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Plenum CSM 8 novembre 2018

Cari colleghi, sperando di essere in qualche modo utili, proseguiamo nella prassi iniziata di illustrazione dell'attività settimanalmente svolta dal Consiglio.
Come scrivevamo la scorsa settimana, tentiamo di farlo, nei limiti delle nostre capacità, con la massima obiettività possibile, cercando di mantenere fede all'impegno preso in campagna elettorale di 'non dire bugie' ed evitando la continua ricerca di polemiche con gli altri gruppi al solo fine di ottenere visibilità mediatica.
 
In Prima Commissione stiamo lavorando, d'intesa con gli altri componenti, ad una modifica della circolare che snellisca gli adempimenti richiesti per gli incarichi extragiudiziari di minore impatto, liberalizzando un po' un settore che oggi vede un eccesso di dirigismo da parte del Consiglio: speriamo e pensiamo di potere arrivare alla modifica in breve tempo.
Inoltre, e non potendo ovviamente essere più precisi riferendoci a pratiche secretate ed in trattazione, siamo fortemente convinti che occorra riportare il procedimento ex articolo 2 L.G. nel suo alveo naturale, chiaramente previsto dal Legislatore, e cioè di valutazione dei comportamenti non addebitabili al magistrato, lasciando alla sede disciplinare l'ipotesi in cui si discuta di comportamenti dolosi o colposi, quando non viene in rilievo una incompatibilità funzionale, con le conseguenti maggiori garanzie processuali previste dall'ordinamento. 
Questo abbiamo sempre detto in campagna elettorale, e questo ci riproponiamo di fare, augurandoci sul punto di incontrare anche l'adesione degli altri componenti.
E' stata poi affrontata, in una discussione preliminare, l'opportunità di monitorare periodicamente le eventuali situazioni di incompatibilità ex artt.18 e 19 già valutate e risolte negativamente in occasione della dovuta dichiarazione dell'interessato: da parte nostra abbiamo ritenuto inopportuno tale aggravio a carico dei colleghi, peraltro già destinatari di precisi obblighi di dichiarazione.
 
In Seconda Commissione le principali questioni riguardano l'interpretazione dei poteri istruttori del Plenum, con la conseguente necessità o meno di un ritorno in commissione di pratiche che debbono essere ulteriormente istruite, nonché il diverso tema della regolazione dell'attribuzione degli assistenti amministrativi ai consiglieri.
Si è infatti verificata, per la prima volta a quanto ci consta, la inattesa situazione della mancata assegnazione ai consiglieri degli assistenti richiesti, ed a nostro avviso la segreteria non può negare l'assegnazione al consigliere dell'assistente da lui indicato.
 
In Terza Commissione si sono già formulate diverse proposte di tramutamento per la definizione di bandi di trasferimento, e si sta affrontando i numerosi problemi ordina mentali collegati al rientro in ruolo degli ex consiglieri.
Il tema, onestamente non semplice, riguarda coloro che avevano funzioni direttivi e semidirettive all'epoca della loro elezione: infatti, per un verso la norma primaria di legge impone il rientro nello stesso ruolo anche in sovrannumero; per altro verso è difficile armonizzare tale esigenze con le peculiarità degli uffici che nel frattempo hanno visto quel posto coperto da altri magistrati, in particolare nel caso di direttivi, essendo evidente che non possono esservi due dirigenti dello stesso ufficio. Nei prossimi giorni dovremo quindi decidere quale soluzione adottare.
In attesa del bando ordinario di trasferimenti, programmato per gennaio, si è decisa una pubblicazione straordinaria dei posti di Tribunale e Procura di Genova, in modo di anticipare di un paio di mesi la pubblicazione che comunque verrebbe fatta a inizio 2019: si tratta di un piccolo gesto di attenzione e solidarietà verso una città nel cuore di tutti per i noti fatti del ponte Morandi, gesto che certamente non può risolvere i tragici problemi che si sono verificati, ma che almeno serve per mostrare come il Consiglio sia vicino a Genova in questo momento.
 
In Quarta Commissione si è da subito iniziata la trattazione delle molteplici pratiche di valutazioni di professionalità.
Si è poi avviata la discussione sull'annosa questione di carichi esigibili e standard di rendimento: il CSM è ormai da anni in ritardo nel dare adempimento alla previsione di legge che impone l'individuazione degli standard medi ai fini della valutazione di professionalità, e questa consiliatura ha certamente l'obbligo di adempiere alla previsione normativa dopo troppi anni di inerzia.
 
In Quinta Commissione, oltre ad alcune conferme quadriennali, abbiamo formulato le proposte per Avvocato Generale Torino e Presidente Sezione Appello Trento.
La buona notizia è che entrambe le proposte sono state votate all'unanimità.
 
In Sesta Commissione si sta lavorando sui pareri ai testi legislativi in materia di giustizia, ed in particolare a quello sulla prescrizione.
La scommessa che deve essere vinta è quella di formulare pareri che siano effettivamente tecnici e che diano conto dell'impatto delle proposte riforme sul sistema giustizia, senza formulare giudizi di natura politica ed essere così coinvolti in livelli di discussioni che non competono al Consiglio.
Di particolare delicatezza è poi il tema della rosa dei nominativi da proporre a Commissione e Parlamento europeo per la Procura Europea (EPPO).
Infatti, il Ministero ritiene che l'indicazione della rosa sia di propria competenza, mentre il Consiglio rivendica a sé tale prerogativa, sul presupposto che l'attività del procuratore europeo è di natura giurisdizionale e non già amministrativa, e che una indicazione da parte del Ministero porrebbe quindi seri problemi di compatibilità costituzionale, vista l'attribuzione che l'articolo 105 riserva all'organo di autogoverno.
 
In Settima Commissione, certamente una delle commissioni più ' lavorate', si procede nell'esame delle molteplici questioni tabellari o organizzative, come nel caso di assegnazioni di magistrati requirenti alla DDA o di permanenza ultradecennale.
Ha avuto poi inizio la disamina dei programmi di gestione degli uffici giudicanti, materia alla quale si intende prestare particolare attenzione nella verifica della ragionevolezza degli obiettivi di rendimento richiesti ai colleghi.
 
In Ottava Commissione, dopo avere come sempre definito una gran moltitudine di pratiche minori (tra le altre: trasferimenti e contenziosi amministrativi), abbiamo svolto diverse audizioni di magistrati onorari destinatari di proposte di non conferma da parte del Consiglio Giudiziario o del Dirigente.
Il lavoro è certamente oneroso, ed è inutile nascondere che non sempre la commissione può contare su pareri realmente articolati dei Consigli Giudiziari.
La questione più complessa resta sicuramente quella relativa alle incompatibilità, che sono poste dalla normativa primaria in modo estremamente rigido e che quindi non possono essere più di tanto temperate ad opera della normativa secondaria.
Il Ministero ha peraltro fatto informalmente sapere che vi è allo studio una modifica della normativa primaria, e quindi è ipotizzabile che, in attesa di maggiori informazioni, per qualche settimana si potrebbero accantonare le pratiche ancora in attesa di definizione.
 
In Nona Commissione proseguono i contatti con le molteplici realtà consiliari europee.
Un'osservazione sul punto merita di essere formulata: se in Italia le critiche al nostro organo di autogoverno sono numerose (e talvolta anche condivisibili!); all'estero l'esperienza del CSM è guardata con estrema attenzione, ed il grado di indipendenza del quale gode il nostro Consiglio è da tutti ritenuto come un modello, così come un modello è ritenuto il sistema di garanzia offerto ai singoli magistrati.
 
Si è poi tenuto un tavolo tecnico tra CSM e Scuola Superiore della Magistratura.
I temi da trattare sono tanti (tra i principali: linee guida, formazione permanente, formazione MOT, formazione dirigenti, formazione onorari), ed abbiamo deciso di trattare le singole questioni in riunioni mensili specificamente dedicate alle varie tematiche.
Ci ha poi molto colpito quanto riferito dalla Scuola in ordine al fatto che stanno fortemente diminuendo le dichiarazioni di disponibilità per la nomina a formatore decentrato, al punto che anche in grandi distretti talvolta l'interpello non ha alcun riscontro ed i posti vanno ripubblicati: a nostro avviso è davvero un peccato, perché la funzione di formatore decentrato è certamente stimolante; e l'unica spiegazione possibile è quella relativa al fatto che il carico di lavoro che ciascuno di noi gestisce è tale per cui non c'è spazio per assumere nuovi impegni lavorativi.
Per questo, occorrerà che il CSM vigili in ordine al fatto che lo sgravio previsto dalle circolari per i formatori sia realmente garantito, e che ai formatori sia offerta una effettiva collaborazione da parte della struttura amministrativa degli uffici: solo così si possono realizzare le condizioni per rendere nuovamente di interesse la nomina a formatore e quindi per consentire il funzionamento delle strutture decentrate.
 
In Plenum la pratica di maggiore complessità è stata certamente quella, più sopra accennata parlando di Sesta Commissione, della nomina Procuratore Europeo, ed abbiamo disposto un rinvio alla prossima settimana per cercare di arrivare ad una soluzione condivisa da tutti, compresi i laici che hanno una posizione meno rigida rispetto a quella dei togati.
Altro tema sul quale si è a lungo discusso e quello dell'eventuale modifica della circolare sulla dirigenza, al fine di meglio ricalibrare l'elencazione degli indicatori e le regole con cui operare il bilanciamento fra i diversi indicatori che possono vantare i vari aspiranti: a tale fine si è concordato sull'opportunità di incontri periodici per discutere dei criteri di nomina dei direttivi, che una volta individuati valgano per tutta la consiliatura.
 
 
Un caro saluto a voi tutti ed alla prossima settimana!
     
Roma 8.11.2018
 

Michele Ciambellini, Cochita Grillo, Marco Mancinetti, Gianluigi Morlini, Luigi Spina.