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Relazione Roberto Carrelli Palombi

          

Elezioni C.D.C.

Siamo riusciti a completare la lista e ad avere almeno una candidatura in ogni distretto. Non è stato facile e ritengo sia un segnale importante esprimere delle candidature in aree dove il gruppo negli ultimi appuntamenti elettorali era assente o aveva registrato forti sofferenze. Al riguardo, a nome di tutti, sento il dovere di esprimere un ringraziamento a tutti i candidati per la loro disponibilità a mettersi in gioco, a mettere a disposizione di un progetto culturale la loro persona e la loro professionalità. Perché voglio credere che non vi siano candidature di servizio, nel senso che tutti i 36 candidati sono ugualmente al servizio di un progetto che vuole porre al centro dell'azione associativa la dignità professionale del magistrato e l'importanza delle funzioni che siamo chiamati ad esercitare.

Ormai è trascorso un anno dalla nomina delle nuove cariche del gruppo e fin dall'inizio abbiamo parlato di un metodo di lavoro, basato  su un modo di intendere il ruolo dell'associazionismo giudiziario, un luogo dove vengono elaborate idee e valori su tutti i temi che attengono alla vita professionale del magistrato ed al funzionamento della giustizia nel Paese; un metodo che vuole essere aperto al confronto ed al dialogo con tutti, che cerchi di privilegiare, nel rapporto con le altre componenti, organizzate e non, gli elementi che ci uniscono, piuttosto che quelli che ci dividono.

Con questo metodo, sviluppando il lavoro che era stato svolto per il congresso nazionale, è stata predisposta la nostra proposta in vista delle elezioni; essa si è potuta avvalere dei numerosi contributi redatti dai candidati e già pubblicati sul nostro sito. È stato compiuto da parte di tutti un grosso sforzo che ci consente di presentare una proposta articolata sui diversi temi e ciò è stato reso possibile dall'entusiasmo dei candidati e dalla validissima collaborazione della Segreteria nazionale. Del resto fin da subito, avvalendomi del confronto e della collaborazione di tutti i vice segretari, ho cercato di essere sempre presente su tutti i temi all'ordine del giorno nel dibattito sulla giustizia nel Paese ed ho cercato di conquistare, solo nell'interesse del gruppo, spazi di visibilità esterna, utilizzando anche le moderne tecnologie: in primo luogo il sito internet che è stato costantemente aggiornato grazie all'instancabile opera di Paolo Abbritti ed è pronto a dare spazio a tutti i contenuti riconducibili all'attività locale o nazionale del gruppo; recentemente il sito si è arricchito di un'apposita sezione destinata ai giovani magistrati e curata da Alessandro Riello, che vuole essere uno spazio virtuale aperto al confronto ed alle proposte da parte di ha appena intrapreso il nostro lavoro. Il programma elettorale è stato anche arricchito con degli slogan riepilogativi che vorrebbero esprimere, appunto, con degli slogan immediati ed efficaci, una sintesi massima della nostra proposta sulle diverse tematiche affrontate in modo approfondito nel corpo del programma.

I candidati, per il Segretario Generale, sono tutti importanti e sono tutti funzionali allo spirito del sistema elettorale proporzionale per liste contrapposte con collegio unico nazionale, che è quello di portare più voti possibili alla lista. Per questa ragione, dopo avere adempiuto l'onere di formare la lista, mi sono sottratto a qualsiasi ruolo di coordinamento del voto sul territorio nazionale, ritenendolo non compatibile con i compiti del Segretario Generale. Una sola indicazione sento però il dovere di dare ed è quella volta al superamento degli egoismi territoriali che tanto male hanno fatto a questo gruppo; auspico allora che in tutte le realtà territoriali più forti si riesca a trovare lo spazio per il sostegno ai candidati espressi dai distretti più piccoli e dalle aree che hanno registrato una maggiore sofferenza: questo è lo spirito di unità nazionale sul quale si è fondata, fin dal congresso di Cosenza, la nuova Unicost e che ci deve consentire di recuperare consensi nei territori dove ultimamente la nostra proposta ha fatto meno presa.

E poi ancora un'indicazione di metodo che sento di dare a tutti: la nostra campagna elettorale deve essere, non solo difensiva, ma anche "aggressiva", nel senso che dobbiamo proporci ai colleghi, con tutti i metodi possibili e compatibili con il nostro essere magistrati,  non disdegnando quelli vecchi e tradizionali della richiesta del voto porta a porta, del presidio al seggio, della distribuzione del volantino e del programma, delle lettera di presentazione del candidato ed utilizzando anche quelli nuovi (WA, Sms, social), che si rivelano più idonei per comunicare con le nuove generazioni di magistrati.

 

C.D.C. 13/2/2016

La chiusura di questa stagione politica non è stata facile, in quanto nell'ultimo C.D.C. si è registrata una conflittualità che davvero ci saremmo potuti risparmiare. La giunta che ha retto l'associazione in questo quadriennio è stata chiamata ad interpretare un ruolo davvero nuovo e difficile e lo ha fatto in modo autorevole avendo sempre a cuore l'interesse generale del servizio giustizia e quello particolare dei singoli magistrati. Un sentito ringraziamento per il lavoro fatto mi sento di esprimere a nome di tutta la corrente a Rodolfo, Ilaria, Cristina ed Angelo.

Il documento approvato da tutte le componenti rappresenta un compromesso finalizzato ad evitare di affrontare nel dettaglio, con le contrapposizioni che ne sarebbero derivate, le delicate questioni sottese ai quesiti referendari. Anche sulla questione morale ci si è limitati a predisporre delle possibili modifiche allo Statuto dell'A.N.M. che prevedono la decadenza dai diritti di socio in caso di applicazione nei confronti dei magistrati di misure cautelari personali o della sospensione dal servizio disposta in sede disciplinare. Si è optato per una strategia minimale e non poteva essere diversamente data l'imminenza della scadenza del mandato del C.D.C. in carica.

Sui referendum abbiamo reagito al tentativo posto in essere da molti, MI, AI ed indipendenti, di trasformare la consultazione elettorale in una sorta di sondaggio pro o contro l'A.N.M. Penso però che i referendum hanno dimostrato come uno schema politico di gestione dell'A.N.M. secondo moduli della politica tradizionale di maggioranze ed opposizione non funzioni più, nel senso che, anche per via delle infinite strumentalizzazioni e demagogie che ci sono state, costituisce un metodo che non viene più compreso o accettato dai colleghi.

Oggi la gestione dell'A.N.M. deve tornare ad essere unitaria  e tutti devono essere chiamati a condividere le difficili responsabilità che derivano dal dovere rappresentare la magistratura in una stagione politica inedita rispetto al passato. Ed in questa sede voglio rivendicare l'orgoglio di credere che, forti nella nostra affermazione elettorale, sapremo essere noi, al di là di chi sarà chiamato a ricoprire le cariche associative (abbiamo la presidenza dell'A.N.M. da oltre 8 anni), a guidare, sulla base di contenuti e di valori condivisi, questo percorso di ricostruzione dell'unità associativa.

 

Consigli Giudiziari

L'appuntamento istituzionale del rinnovo dei Consigli Giudiziari, fissato per il 4 aprile (?), è altrettanto importante e forse anche più sentito dai colleghi rispetto all'A.N.M. Mi risulta che in tutti i distretti sono stati prescelti i candidati e ci si appresta alla presentazione delle liste secondo dinamiche coerenti con le  diverse situazioni locali. Per il momento vorrei registrare le candidature presentate nei vari distretti e darne adeguata pubblicità attraverso il sito nell'apposita sezione che abbiamo creato. A tal fine invito i segretari distrettuali a farmi pervenire i nominativi dei colleghi candidati con indicazione se siano presentati nell'ambito di una lista Unicost o con altre modalità. Subito dopo l'elezione del C.D.C. potremmo organizzare su base interdistrettuale un evento dedicato alle competenze dei consigli giudiziari nell'ambito del quale prevedere un confronto fra candidati e componenti uscenti.

 

Rapporti con la S.S.M

Un accenno sento il dovere di fare riguardo ai primi passi mossi dal nuovo Comitato direttivo della S.S.M. In proposito sento il dovere di esprimere un sentito ringraziamento a Gianluigi, Nicola e Luisa per la sensibilità e la disponibilità dimostrata nel costruire una corretta interlocuzione con la rappresentanza culturale di cui fanno parte. Devo dire che stiamo costruendo  un confronto costante e così è stato sulla vicenda "Faranda" rispetto alla quale Luisa, Luigi e Nicola sono stati determinanti nella scelta di revocare un'iniziativa inopportuna varata dal precedente comitato, iniziativa che, a mio avviso, per il luogo istituzionale ove si svolgeva e per le modalità prescelte (uno dei coautori del libro sull'esperienza di Faranda e Bonisoli era proprio l'esperto formatore incaricato dell'organizzazione del corso), era proprio inopportuna.

Nel contempo devo con soddisfazione registrare la sintonia trovata con la nostra componente all'interno del C.S.M. ed in particolare con la posizione espressa anche sulla stampa dal Presidente della VI commissione. È necessario, come ho già detto in altre occasioni, costruire un nuovo rapporto fra C.S.M. e S.S.M. che vada al di là dell'elaborazione annuale da parte del C.S.M. delle linee guide sulla formazione e che sia in grado di verificare quotidianamente che i moduli formativi prescelti dalla Scuola siano funzionali al modello di magistrato voluto dal costituente, di cui è e deve rimanere custode l'organismo di autogoverno della magistratura.

 

Note di bilancio

Dopo un anno di attività come segretario generale ho ritenuto opportuno redigere un sommario bilancio delle entrate e delle uscite; le entrate sono molto poche ed attengono pressoché esclusivamente ai contributi che alcuni associati conferiscono con delega alla trattenuta sullo stipendio (€ 10 al mese); non sono riuscito ad ottenere, tranne che in sporadiche occasioni altri contributi. Come già Silverio Tafuro ha avuto modo di spiegare il nostro congresso di Orvieto si è interamente autofinanziato e non ha gravato per nulla sui fondi della corrente. 

L'obiettivo che mi sono posto nell'amministrare un piccolo patrimonio lasciato dal mio predecessore  è stato quello di garantire a tutti  i componenti del comitato di coordinamento nazionale il rimborso integrale delle spese di viaggio in occasione delle riunioni a Roma, onde consentire la partecipazione anche dei rappresentanti dei distretti più lontani.  Inoltre ho assicurato, nella misura che mi è stata richiesta, un contributo alla realizzazione di iniziative locali che mi sono state segnalate di particolare importanza per il gruppo.

 

Roma 18 febbraio 2016

 

Roberto Carrelli Palombi

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