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Documento in materia di intercettazioni

Gli esiti dei lavori del Convegno organizzato dalla Segreteria Distrettuale di Unità per la Costituzione, tenutosi a Milano in data 9 marzo 2018, in materia di nuova disciplina in tema di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni introdotta dal D.Lvo 29 dicembre 2017 n. 216, ci inducono a formulare una serie di riflessioni.  

Non è in discussione il principio ispiratore della riforma, secondo cui le indagini giudiziarie e, in particolare, le intercettazioni telefoniche e tra presenti non devono costituire l'occasione per diffondere pubblicamente informazioni personali, dati sensibili o riservati riferibili agli indagati o ai terzi estranei alle indagini, con lesione del diritto alla riservatezza.

Sono in discussione, invece, le concrete modalità attuative della relativa disciplina, al punto che i Procuratori della Repubblica intervenuti al Convegno hanno pressochè unanimemente chiesto un differimento dell'entrata in vigore della nuova normativa.

La mancata fornitura degli archivi informatici agli uffici, l'assenza di software gestionali adeguati, le difficoltà logistiche nel reperire idonei spazi dove installare gli archivi, la necessità di chiarire le modalità di archiviazione delle conversazioni  e quelle di accesso da parte degli avvocati,  ostano all' attuazione della normativa nei termini dalla stessa prefissati.

E' stata, altresì, evidenziata la sostanziale impossibilità di controllo sull'operato della PG delegata agli ascolti nella fase della procedura di selezione delle conversazioni irrilevanti, che viene rimessa alla totale discrezionalità della Polizia Giudiziaria, senza la possibilità di un effettivo controllo da parte del Pubblico Ministero prima, nonché del Giudice e della difesa nelle fasi successive, in mancanza di qualsivoglia verbalizzazione delle identità dei conversanti e dei temi oggetto delle conversazioni.

Sempre in materia di conversazioni irrilevanti, è emerso che la procedura del decreto motivato del PM, necessario in caso di annotazione della PG che segnali dubbi circa la rilevanza o meno delle conversazioni, risulti francamente macchinosa, pur essendo stata sostenuta la rilevanza della tracciabilità del dato.

E' stato unanimemente sottolineato la mortificazione del diritto di difesa nei procedimenti con intercettazioni, vista la sostanziale irrealizzabilità dell'effettivo ascolto delle conversazioni irrilevanti direttamente dall'archivio cd. "riservato" che, quand'anche riuscisse ad essere assicurato dal Procuratore della Repubblica rimarrebbe, comunque, appannaggio esclusivo degli indagati che possano permettersi adeguate strutture difensive.

Ferma restando la tutela del diritto di riservatezza dei terzi, è stata, infine, rilevata una significativa compressione dei diritti/doveri di informazione che competono alla stampa, alla quale sarà precluso l'accesso ad informazioni che, pur irrilevanti penalmente, potrebbero essere di interesse pubblico, con forte compromissione della libertà di informazione dei giornalisti e del correlativo diritto dei cittadini ad essere informati.

Alla luce di tutte le considerazioni che precedono, riteniamo meriti di essere attentamente valutata l'istanza di differimento dell'entrata in vigore della nuova normativa.

La Segreteria Distrettuale

Alessandra Cerreti, Cristina Marzagalli, Paola Ortolan