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Intervento di Roberto Carrelli Palombi

Oggi comincia una nuova stagione dell'associazionismo giudiziario che si vuole porre in continuità con tutto quello  che è stato costruito nel passato e mi riferisco ad otto anni di guida della giunta dell'A.N.M. ( non a caso il programma  conterrà una testimonianza del lavoro fatto dalla GEC in carica), ma che deve saper interpretare le nuove sfide ed in particolare che deve dimostrarsi in grado di superare le criticità che si sono evidenziate nell'ultimo periodo; mi voglio riferire ad un'opposizione all'azione associativa per lo più demagogica e strumentale, opposizione che, pero, ha prodotto i suoi effetti negativi, come è ad esempio accaduto in tema di politica sindacale con una frammentazione dell'azione di rivendicazione dei diritti dei magistrati. Questa nuova stagione, che deve puntare alla ricostituzione dell'unita associativa, percorso deve essere seguito da U.P.C., attraverso l'autorevolezza dei suoi candidati, riconosciuta, non per meriti associativi, ma per la loro serietà e professionalità affermatasi negli uffici da dove provengono. 
Siamo impegnati nel costruire una rappresentanza associativa che dovrà essere intransigente nei contenuti, ma moderata nei toni e rispettosi verso tutti gli interlocutori, che ripudi qualsiasi forma di collateralismo, che proponga, attraverso un ragionamento pacato con le Istituzioni, l'Avvocatura, il personale amministrativo, la completa attuazione del modello costituzionale di giustizia. 
Crediamo in un'associazione che sappia essere vicina ai problemi quotidiani dei magistrati, i quali devono essere incentivati ad operare con dedizione e professionalità in un quadro ordinamentale ed organizzativo coerente con il crescente impegno che ci viene richiesto, un'associazione che sappia reagire al rischio di burocratizzazione della funzione ed alla perdita di tensione ideale che ne deriverebbe. 
A questo punto una parola va spesa sui referendum di domani,  voluti da alcuni e patrocinati da altri. La nostra posizione è stata espressa e compendiata in un documento che affronta tutte le problematiche sottese ai quesiti proposti; sono tematiche tutte importanti: ferie, attività di supplenza, responsabilità civile, carichi di lavoro, rispetto alle quali l'azione del nostro gruppo è stata ed è costante e continua; tematiche che, per la loro complessità,  che non si prestano ad ridotte in quesiti referendari mal posti, che si rivelano strumentali e demagogici. 
Noi, invece, vogliamo dare voce a tutti quei colleghi che, sopraffatti dal lavoro quotidiano, non riescono a trovare spazio per la dimensione associativa, che serve a far crescere l'intera magistratura.  Ciò detto, in adesione allo spirito pluralistico del nostro gruppo, riteniamo che i magistrati debbano liberamente esprimersi, al di là di qualsiasi indicazione proveniente dalle rappresentanze dei gruppi associativi, sia sulla partecipazione all'iniziativa referendaria, sia sull'eventuale risposta ai singoli quesiti. 
Perché, dicevo tornando ai nostri temi, la specificità del nostro ruolo richiede la creazione di spazi di riflessione e confronto sul modo di essere giudici e pubblici ministeri; richiede una costante riflessione sulla questione morale che attiene al nostro modo di essere magistrati, chiamati ad adottare decisioni che possono incidere fortemente sui diritti fondamentali dei cittadini; richiede un altissimo senso delle funzioni che esercitiamo unita ad una capacità di reagire a tutte le forme di opacità. Questione morale per noi significa etica dei comportamenti in sede associativa ed istituzionale quando, in virtù di una riconosciuta rappresentatività, si è chiamati a rispondere, non solo alla propria coscienza, ma ad una coscienza collettiva sviluppatasi attraverso le articolazioni di cui si nutre l'attività associativa.
Questa è la riflessione da cui Unità per la Costituzione vuole partire, riflessione che si svilupperà e si riempirà di contenuto con i contributi dei candidati. 
Roma, 16 gennaio 2015 
Roberto Carrelli Palombi