News

La qualità della Giustizia

Nelle giornate di venerdì e sabato si e' tenuto a Rimini un importante convegno organizzato dalla sezione Emilia Romagna di Unita' per la Costituzione che ha visto la partecipazione di numerosi magistrati ed avvocati. Ringrazio gli organizzatori, in particolare Silvia Corinaldesi e coloro che con lei si sono impegnati per l'ottima riuscita dell'evento. E' il segno del rinnovato spirito con cui vogliamo vivere l'associazionismo giudiziario, la nostra partecipazione, con un ruolo sempre importante alla guida dell'A.N.M, al di la' delle singole persone che ricoprono le cariche di vertice. 

Si e' discusso di temi molto interessanti e si e' vista la partecipazione di autorevolissimi relatori, primo fra tutti il presidente Giovanni Canzio, rappresentanti dell'Avvocatura istituzionale,  componenti togati e laici del C.S.M. del comitato direttivo della S.S.M., di importanti uffici giudiziari del Paese. Da tutti sono emersi spunti estremamente significativi che bene inseriti nel nostro dibattito, sempre aperto,  sul modello di giurisdizione, che noi tutti operatori cerchiamo faticosamente di costruire per il nostro Paese ed in primo luogo per i cittadini, siano essi attori o convenuti, imputati, persone offese o parti civili; sono, difatti, tutti loro i veri destinatari del nostro impegno, non solo professionale, ma anche civico e "politico" che si esplica attraverso la partecipazione alle attività dell'A.N.M. e delle sue componenti.  Pur rimanendo sempre un'associazione privata, riteniamo di dovere svolgere un ruolo importante nella formazione della coscienza collettiva del Paese sui tempi della giustizia, in quanto rappresentiamo soggetti che esercitano, in maniera diffusa, uno dei poteri dello Stato e si distinguono fra loro solo per la diversità di funzioni esercitate, tutti uguali dal primo presidente della Corte di Cassazione all'ultimo M.O.T. con funzioni. 

Ed in questa attività, in questo ruolo che Unita' per la Costituzione ritiene di ascrivere all'associazionismo giudiziario, fondamentale, come bene palesato a Rimini, e' il costante rapporto con l'Avvocatura, che, al nostro pari, e' partecipe, ai sui livelli istituzionali, dell'impegno di costruire un sistema giurisdizionale moderno ed idoneo a dare una risposta di qualità alla crescente domanda di giustizia. Non a caso a caso il dibattito a Rimini e' stato arricchito dall'autorevole partecipazione dell'avv. Andrea Mascherin, presidente del C.N.F. e della Avv.  Celestina Tinelli, componente del C.N.F. e delegata ai rapporti con la Magistratura, con la quale ho avuto modo di condividere un importante esperienza istituzionale nel corso della quale sono state scritte pagine importanti della storia dell'autogoverno della Magistratura, che hanno portato, grazie all'intervento del Legislatore, all'ammodernamento del sistema di verifica della professionalità del magistrato, di selezione della classe dirigente, di organizzazione degli uffici di Procura e l'elenco potrebbe proseguire. 

Al di la' dei temi che ancora ci dividono, primo fra tutti quello delle modalità di coinvolgimento dell'Avvocatura nel procedimento di valutazione della professionalità dei magistrati ed anche quello della separazione delle carriere fra giudici e P.M.,  ove l'Unione Camere Penali sembra muoversi in contro tendenza rispetto al percorso seguito dalle rappresentanze locali  e nazionali dell'Avvocatura istituzionale , io penso che sia importante, attraverso eventi come quello organizzato a Rimini, sviluppare momenti di dialogo e confronto che consentano la crescita della comune cultura della giurisdizione, alla base del concreto operare di magistrati ed avvocati, ed idonea, forse non a risolvere, ma certamente ad affrontare insieme nell'interesse dei cittadini i tanti problemi che tuttora affliggono il servizio giustizia. 

Ma il tema del convegno appena concluso mi impone di svolgere un ulteriore considerazione che ho rappresentato nella fase conclusiva dei lavori di ieri: la qualità della giurisdizione deve essere oggi una rivendicazione della Magistratura associata, di Unita per la Costituzione; deve diventare un terreno comune sul quale confrontarsi con l'Avvocatura. Ho parlato in diverse occasioni del diritto/dovere dei magistrati di potere offrire, grazie al loro impegno, ma non solo, un servizio giustizia di qualità; ciò deve essere reso possibile, non solo dall'azione del Legislatore e del Ministro guardasigilli, ma anche dal nuovo ruolo che, nel corso degli anni, ha assunto il C.S.M., quale organo di governo autonomo della Magistratura deputato all'esercizio, in posizione di vertice, della funzione di Amministrazione della giurisdizione. 

Nella direzione ora segnalata la Magistratura italiana deve avere il coraggio di rivendicare il diritto dovere di riflettere: le decisioni sui diritti e le libertà dei cittadini, sulle imprese, sulla famiglia hanno tempi incomprimibili dettati dal dovere di riflessione ed approfondimento giuridico a garanzia dell'efficacia della risposta giudiziaria. I tribunali non possono trasformarsi in aziende, anche se oggi la cultura dell'organizzazione e' praticata dalla gran parte dei dirigenti; le logiche gestionali vanno sempre coniugate con la necessita' di assicurare un equilibrio fra quantità e qualità, così da scongiurare il rischio di scadere in una produttività senza qualità, che finirebbe per danneggiare il cittadino, cui il servizio giustizia e' rivolto. 

Roma, 7 maggio 2017 

Roberto Carrelli Palombi