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Report lavori CSM

Cari Colleghi, proseguiamo nella settimanale informazione sui lavori del CSM.
 
In apertura di Plenum si è lungamente discusso della nomina dei magistrati per incarichi di collaborazione con il Consiglio, ai sensi del 'famoso' articolo 28. 
E' un dato di fatto da tutti condiviso quello per cui il Consiglio, con la sua attuale struttura di magistrati segretari e di personale amministrativo, non è in grado di fare fronte tempestivamente a tutti i numerosi incombenti, soprattutto con riferimento alle pratiche di Quinta Commissione (in particolare, predisposizione dei profili e redazione delle motivazioni) e di Settima Commissione (esame delle migliaia di variazioni tabellari, delle relazioni ex articolo 37, dei progetti organizzativi, degli interpelli etc).
Pertanto, la nomina di qualche collaboratore esterno è una strada che tutti ritengono necessario percorrere. 
L'idea che vogliamo perseguire, e sulla quale c'è sostanziale consenso di tutti i Consiglieri, è quella di riscrivere la norma regolamentare in modo da predisporre un interpello per acquisire le disponibilità sulla base del curriculum vitae rappresentato; e di consentire, nei prossimi tre o quattro mesi necessari per riscrivere la norma e svolgere l'interpello, la nomina di un limitato numero di collaboratori per gestire le principali emergenze (a mero titolo di esempio, vi sono oltre duemila pratiche da evadere in Settima Commissione e da gennaio la Quinta Commissione avrà più di centodieci nomine da gestire con riferimento a profili e motivazioni). A nostro avviso, poi, va espressamente sancito il princìpio, da noi più volte pubblicamente ribadito, che lo svolgimento della funzione ex articolo 28 non deve essere ritenuta rilevante od addirittura preferenziale ai fini della nomina ad incarichi direttivi o semidirettivi; e non deve prevedere sgravi dal lavoro.
Si è poi discusso anche della possibilità, per il Consiglio Superiore, di erogare sussidi ai colleghi che subiscono il taglio delle indennità giudiziaria nel periodo di malattia, taglio che, del tutto irragionevolmente, è previsto dalla normativa primaria. Sul principio dell'erogazione del sussidio siamo ovviamente tutti d'accordo, ed è solo un problema tecnico di verificare se ed in che modo questo è possibile, posto che i trasferimenti monetari al Consiglio hanno un vincolo di bilancio: per questo, abbiamo chiesto che la Commissione bilancio del Consiglio si occupi del tema e verifichi se e come è possibile erogare il sussidio, in attesa di un auspicabile intervento normativo che superi la irragionevole previsione del taglio. 
Come sempre, sono poi state definite numerosissime 'pratiche di gestione', principalmente relative a progressioni di carriera, incarichi extragiudiziari e questioni tabellari. 
Una questione del tutto particolare è stata la pratica di Settima commissione relativa ad un quesito formulato da un Presidente di Tribunale in ordine alla possibilità per un giudice civile di essere temporaneamente abilitato al telelavoro per potere partecipare alle camere di consiglio, in quanto affetto da patologie comportanti terapie che rendono difficile ed addirittura sconsigliata la presenza in ufficio. Pur nella consapevolezza dell'assoluta delicatezza della situazione, in sostanziale aderenza ad un parere dell'Ufficio Studi, abbiamo ritenuto di dovere disporre il non luogo a provvedere sulla richiesta di disamina, posto che la stessa inerisce alle modalità di svolgimento della camera di consiglio, e cioè alle modalità di svolgimento dell'attività giurisdizionale, quindi a materia regolata dal codice di procedura civile che non rientra nella sfera consultiva del Consiglio.  
Anche questa settimana sono poi state approvate moltissime pratiche relative alla predisposizione dei programmi di gestione ex art. 37 D.L. n. 98/2011, tutte scrutinate con grande attenzione dalla Settima Commissione. Va ribadito che, nonostante la situazione del contenzioso civile, nel suo dato nazionale, veda da ormai diversi anni una diminuzione delle pendenze, in molte realtà territoriali le pendenze ultraquinquennali continuano ad essere numericamente significative.
Come già accaduto nelle scorse settimane, a nostro avviso merita di essere segnalato il fatto che, nelle valutazioni di professionalità, anche nell'ultimo plenum è stato conferito il positivo superamento della valutazione di professionalità a un collega che, nel quadriennio in valutazione, era stato destinatari di una condanna disciplinare, e ciò applicando pienamente il principio sancito nell'ultima circolare dell'autonomia tra il procedimento disciplinare la valutazione di professionalità.
Infine, è stato disposto il rientro in ruolo anche degli ultimi tre consiglieri dello scorso CSM per i quali non si era ancora provveduto: si trattava dei tre consiglieri che svolgevano attività di Presidente di Sezione prima della loro nomina al CSM; e poiché il posto è stato medio tempore assegnato ad altri magistrati, il rientro è stato disposto nella stessa "sede di provenienza e nelle funzioni precedentemente esercitate", e ciò "in sovrannumero", così come espressamente previsto dall'articolo 30 comma 2 DPR n. 916/1958. La presenza di presidenti di sezioni in sovrannumero, poi, è altresì prevista dalla normativa secondaria all'articolo 93 della circolare sulle tabelle. 
Francamente, alludere ad una soluzione "di favore" nei confronti degli ex consiglieri, come hanno fatto alcuni colleghi di Area, ci pare davvero singolare; la mancanza di possibili diverse opzioni interpretative rispetto alla decisione presa, a nostro giudizio, ci sembra comprovata dal fatto che chi si è astenuto non ha ritenuto di predisporre una delibera alternativa, che sarebbe stata fondata non sulla norma esistente ma su valutazione di mera opportunità politica.
Ciò non toglie che in prospettiva la questione merita approfondimento, e siamo favorevoli, come già evidenziato in altro precedente plenum da Luigi, a giungere in tempi brevi ad una riscrittura della norma secondaria, che sia ovviamente compatibile con quella primaria, da applicare in occasione del nostro futuro rientro in ruolo, permettendo a tutti, con largo anticipo, di conoscere, apprezzare o criticare la soluzione adottata al fine di assicurare la massima trasparenza.
In ogni caso riteniamo che la delibera in questione contenga una articolata ed ineccepibile ricostruzione normativa, come confermato anche dall'intervento del prof. Benedetti e dagli stessi colleghi di Area, e per tale ragione vi invitiamo a leggerla.
 
In Prima commissione, oltre a continuare nelle delibazioni delle procedure di incompatibilità e di autorizzazione degli incarichi extra-giudiziari, sono state molto interessanti le discussioni vertenti sui presupposti delle pratiche a tutela, con riferimento anche all'eventuale incidenza del tempo trascorso tra il fatto potenzialmente turbativo e la valutazione consiliare.
Nell'immediato futuro sarà certamente presa una posizione stabile, essendo all'esame della prima una pratica che coinvolge proprio questo profilo.
 
In Terza commissione prosegue il lavoro per la formazione del cd. "bollettone" per i posti di primo grado.
Si conferma la volontà di garantire la piena copertura per gli uffici di piccole dimensioni, inclusi tutti gli uffici minorili e di sorveglianza. Si è consolidata l'idea di applicare  ai restanti uffici la percentuale di scopertura del 6 %, apportando poi dei correttivi in relazione a situazioni di comprovata inadeguatezza "congenita" dell' organico o in presenza di procedimenti di eccezionale complessità.
Il lavoro è ancora in corso in quanto il testo della proposta di delibera non è stato ancora formato.
Proprio per questo abbiamo ritenuto di non diffondere la lista delle sedi ritenendo ancora possibili alcuni aggiustamenti.
Al riguardo, ci ha fatto molto piacere  apprendere dalla mail con la quale, in maniera che ci appare irrituale, i colleghi di Area hanno diffuso l'elenco delle sedi che dovrebbero essere pubblicate nel prossimo bollettone, la loro piena condivisione delle preoccupazioni inerenti il possibile "svuotamento" di alcuni piccoli tribunali che potrebbero essere interessati dai trasferimenti  di molti colleghi verso sedi legittimamente più ambite.
Saremmo stati altrettanto lieti se si fosse dato atto che è stata Cochita ad esprimere tale preoccupazione, con un intervento in Terza Commissione, con cui ha suggerito che il Consiglio si faccia espressamente carico, se tale evenienza dovesse in concreto verificarsi, di adottare strumenti concreti di intervento a sostegno di questi Tribunali, ivi compresa una valutazione dei programmi di gestione che tenga conto degli obiettivi di rendimento realmente perseguibili. Il problema, infatti, è che i prossimi MOT che questo Consiglio potrà destinare prenderanno servizio solo verso settembre 2020; e quindi, le scoperture che si creeranno con questo bando non potranno essere coperte con celerità.
 
In Quinta Commissione sono state votate le proposte per i tre posti di Presidente di Sezione della Corte di Cassazione, che vedevano domande di una trentina di candidati, tutti davvero di altissimo livello.
Dopo una lunga analisi di tutti i profili e dopo una articolatissima discussione, sono stati votati all'unanimità, i colleghi Rosa Maria Di Virgilio e Umberto Berrino; mentre per il terzo posto Giovanni Giacalone ha ottenuto cinque voti (Basile, Davigo, Gigliotti, Lepre e Morlini) e Raffaele Frasca un voto (Suriano). 
L'unanimità (l'ennesima unanimità) su due di tali pratiche, oggettivamente molto complesse, è certamente un buon segno e un indice del fatto che in Quinta commissione il clima tra i componenti è serio e collaborativo.
Si è poi proseguito nella predisposizione del bando per i posti direttivi e semidirettivi che scadranno nei prossimi sei mesi, bando che sarà pubblicato la prossima settimana. Anche per tale attività non mancano problematiche giuridiche, quale quello della pubblicabilità o meno dei posti resi vacanti a seguito di trasferimento cautelare o di sospensione dalle funzioni.
 
In una riunione congiunta di Sesta ed Ottava Commissione c'è stato un nuovo tavolo tecnico con la Scuola Superiore della Magistratura. 
In particolare, dopo l'incontro della scorsa settimana sulla formazione dei MOT, questa settimana è stato affrontato il tema dell'organizzazione del tirocinio dei Giudici Onorari di Pace di recente nomina: l'argomento è stimolante ed interessante, perché la formazione della magistratura onoraria è certamente un presidio importante per il funzionamento del sistema; ma il punto dolente, a nostro avviso, risiede nel fatto che gli oneri formativi ricadono, per legge, in larga parte sulla formazione decentrata, che già fatica, per l'esiguità delle risorse, ad adempiere ai compiti assegnati.
Occorrerà quindi, sempre a nostro avviso, che la struttura centrale della Scuola svolga un'opera di accorta regia e di predisposizione del format del tirocinio, sia per garantire la concettuale uniformità dei programmi formativi sui vari territori, sia per fornire un adeguato supporto alle formazioni decentrate più in difficoltà.
 
In Quarta e Settima commissione si continua con ritmi incessanti ad esaminare e approvare le centinaia di procedure che settimanalmente giungono dai vari uffici.
 
In Ottava Commissione si è proseguito con le audizioni, previste dalla circolare, dei giudici onorari destinatari di proposte di non conferma da parte del dirigente del consiglio giudiziario; e si è proseguito con l'esame delle numerosissime pratiche di gestione, quali le conferme, le dimissioni, i trasferimenti per motivi di salute, l'approvazione delle tabelle ed altre questioni tecniche. 
In un incontro al Ministero, il capo di Gabinetto del Ministro della Giustizia ha confermato la sua richiesta di sospendere, tendenzialmente sino a metà gennaio, l'esame delle questioni relative ai trasferimenti per incompatibilità, posto che il Governo ha intenzione di intervenire sull'attuale formulazione dell'articolo 5 della legge Orlando, che disciplina la materia, e posto che la stessa normativa secondaria del Consiglio è stata impugnata davanti al TAR e l'udienza di discussione è fissate per fine mese.
 
Alla prossima settimana!
 
Michele Ciambellini, Cochita Grillo, Marco Mancinetti, Gianluigi Morlini, Luigi Spina