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Coordinamento delle Procure

La Giunta Esecutiva Centrale ha opportunamente  posto all'ordine del giorno del prossimo Comitato Direttivo Centrale, che si terra il 24 marzo 2018, l'iniziativa di "dare voce ai 140 Procuratori della Repubblica" al fine  di porre in essere un coordinamento permanente fra gli stessi  per  "elaborare proposte unitarie su tematiche giudiziarie nonché interloquire in maniera sinergica con le Istituzioni".

In vista del dibattito che si terra in quella sede, Unita per la Costituzione esprime il massimo apprezzamento per tutte quelle iniziative che nascono quotidianamente all'interno della magistratura per opera di magistrati, preparati ed impegnati nello svolgimento delle loro funzioni, con lo scopo di migliorare il servizio giustizia offerto alla collettività. In questo ambito l'iniziativa in argomento si pone in linea con tanti altri coordinamenti già esistenti all'interno della magistratura, quali luoghi di confronto ed arricchimento professionale fra magistrati che condividono la stessa esperienza lavorativa ed insieme provano a trovare dei rimedi alle difficoltà che quotidianamente si pongono nell'esercizio delle funzioni.  Appunto, alcuni capi di uffici requirenti, legittimamente,  propongono agli altri di trovare un luogo fisico e virtuale nell'ambito del quale confrontarsi e provare ad ipotizzare soluzioni comuni per la migliore gestione dei rispettivi uffici, nel "comune interesse della giustizia".

E' evidente che se l'iniziativa rimane circoscritta a quanto sopra indicato, non si pone alcun problema di sovrapposizione o di interferenza con l'attività dell'A.N.M., ed è escluso qualsiasi rischio di una sua delegittimazione.  Come opportunamente osservato,  l'A.N.M. sarà ben lieta di valorizzare e fare proprie le riflessioni e le proposte che matureranno dal confronto fra i capi degli uffici requirenti.

In questa linea Unita per la Costituzione auspica che i Procuratori, elaborate proposte condivise in modo democratico con tutti i magistrati che appartengono agli uffici, vogliano fare sentire la loro voce attraverso l'unica associazione che riunisce tutti i magistrati italiani e che si è sempre dimostrata disponibile a recepire le istanze elaborate al proprio interno.

Unita per la Costituzione esprime, invece, profonda preoccupazione per la volontà manifestata dai proponenti di "interloquire direttamente con le Istituzioni di volta in volta competenti in ordine ai problemi degli uffici", evidenziando come ciò si risolverebbe nella rivendicazione, da parte  dei vertici degli uffici requirenti, di un ruolo politico del tutto avulso dal nostro sistema giudiziario e sicuramente premonitore di un definitivo allontanamento del Pubblico Ministero dalla comune cultura della giurisdizione e produrrebbe  l'ulteriore effetto di fornire un ottimo assist ai sostenitori della separazione delle carriere.

Se in più occasione si è ritenuto da parte del Governo o del Parlamento di sentire i capi dei maggiori uffici giudiziari requirenti, ciò è avvenuto senza riconoscere agli stessi alcun ruolo di rappresentanza politica dell'intera Magistratura o degli uffici di Procura, ruolo che compete esclusivamente all'A.N.M.,  e con la sola finalità di valutare l'impatto delle nuove normative.

 

Roma, 19 marzo 2018

 

Roberto Carrelli Palombi