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Relazione CDC Unicost 31 marzo 2017

Per potere adeguatamente affrontare la tematica posta al primo punto dell'ordine del giorno è necessaria una premessa in ordine al contesto politico associativo nell'ambito del quale, all'esito del confronto elettorale, è nata la giunta presieduta da Piercamillo Davigo. Come già ho avuto modo in più occasioni di rimarcare personalmente mi ero posto come uno dei primi obiettivi da conseguire,  nella qualità di segretario, quello di restituire all'associazionismo giudiziario una rappresentanza unitaria. E non è stato affatto facile, ma  siamo riusciti, circa un anno fa, a concordare con gli altri gruppi, oltre al programma unitario contenente un'equilibrata sintesi delle diverse sensibilità oggi presenti in Magistratura, un patto di legislatura, nel senso che, sulla base dello schema della rotazione annuale, si sono programmati gli avvicendamenti delle rappresentanze dei gruppi in seno alla giunta in ragione del rispettivo peso elettorale. Con queste modalità Unità per la Costituzione ha proposto un nuovo modo di fare politica, ritenendo fondamentale oggi privilegiare gli interessi generali della categoria e della nostra unica associazione rispetto alle pur legittime differenze culturali esistenti fra i vari gruppi che la compongono.

E la formula prescelta era l'unica possibile per tenere insieme tutta l'A.N.M., neutralizzando, da un lato, spinte che miravano a disintegrare il patrimonio storico dell'associazionismo giudiziario italiano e, da un altro lato, impedendo che crescesse nella Magistratura un fenomeno di movimentismo fondato su demagogia e populismo, idoneo a danneggiare gravemente le credibilità della rappresentanza della categoria. 

Certo non è stato un anno facile, ma devo dire che abbiamo, grazie all'impegno dei nostri rappresentanti in giunta, unito al valore professionale e politico di tutti i nostri eletti, siamo arrivati al primo giro di boa, superando non poche difficoltà: in un contesto estremamente difficile nel quale si avverte una forte crisi dell'associazionismo che abbiamo conosciuto negli anni scorsi, il peso politico di Unità per la Costituzione è stato fortissimo. In un clima di non sempre facile coabitazione con gli altri gruppi abbiamo imposto, con non poche difficoltà, una linea politica di responsabilità, proponendo, in ogni occasione, una risposta istituzionale alle fughe in avanti, spesso palesemente strumentali, che, di volta in volta, tutti gli altri gruppi hanno cercato di imporre.  Ciononostante innumerevoli sono state le cadute di fatto dell'unità associativa, determinate, più che dalle estemporanee e non concordate uscite del Presidente, dalle continue, quanto inutili,  ricerche di visibilità di questo o quel gruppo associativo. Abbiamo reagito con fermezza a quest' andazzo che stava determinando un progressivo indebolimento delle fondamenta su cui si regge la casa comune dell'associazionismo giudiziario.

Da ultimo in occasione del recente intervento della Giunta sul caso Minzolini, devo rimarcare, come sia prevalso il senso istituzionale, proprio del nostro gruppo, che si ispira al principio della separazione dei poteri. L'A.N.M., a mio avviso correttamente, si è limitata a rimarcare quegli interventi in seno al dibattito parlamentare che insinuavano la parzialità di un componente del Collegio giudicante, evitando molto opportunamente di intervenire sul concreto esercizio da parte del Parlamento delle proprie prerogative.

 

Prospettive future

Ritengo che, al di là dei ruoli importantissimi che i nostri rappresentanti assumeranno nelle future composizioni della giunta, ad Unità per la Costituzione compete di dettare la linea politica dell'A.N.M., indirizzandola sempre di più verso un ruolo inclusivo di rappresentanza di tutti i magistrati con un occhio particolare verso le giovani generazioni. Considero fondamentale che l'azione associativa si rivolga, con una speciale attenzione, ai giovani magistrati, i quali devono sentire l'A.N.M. come la loro casa, il luogo dove si cresce professionalmente come donne ed uomini chiamati a svolgere, nell'interesse dei cittadini, un ruolo fondamentale nello Stato democratico. In proposito ritengo necessario creare, all'interno della struttura dell'A.N.M., al di là delle previsioni statutarie, degli spazi adeguati a recepire le esigenze dei giovani magistrati ed a dare loro voce anche al di là di ogni appartenenza correntizia. Ciò occorre fare presto, prima che gli spazi vengano coperti da altri gruppi o, come verificatosi in occasione della vicenda, conclusasi in modo positivo grazie all'impegno della G.E.C. uscente e del ruolo ricoperto all'interno della stessa dal Segretario Generale, della modifica del periodo minimo di legittimazione. Unità per la Costituzione, consapevole dell'estrema fluidità dell'appartenenza ai gruppi associativi tradizionali, deve, attraverso i propri rappresentanti in GEC e CDC, farsi promotrice dell'organizzazione di eventi sul territorio nel corso dei quali vengano trattate le tematiche di maggiore interesse per i giovani magistrati.

Su un piano più squisitamente politico l'A.N.M. deve essere in grado di articolare un'azione politica che sia fatta si di protesta contro interventi parziali ed errati ed in alcuni casi in contrasto con principi costituzionali e lesivi delle prerogative del nostro organo di autogoverno, ma che sappia anche essere sempre propositiva con l'indicazione di soluzioni alternative alle scelte individuate dalla politica. Perché sempre e solo al legislatore, pena lo stravolgimento degli equilibri costituzionali, compete individuare le necessità del sistema sulle quali intervenire, dovendo noi, quali rappresentanti di una privata associazione di soggetti che esercitano singolarmente uno dei poteri dello Stato, proporre soluzioni alternative. L'A.N.M. non può limitarsi a dire sempre "NO" rispetto a iniziative legislative che toccano gli aspetti processuali, sostanziali o ordinamentali della nostro lavoro, ma deve essere in grado di proporre soluzioni che siano, da un lato,  idonee a  coniugare l'efficienza del sistema nell'interesse dei cittadini con un'adeguata tutela dell'intera categoria magistratuale e da un altro lato che si rivelino in grado di rispondere alle necessità che l'agenda politica in quello specifico momento storico  ha posto all'ordine del giorno nel dibattito sui temi della giustizia in atto del Paese.

Su queste basi il Comitato di coordinamento, nel ringraziare Francesco Minisci, Giuliano Caputo e Daniela Monaco per il gradissimo impegno profuso nello svolgimento dell'incarico, dovrà individuare la nostra rappresentanza nella giunta, dovendosi,  a mio avviso, attuare un avvicendamento che consenta di allargare, quanto più possibile, anche in favore dei distretti minori, le occasioni di partecipazione ai più rilevanti momenti della vita associativa.  La partecipazione alla G.E.C. è un'occasione di arricchimento non solo per il collega prescelto, ma per tutti noi, per quelli che si riconoscono nei valori di Unità per la Costituzione e per tutta la Magistratura, al di là delle appartenenze correntizie. Ed anche al termine del mandato, coloro che hanno avuto l'onore di rappresentare la Magistratura al più alto livello non mancheranno di fornire il loro prezioso contributo, arricchito dell'importante esperienza appena vissuta, nel promovimento dei valori dell'associazionismo giudiziario che Unità per la Costituzione ha sempre posto come primario obiettivo della sua azione politica.  

Sono certo che in quest'ottica e con rinnovato spirito di servizio sapremo tutti, ognuno con il proprio ruolo,  orientare questa importante scelta che il Comitato di coordinamento di Unità per la Costituzione oggi è chiamato ad effettuare. 

 

Roma, 30 marzo 2017

 

Roberto Carrelli Palombi