottratta ai magistrati organizzati in forme democratiche la possibilità di scegliere liberamente i propri rappresentanti in seno all'Istituzione. Vogliamo quindi intervenire, anche attraverso l'A.N.M.,  nel dibattito in atto sulle criticità del sistema elettorale vigente con riferimento al ruolo dei gruppi associativi, ritenendo assolutamente necessario mantenere, in seno all'Istituzione, l'esistenza delle rappresentanze culturali della Magistratura.
 

Carichi esigibili.     

Con riferimento ai molti slogan proclamati ed alle continue rivendicazioni di paternità sulla tematica dei carichi esigibili, abbiamo ritenuto necessario, in linea con i contenuti maturati ad Orvieto,  lavorare nella costruzione di una nostra linea politica che, nel superamento  delle demagogie degli altri, sia in grado di pervenire ad un equilibrato contemperamento fra qualità e quantità degli affari trattati in una cornice di dati di esigibilità nazionale delle prestazioni lavorative connesse alle diverse funzioni esercitate dai magistrati.  In tale direzione fondamentale si e' rivelata la rivititalizzazione dei programmi di gestione previsti dall'art. 37 legge n. 111 del 2011 recentemente posta in essere dal C.S.M.  nella direzione di contemperare la produttività di ogni ufficio giudiziario con i due elementi rappresentati dalla qualità della risposta giudiziaria e dall'esigibilità dei carichi di lavoro gravanti sui magistrati. Ma il C.S.M., a nostro avviso, dovrà avviare gli studi necessari per pervenire, come oggi ormai richiesto ripetutamente dalle sezioni unite della Corte di Cassazione in sede disciplinare, alla fissazione di parametri medi nazionali di ruolo e di produttività, al fine di potere disporre di nuovi strumenti e criteri di misurazione del lavoro dei magistrati. In questa direzione abbiamo già parlato di un tendenziale  superamento, al di la delle formule legislative, del dualismo oggi esistente fra carichi esigibili e standard di rendimento  attraverso la determinazione di un limite inferiore di quantità minima e di un limite superiore di quantità massima, oltre il quale la nostra prestazione rischia di perdere i livelli di indispensabile qualità. Lo studio potrà eventualmente partire proprio dagli uffici di giurisdizionale nazionale, dove forse più che altrove, appare evidente che gli attuali livelli di produttività impediscono alla Corte di Cassazione di esercitare efficacemente la funzione di nomofilachia con conseguente incertezza del diritto ed effetto moltiplicatore sulla crescita del contenzioso. Questa ritengo debba essere la nostra linea nella campagna elettorale già cominciata rispetto alla quale propongo l'istituzione di un gruppo di lavoro (non più di tre persone, eventualmente fra i candidati al CDC) che a stretto giro pervengano all'elaborazione della proposta da inserire nel programma elettorale. 

Con riferimento, infine al PCT ed al tema dell'organizzazione degli uffici del P.M. mi riporto ai contenuti dei documenti elaborati prima e dopo il congresso di Bari, atti che riepilogano il percorso seguito dalla corrente in relazione alle suddette tematiche; si tratta di argomenti centrali nella vita dei colleghi che dovranno formare oggetto di particolare attenzione anche nella redazione del programma elettorale.
 

Il congresso di Bari

Al congresso dell'A.N.M. si e' registrata una preoccupante boicottaggio da parte di alcune aree associative,  segno forse che non si sente più l'A.N.M. come la casa di tutti. E' un atteggiamento che considero davvero irresponsabile ed ingiustificato a fronte del coinvolgimento  di tutte le aree culturali rappresentate nel C.D.C. nell'organizzazione del congresso di Bari. La nostra partecipazione, ritengo, invece, sia stata estremamente incisiva in primo luogo per il taglio  ed i contenuti trattati in sede congressuale fin dalla relazione del Presidente, segno dell'azione portata avanti dai nostri rappresentanti nella G.E.C., Rodolfo, Ilaria, Cristina ed Angelo, ai quali va il più sentito ringraziamento per la qualità del loro gravosissimo impegno; anche altri interventi, poi, hanno posto al centro dell'attenzione la nostra area culturale, avendo noi ricoperto un ruolo decisivo  nel superaramento di quel clima di contrapposizione con la politica che strumentalmente i media avevano voluto attribuire alla dirigenza dell'A.N.M. In questa direzione abbiamo rappresentato, in linea con quanto avevo ritenuto di affermare ad Orvieto, che ci troviamo in una stagione politica nuova, diversa e forse più insidiosa rispetto al passato, nella quale non ci e' consentita l'assunzione di posizioni meramente difensive; occorre sapere essere propositivi e costruttivi individuando soluzioni ed idee innovative rispetto a quelle tematiche che l'agenda politica pone all'ordine del giorno nel dibattito sui temi della giustizia nel Paese. Anche in questa direzione dovrà svilupparsi la nostra proposta associativa nella campagna elettorale per il rinnovo del C.D.C. 
 

Il panorama associativo.

Si impone, a questo punto, un passaggio sul panorama associativo dell'A.N.M. all'esito del congresso di Bari. Di Magistratura Indipendente già ho detto, registrando ancora spinte che non si limitano ad una contestazione nel merito della linea politica della giunta in carica, contestazione che, quanto ai contenuti si e' rivelata molto debole, ma che sembrano rivolte ad un superamento dello schema centenario, modello per le magistrature di altri Paesi, dell'unica associazione dei magistrati italiani. Autonomia ed Indipendenza continua nel sua esasperato presenzialismo  sulle liste, ma quanto ai contenuti non sembra essere molto lontana dal gruppo dal quale e' fuoriuscita, ricompattandosi con quelle aree della sterile protesta anti A.N.M.,  come e' accaduto sul tema del referendum dei carichi esigibili. Per inciso, una volta depositate le firme, mi domando quale e' la nostra posizione e quando si terra il referendum proposto. Io penso che la nostra risposta debba essere immediata e chiara, nel senso che certamente siamo favorevoli all'adozione da parte del C.S.M. dei carichi esigibili (questo pare essere il quesito proposto), ma siamo impegnati verso l'individuazione di soluzioni concrete e praticabili del problema che non siano solo astratte, demagogiche e velleitarie. Tornando al nuovo gruppo associativo, esso ha necessità di contarsi; ciò spiega la particolare aggressività su certi temi  come quello economico ed il prevedibile sfruttamento per la ricerca del consenso della popolarità anche mediatica di alcuni dei suoi più noti aderenti. E' necessario allora in questo momento non cedere spazi ed anche denunciare tutte le ipocrisie e demagogie sulle quali si basa l'intero fronte anti A.N.M., in realtà più unito che diviso, non fosse altro che per la totale assenza di contributi di carattere contenutistico che vadano al di là della mera propaganda.  Quanto ad Area, essa si e' recentemente data un organo nazionale deputato al coordinamento della nuova realtà associativa, dimostrando di volere procedere nella via del tendenziale superamento dei due gruppi di provenienza e nella creazione di un nuovo soggetto politico, che pure sarà chiamato a misurarsi con il prossimo appuntamento elettorale. In non poche occasioni mi e' sembrato che anche questo gruppo associativo sia stato contagiato, come sta succedendo anche a noi, dal virus del corporativismo e che continui a nascondersi dietro miti di apparente efficientismo. Per quel che sembra il percorso associativo del nuovo gruppo non trova adeguati riscontri nelle scelte della componente consiliare che appare ancora moto divisa sulle scelte di fondo e compatta solo nelle anomale alleanze sulle base delle quali sono stati conferiti diversi importanti incarichi direttivi. Fondamentale si rivela, quindi, il ruolo che il nostro gruppo riuscirà a ricoprire nel prossimo scenario associativo che emergerà all'esito del confronto elettorale: in uno spirito di apertura e di confronto con tutti dobbiamo essere in grado di guidare un percorso che porti alla ricostituzione dell'unita associativa nella convinzione che oggi abbiamo la responsabilità di difendere i valori dell'associazionismo giudiziario, evitando che lo stesso finisca per ripiegarsi verso posizioni puramente difensive e corporative destinate a sfociare in fenomeni di lobbismo.
 

Ancora attuale la questione morale in magistratura.

Ancora una volta siamo chiamati a confrontarci con la questione morale in magistratura, segno che non deve mai mancare la vigilanza sull'etica dei nostri comportamenti in sede istituzionale ed anche associativa. Abbiamo, al riguardo, ritenuto di esprimere la nostra solidarietà ai magistrati del distretto di Palermo chiamati quotidianamente ad operare in situazioni difficili ed a fronteggiare gravissime forme di criminalità: certo la loro generale credibilità non può rischiare di essere offuscata da comportamenti di singoli di ipotizzato rilievo penale e/o disciplinare. Ad Orvieto non a caso avevo parlato di etica della funzione del magistrato che significa totale ed esclusiva dedizione della persona umana del giudice alla sua funzione di rendere giustizia.

 

Rapporti con la Scuola superiore della Magistratura.

E' stato nominato da parte del C.S.M. il nuovo comitato direttivo della Scuola superiore della Magistratura: riteniamo di formulare a tutto l'organismo ed in particolare a Gigi Morlini e Nicola Russo, un sentito augurio di buon lavoro nell'interesse delle Istituzioni. Ma in questa occasione non posso esimermi dal ribadire concetti che avevo già espresso in ordine ai compiti del circuito della formazione ed ai rapporti fra lo stesso ed il C.S.M. Occorre oggi ricostruire, nell'ambito delle rispettive competenze e nel rispetto delle prerogative costituzionali dell'organo di autogoverno, un nuovo rapporto con la S.S.M., che in passato e' stata percepita in posizione meramente referenziale e competitiva rispetto alle attribuzioni del governo autonomo della magistratura. Devono essere create nuove forme di collegamento fra C.S.M. e S.S.M. con riferimento sia alla formazione iniziale che a quella permanente; ciò nella convinzione che al C.S.M. compete, per dettato costituzionale, di individuare il modello di magistrato da formare, che significa fornire ad esso la cultura generale per capire il senso della giurisdizione; alla scuola spetta, invece, rendere concerto tale modello attraverso le specifiche attività della formazione rivolte a fornire ai magistrati la cultura tecnico specialistica necessaria per decidere il singolo caso concreto. Ed ancora il raccordo fra le attività formative e le funzioni di autogoverno della magistratura e' imposto dalla esigenza di evitare il rischio della creazione di forme di omologazione e subalternità rispetto a modelli interpretativi ed a prassi operative che sono stati proposti in sede di formazione in modo del tutto avulso dal circuito dell'autogoverno. Mi voglio riferire in particolare al corso abilitante alla dirigenza che, anche alla luce della sperimentazione in atto, rischia di potere determinare dei condizionamenti esterni sulle scelte che competono esclusivamente al C.S.M.
 

Appuntamenti elettorali.

Come e' stato già ripetutamente sottolineato siamo vicini ad importanti appuntamenti elettorali dal cui esito dipende il futuro dell'associazionismo giudiziario ed il ruolo del nostro gruppo all'interno di esso. Di qui alla data delle elezioni dobbiamo dimostrare di essere in grado di portare avanti la nostra proposta e diffondere i nostri valori a tutti i magistrati con una particolare attenzione ai più giovani, spesso fuorviati dagli effetti negativi dei fenomeni tuttora esistenti di correntismo. Ma l'autorevolezza della nostra proposta, che oggi e' ricca  di nuovi contenuti, poggia sulle gambe dei candidati che dovremo indicare: magistrati che si devono caratterizzare in primo luogo per il loro impegno professionale grazie al quale riusciranno a conquistare la stima dei colleghi e per il loro spirito di servizio unito ad una particolare capacita di dialogo e di ascolto delle altrui opinioni. I candidati insieme alla segreteria nazionale dovranno iniziare immediatamente a lavorare sul programma elettorale, che dovrà essere pronto prima della fine dell'anno. Nello stesso tempo le segreterie distrettuali cureranno l'organizzazione di eventi a livello locale o interdistrettuale al fine di diffondere la nostra proposta e fare conoscere i candidati, avvalendosi anche della collaborazione dei nostri rappresentanti al C.S.M. In questo direzione devo esprimere il massimo compiacimento personale per la riuscita dell'importante iniziativa organizzata dalla segreteria distrettuale di Napoli, alla quale ho avuto l'onore di partecipare e di verificare l'altissimo livello dei contributi, che si sono posti perfettamente in linea con l'elaborazione culturale del nostro gruppo in tema di ordinamento giudiziario e di C.S.M. Altrettanto sono contento per l'iniziativa varata dalle segreterie dei distretti di Torino, Bologna e Firenze su tematiche sensibili e di sicuro interesse per i colleghi.

Data la pressoché concomitante scadenza del C.D.C. e dei Consigli giudiziari, dobbiamo riflettere in questa sede se non fosse opportuno proporre al C.D.C. l'indizione delle elezioni per l'A.N.M. in occasione della settimana in cui dovrà  procedersi anche alle elezioni per il rinnovo dei Consigli giudiziari e del Consiglio direttivo della Corte di Cassazione. 
 

La questione economica.

Da ultimo, con riferimento alla questione economica abbiamo spiegato quali erano le ragioni, di fatto e di diritto, in forza delle quali abbiamo ritenuto di supportare l'azione dell'A.N.M . all'interno del Comitato Intermagistratura credendo ancora nell'importanza dell'unicità dell'azione sindacale a tutela dei magistrati, unicità che deve essere a tutt'oggi assicurata dall'associazione di categoria e non dalle correnti. Al di la delle polemiche e delle solite strumentalizzazioni che, come al solito, non hanno fatto brillare il dibattito associato, riteniamo oggi fondamentale, come abbiamo affermato dopo il congresso si Bari, aprire una riflessione sull'intero panorama dello stato giuridico ed economico dei magistrati, con particolare riferimento alla tutela dei giovani colleghi ed alla non più procastinabile necessita di perequare il nostro trattamento economico a quello delle altre magistrature, non essendo più giustificata alcuna differenza alla stregua del carico di lavoro gravante sulla magistratura ordinaria per nulla paragonabile, in termini numerici e di complessità, a quello rientrante nella giurisdizione delle Magistrature speciali.

Urge, infine, prendere posizione sulle proposte di modifica dello statuto dell'A.N.M. in tema con particolare riferimento all'impiego dello strumento telematico, perché a breve potremmo essere chiamata a fare delle scelte importanti che rischiano di snaturare il senso del nostro associazionismo. 

Roma 18 novembre 2015 

Roberto Carrelli Palombi

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