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Intervento di Roberto Carrelli Palombi

 

Fra i tanti temi all'ordine del giorno, tutti importanti per la vita della nostra associazione, quello relativo alla questione morale riveste parte essenziale, perché riguarda il nostro essere magistrati, il nostro essere chiamati a giudicare, secondo le regole del diritto, sui comportamenti altrui, ad adottare decisioni che possono incidere fortemente sulla vita dei cittadini e sui loro patrimoni. Da ciò discende la necessità di avere tutti noi un altissimo senso della funzione che siamo chiamati ad esercitare ed una capacità di reagire a tutte, ma proprio a tutte, quelle forme di opacità che possono recare pregiudizio all'immagine della Giurisdizione.

Perché qui non è l'A.N.M. o questa corrente che dobbiamo difendere o preservare da illecite interferenze, è il prestigio della funzione giurisdizionale, bene fondamentale in uno stato democratico che appartiene a tutti i cittadini nel cui nome amministriamo giustizia.

Ma colleghi, la questione morale non è solo la questione penale, né solo quella disciplinare; di esse se ne occupano rispettivamente le Procure e gli organi del sistema disciplinare. La questione morale riguarda diversi e fondamentali aspetti della vita professionale del Magistrato. In tale direzione dobbiamo essere tutti impegnati affinché in tutte le sedi, associative ed istituzionali, vi sia un'effettiva e costante vigilanza sull'etica dei  nostri comportamenti, perché occorre evitare che la condotta censurabile di pochi singoli comporti delle ricadute in termini di credibilità sull'operato dei tanti colleghi che ogni giorno danno prova di serietà professionale, spirito di sacrificio ed imparzialità. Noi come Associazione Nazionale Magistrati, noi come gruppo di Unità per la Costituzione,  siamo vicini a quei Magistrati, che a Napoli come a Palermo, sono chiamati a fronteggiare gravissime forme di criminalità.

Ed ancora la questione morale riguarda anche tutti noi, riguarda  il correntismo, che è cosa ben diversa dal ruolo che vogliamo ascrivere alla diverse realtà culturali interne all'associazionismo giudiziario, ruolo che attiene ad un corretto rapporto fra la dimensione associativa ed il circuito istituzionale dell'autogoverno: un rapporto fondato sulla trasmissione di valori, di idee e di un modo d'intendere la giurisdizione ed il modello di giudice abbandonando tutte quelle scelte fondate solo sull'appartenenza; si tratta di una tematica che ci coinvolge tutti, che non può essere strumentalizzata da nessuno, dovendo essere affrontata con serenità e serietà per conseguire l'obiettivo di migliorare il nostro rapporto con le Istituzioni.

 

 

Roma, 14 dicembre 2015

 

Roberto Carrelli Palombi

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