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I primi cento giorni della Segreteria collegiale fra iniziative ed obiettivi; il metodo ed il percorso verso il congresso straordinario

E' con sincera emozione e con profonda convinzione che mi accingo a rappresentare davanti al CDC del nostro gruppo l'attività svolta dalla Segreteria Collegiale, nominata per acclamazione lo scorso 24.11.2018.

Oggi di questo organismo sarò mero portavoce, rappresentandovi il pensiero della intera Segreteria Collegiale, il frutto della comune elaborazione concettuale.

Insieme con Alessio, Enrico, Michele e Piero, in questi giorni  abbiamo deciso che un intervento che avesse previsto uno spazio per ciascuno di noi non avrebbe potuto aggiungere nulla al senso delle questioni che volevamo affrontare davanti al CDC.

E prevalsa quindi l'idea di una voce unica, una voce unitaria, una voce che deve essere intesa spersonalizzata dall'interprete che vi parla.

E' la voce della Segreteria Collegiale, la sintesi di un confronto quotidiano e costruttivo, che ha animato in modo costante il nostro scambio di opinioni in questi tre mesi.

Codesto CDC è perfettamente consapevole delle ragioni che hanno condotto alla nostra designazione.

La scelta è stata quella di una Segreteria di servizio, che ha inteso portare a sintesi, in un momento difficile per la corrente, le diverse e legittime sensibilità che animano la nostra realtà associativa, anche al fine di superare un momento critico  che può essere nato da incomprensioni e criticità varie, ma che nessuno di noi - nessuno di chi veramente vuole bene a questo gruppo -, può permettersi di non tentare di  superare.

Dobbiamo insieme riuscire a "gettare il cuore oltre l'ostacolo", in nome di un futuro che veda Unicost motore trainante dell'associazionismo giudiziario.

L'attualità della vita associativa d'altra parte ci pone di fronte a continue sollecitazioni.

A nessuno sfugge come sia in atto una pesante offensiva da parte di Magistratura Indipendente volta ad erodere il consenso di cui gode Unicost, con l'obiettivo di marginalizzare il ruolo della nostra componente nel generale panorama associativo.

Al contempo, le recenti vicende politiche hanno finito per contribuire a dare nuovo slancio ad Area, che all'interno dell'ANM cerca di  intestarsi il ruolo di garante unica dei valori costituzionali.

E' dunque di cruciale importanza riuscire a "mettere a fuoco" al più presto una linea strategica e programmatica politica di Unicost, compito che dovrà essere svolto dalla Segreteria che verrà nominata dal Congresso prossimo venturo.

Una linea che riaffermi il ruolo storico e centrale di Unicost.

Un gruppo che da sempre ha posto al centro della sua attenzione i valori costituzionali della terzietà, che significa estraneità ad ogni forma di collateralismo.

Un gruppo che ha fatto delle scelte contenutistiche e di merito, ispirate ai valori costituzionali, il suo tratto distintivo.

Ancor più, oggi, questo ruolo deve essere riaffermato, al più presto, perché l'idea di associazionismo che Unicost è in grado da sempre di proporre è da un lato, ben più ricca di quella declinata secondo logiche meramente sindacali e, dall'altro, è quella di un difesa vera e reale dei valori e dei principi costituzionali, attuata in ogni momento, e non a corrente alternata, a secondo delle contingenze politiche accusate di compiere agguato a quei valori.

Al CDC di oggi ribadiamo che questa Segreteria Collegiale è perfettamente consapevole dell'obiettivo che ci è stato affidato, quello di creare al più presto le condizioni perché nel contesto di una sede congressuale straordinaria, il gruppo possa esprimere gli organi di indirizzo politico della nostra componente.

E' perfettamente consapevole di non avere mandato per attuare questa fase di ri-definizione della linea politica e programmatica.

Siamo però altrettanto convinti che sul punto, proprio per le emergenze che scuotono la vita associativa, sia necessario aprire al più presto un percorso democratico che dia spazio ai contenuti, alle proposte, alle idee, ai progetti, al coraggio.

Ebbene, fin dall'inizio del nostro incarico abbiamo lavorato proprio in questa direzione, ognuno di noi, con onestà intellettuale, reciproco affidamento, ed assenza di qualsiasi pregiudiziale.

Nessuno di noi ha infatti interesse ad attribuirsi un compito diverso da quello per il quale siamo stati scelti.

E' una consapevolezza seria quella che ci anima.

Sia chiaro che per nessuno di noi è stato semplice accettare questo compito.

Un onere gravoso per ciascuno di noi, ma indubbiamente anche un grande onore.

Una responsabilità che se vogliamo si accentua se consideriamo che potrà essere parametrata proprio al "mutuo di scopo" che ci è stato assegnato, ed al contempo perché arrivata all'improvviso.

La stessa nostra scelta poteva rappresentare una fonte di rischio.

Il criterio adottato della rappresentatività territoriale è chiaro a tutti, così come è stata evidente la scelta matura di pezzi importanti e fortemente rappresentativi del gruppo di fare un passo indietro nell'indicazione di un loro rappresentante, al fine di addivenire ad una formazione che fosse stata la più snella possibile, e come tale auspicabilmente più efficiente.

Nessuno di noi, però, vantava una pregressa conoscenza approfondita dell'altro.

Molti di noi neppure una significativa esperienza politico associativa.

Eppure il primo risultato che oggi il gruppo può registrare è che fra i componenti della segreteria collegiale di Unicost si è creato un clima di partecipazione condivisa.

Un dialogo costante,  in cui tutti noi hanno fornito il loro contributo, il singolo punto di vista, che è servito a tutti per maturare e crescere insieme.

Attenzione. Non si tratta di un mero dato personale. Quello è chiaro che può interessare solo a noi.

E' un  fatto certamente importante che rileva anche per il gruppo.

Il CDC è riuscito a individuare  componenti della Segreteria che sin qui hanno saputo "fare squadra", hanno saputo lavorare insieme.

Ci era stato chiesto sempre di adottare un metodo che consentisse alla Segreteria di valorizzare la pluralità di voci e  di sensibilità che ci contraddistinguono.

Di riuscire a fare sintesi, senza mai perdere come punto di riferimenti i valoro condivisi, quelli da sempre animano il nostro gruppo.

Ecco. Oggi con orgoglio rivendichiamo non tanto per noi, ma per il CDC che ci ha espresso, il fatto che  questo primo risultato è stato raggiunto.

Questa armonia, questa sintesi è già di per sé una straordinaria novità politica, che dimostra come Unicost possegga le risorse politiche, morali e personali per superare ogni criticità proiettandosi nel futuro.

Diciamo questo non tanto in forza di una nostra interpretazione soggettiva dell'operato dei primi tre mesi della Segreteria, quanto sulla base dell'analisi dei risultati obiettivi del nostro agire, tutti frutto del metodo di confronto serrato e della ricerca di fare sintesi su una posizione comune.

Ci riferiamo ad esempio alle prime iniziative che hanno visto la Segreteria protagonista con uscite pubbliche, e che non sono sfuggite a tanti aderenti e simpatizzanti ad Unicost, i quali in via diretta ed indiretta in questi tre mesi non hanno mancato di farci pervenire il loro apprezzamento in proposito.

Facciamo riferimento in primo luogo al comunicato che la Segreteria ha fatto per esprimere condivisione rispetto alla posizione assunta dal Presidente dell'ANM Francesco Minisci in occasione dellaquerelle originata dalle dichiarazioni rese dal Ministro dell'Interno Salvini, e dal comunicato dell'allora Procuratore della Repubblica di Torino.

Non è sfuggito a molti che l'intervento della Segreteria non è stato certamente neutro.

In quel momento ci è parsa chiara l'intenzione dei componenti  di Area in Giunta di compiere un'operazione politica di strumentalizzazione della vicenda, che poteva avere quale effetto anche quello di condurre un attacco al Presidente.

Ebbene, siamo doverosamente intervenuti a sostegno di quella che, invece, ritenevamo essere stata una posizione giusta, sicuramente indicativa di equilibrio e moderazione, anziché di "calcolo equilibristico", come sostenevano coloro che  quella vicenda miravano  a strumentalizzare.

Siamo certi che il nostro intervento abbai contribuito a svelenire il clima che si era venuto a creare in quei giorni, fornendo un'idea di compattezza e condivisione del gruppo, una sinergia fra di esso e i nostri rappresentanti in ANM.

Altra occasione di uscita pubblica della segreteria è stata quella relativa al fuori ruolo di Marra.

Anche in tal caso riteniamo che si sia trattato di un intervento doveroso. Anche in tal caso non sono stati pochi i segnali di apprezzamento.

La Segreteria si è dimostrata innanzitutto attenta alla notizia, e tempestiva nell'intervento.

Con modalità espressive sintetiche e continenti, quelle che da sempre hanno costituito la cifra distintiva del nostro gruppo, è stata "denunciata" politicamente la scelta di chi, per mesi, insieme al suo gruppo ha demonizzato il "fuori ruolo" durante la campagna elettorale per il CSM, salvo poi, non essendo riuscito ad entrare dalla porta principale del Consiglio,  richiedere al nostro organo di autogoverno di essere posto lui stesso "fuori ruolo", per rispondere ad una chiamata di una componente politica che proprio in campagna elettorale da più parti era stata indicata come legata a "doppio filo" al suo gruppo.

Anche in questo caso crediamo che si sia trattato di un'uscita giusta ed efficace.

Non fosse altro perché, da una parte, ha anticipato gli altri gruppi, che solo dopo qualche giorno si sono sostanzialmente accodati alla nostra posizione, ed in particolare  MI su Napoli e, dall'altra, per il fatto che la stessa A&I, il  gruppo di Marra, non ha speso una parola pubblica a difesa del suo autorevole iscritto, lasciando da solo a dover spiegare postume le ragioni della sua scelta, per la verità in modo che almeno a noi è apparso ben poco convincente.

Ed ancora.

Pensiamo più di recente all'intervento di poche settimane fa con cui la Segreteria collegiale ha condiviso la posizione assunta dai nostri consiglieri al CSM sulla questione della richiesta di una pratica a tutela per i colleghi catanesi coinvolti nella vicenda della Nave Diciotti.

Anche in quel caso il nostro intervento è venuto a poche ore dalla decisione dell'apertura della pratica, quando ancora nessun altro gruppo aveva espresso posizioni ufficiali.

Anche in questo caso riteniamo che si sia trattato di un intervento, oltre che tempestivo, giusto nel merito, che ha dimostrato all'esterno non solo la piena condivisione della scelta dei nostri consiglieri, ma anche la coerenza del gruppo che è impegnato nella tutela,  comunque e ad ogni costo, dei valori dell'autonomia ed indipendenza della magistratura,  a differenza di altri che invece - come accaduto a MI -, hanno dovuto rincorrere la giustificazione della scelta del "non agire" fondandola esclusivamente su mere logiche di opportunità.

Una logica - consentiteci -, quella dell'opportunità, che non appartiene al dna del nostro gruppo, tantomeno quando vengono in gioco i valori fondanti lostatusdel magistrato ancorati alla carta costituzionale,  l'unica ed irrinunciabile guida di Unicost.

In definitiva, consentici di rivendicare almeno questo primo risultato.

La Segreteria collegiale di Unicost  a neppure 100 giorni dal suo insediamento non ha mancato di far sentire all'esterno la voce del nostro gruppo, almeno in quelle che ci sono apparse le situazioni più critiche e come tali necessitanti di un nostro intervento.

Ciò non si pone in contrasto con l' "obiettivo di scopo" che ci è stato affidato, e del quale, ribadiamo, noi per primi  siamo perfettamente consapevoli.

Si trattava di eventi che non potevano consentirci di non ad agire, anche a costo di commettere errori.

Si è già detto. E' evidente che l'indirizzo politico del gruppo non potrà che essere quello che verrà fissato dagli organi nominati in sede congressuale.

Nessuno di noi, lo ripeto, vuole arrogarsi il compito di esprimere la linea di indirizzo politico del gruppo, ma semmai desideriamo contribuire a "delineare un percorso", consapevoli del fatto che forse già questo impegno è un atto di indirizzo politico, conducendo il gruppo verso soluzioni che siano espressione di sintesi di idee, e non di logiche di appartenenza.

Ciò detto, il fatto che questa Segreteria sia espressione della volontà del CDC vale certamente a renderla pienamente legittimata ad interpretare e dare voce, in situazioni di criticità, al pensiero del gruppo, cercando di interpretarne in relazione alla situazione concreta il pensiero partendo proprio dai tratti distintivi dei valori da sempre unanimamente condivisi dagli aderenti ad Unicost.

L'obiettivo quindi è chiaro, il traguardo congressuale.

Nel frattempo, la Segreteria collegiale è stata una soluzione condivisa, un'opzione scelta fra altre possibili, ma proprio perché compiuta all'esito di un percorso che ha vagliato altre possibili alternative, è oggi organo  pienamente legittimato ad agire nell'interesse del gruppo.

Fino al congresso quindi il nostro metodo di gestione e rappresentanza dell'interesse del gruppo nelle situazioni di criticità della vita associative muoverà quindi nell'alveo fissato dallo Statuto del gruppo.

Cercheremo di operare sempre per una "politica unitaria dell'ANM", in modo da attuare le linee fondamentali fissate nella Carta Costituzionale, da sempre come già detto il faro di riferimento unico del nostro gruppo.

Cercheremo di farlo evitando ogni nostra scelta possa essere condizionata da logiche di collateralismo politico, mantenendoci coerenti ai nostri valori, all'interesse unico per la garanzia dell'autonomia e l'indipendenza della magistratura.

Cercheremo di ispirare la nostra azione facendo sempre sintesi del pluralismo culturale che caratterizza le tante sensibilità che animano il nostro gruppo.

Il pluralismo di idee, di contenuti, di proposte deve divenire attraverso la segreteria un'imprescindibile garanzia di partecipazione democratica alla vita del gruppo.

Ciò vale ancora di più per la nostra esperienza di Segreteria collegiale.

L'investitura ricevuta dal CDC, i compiti che ci sono stati assegnati ed agli adempimenti che dovremmo affrontare per attuarli, presuppongono un costante ed attento lavoro di confronto e dialogo fra di noi.

E' la stessa struttura collegiale della Segreteria che ci impone di ricorrere ad un metodo di lavoro  che si fondi sulla capacità di fare sintesi, al punto da fare di essa un vero e proprio strumento essenziale per garantire efficienza ed efficacia alla nostra azione.

Ma se da un lato non riusciamo a concepire un ruolo ed un azione concreta della Segreteria collegiale al di fuori un metodo di lavoro che si fondi sulla ricerca di sintesi, dall'altro siamo altrettanto convinti che non possa esservi reale sintesi se questa non si fonda sul pluralismo di idee, alimentate anche dalla diversità delle sensibilità che possono contraddistinguerci, e che come tali  possono tradursi anche in prospettive di soluzioni differenti nell'approccio a problematiche che, comunque, ci vedono condividere il medesimo perimetro di valori culturali di riferimento.

A fronte delle sfide connesse alla complessità della modernità è impensabile che un gruppo come il nostro, che pur vive e si anima nella condivisone di scelte valoriali comuni, laddove posto di fronte a specifiche questioni che coinvolgono la magistratura, il rapporto con le altre rappresentanze associative e le altre istituzioni, non possa essere indotto ad esprimere anche diverse opzioni per offrire soluzione al caso concreto.

Annullare queste "potenziali diversità" significherebbe annullare una fonte di ricchezza del gruppo, amputando da esso sensibilità che invece debbono a pieno titolo essere coinvolte nelle sfide del futuro che ci attendono.

L'obiettivo della Segreteria collegiale è quindi quello di lavorare ispirando la sua azione concreta ad un metodo di sintesi, che si palesa come strumento di lavoro essenziale per assolvere all'obiettivo di realizzare un progetto inclusivo delle diverse anime che caratterizzano la sensibilità del gruppo.

Ciò dovrà avvenire per tutto il tempo che ci divide dal congresso, il momento in cui definitivamente potrà essere compiuta la scelta di una linea maggioritaria fra le varie ed eventuali opzioni offerte.

Sarà questa la linea della Segreteria fino al congresso.

Una Segreteria che cercherà di  accompagnare il gruppo al congresso al fine di consentire al gruppo di tracciare una linea definitiva, di individuare una guida pienamente espressiva della volontà del gruppo, fondata su soluzioni  di concreto indirizzo politico per il futuro.

Sino ad allora però il gruppo non può permettersi di restare senza guida.

Aver affidato alla segreteria collegiale un mandato di scopo, riteniamo non implichi nelle more una scelta di silenzio.

Sarebbe una soluzione pregiudizievole per tutto il gruppo, prim'ancora che per chi come noi, solo in modo contingente, è chiamato a rappresentare Unicost.

Consapevolezza del mandato, dunque, ma rivendicazione con orgoglio della necessità di farsi interpreti fino al congresso dei valori comuni che ci legano da sempre, che ci fanno essere Unicost, del pluralismo politico culturali che da sempre ci caratterizzano.

La sintesi come metodo da un lato, il progetto inclusivo come obiettivo dall'altro,dovranno servirci  a valorizzare le nostre specificità, senza diluirle in un tutto indistinto.

E' questa la sfida che ci attende, e che vogliamo affrontare con spirito di confronto costruttivo, oltre che di disponibilità concreta all'ascolto di chiunque sia realmente interessato a fornirci un contributo per l'interesse comune del nostro gruppo.

***

Ed allora torniamo al compito che ci è stato affidato dal CDC del 24.11.2018.

Qualcuno in quella sede ebbe a parlare di un mandato di scopo.

L'obiettivo che ci veniva richiesto di realizzare era l'organizzazione del congresso straordinario, e di farlo al più presto, auspicabilmente entro l'estate.

La Segreteria ha sin dal primo giorno, nei nostri primi colloqui, nel nostro confronto, mirato a creare le premesse per adempiere al più presto a questo compito, con ciò volendo definire anche l'orizzonte temporale della nostra esperienza in rappresentanza del gruppo.

E' proprio per fare questo che oggi, al primo punto dell'ordine del giorno del CDC, abbiamo indicato la necessità di discutere insieme perché possa essere individuata una data ed un luogo ove celebrare il congresso straordinario, quello che dovrà servire a ricostituire le cariche statutaria.

Certo non bastava convocare il CDC e inserire la questione all'ordine del giorno.

La Segreteria collegiale da alcune settimane si è attivata al fine di cercare di agevolare il percorso di individuazione del luogo del congresso.

Lo ha fatto nel modo che ritenevamo più rispettoso possibile delle previsioni statutarie , garantendo la massima partecipazione possibile ai nostri aderenti.

E' per questo che con un lettera ci siamo rivolti direttamente alle segreterie collegiali.

La nostra finalità è stata coerente con l'idea di rendere un servizio.

Ma il nostro servizio non poteva prescindere dal contributo di tutti coloro che hanno a cuore la sorte del nostro gruppo.

Per questo abbiamo deciso di non indicare un luogo individuato come soluzione auspicata dalla Segreteria, preferendo che fossero i territori - in nostri territori, una ricchezza del gruppo, una presenza diffusa in ogni distretto -, a farsi avanti.

Non si trattava all'inizio di questo percorso, e così altrettanto non può essere oggi, di inaugurare una gara per selezionare il più bravo, per optare per il primo proponente, per scegliere il luogo più suggestivo, o un luogo che assumesse un particolare significato.

Il contenuto valoriale che sta alla base della nostra iniziativa è ben diverso.

Il gruppo è vivo, è forte, è presente e radicato nei nostri territori, e si dimostra anche in grado di contribuire in modo decisivo a farsi carico di aspetti logistici non indifferenti, quelli che inevitabilmente fanno da sfondo all'organizzazione di un congresso straordinario.

Alle segreterie distrettuali è stato dunque chiesto di organizzare assemblee distrettuali, in cui valutare se avanzare la loro proposta in riferimento all'individuazione di un luogo che potesse ospitare l'organizzazione del congresso.

Alle Segreterie distrettuali abbiamo dato come sola indicazione quella del termine ultimo dell'estate 2019, proprio per essere noi stessi rispettosi del mandato ricevuto dal CDC all'atto della nostra designazione.

Alla fine della scorsa settimana ci è pervenuta la proposta della Segreteria distrettuale di Bari.

Sarà compito dei colleghi baresi illustrare a breve i contenuti della loro candidatura.

La Segreteria collegiale certo non può che ringraziare sin d'ora gli amici baresi.

La loro proposta ci consente infatti non solo di fissare una data che risponde appieno all' esigenze di rispettare la prospettiva temporale dell'estate, ma anche perché si lega ad uno dei componenti della nostra Segreteria,  del distretto barese, Alessio Coccioli, circostanza questa che, seppur non decisiva, contribuisce ad avvicinare ancor più tutta la Segreteria all'organizzazione del congresso.

Lo scenario di un congresso a settembre ci sembra peraltro pienamente in linea con il percorso che nei prossimi mesi dovrà essere fatto, a livello di assemblee distrettuali, per prepararne i contenuti, individuando anche le possibili soluzioni che si vorranno candidare al confronto, e sottoporsi alla scelta del gruppo per assumere l'onere delle cariche statutarie.

E' proprio a questo proposito, e per non lasciare nulla di intentato, che la Segreteria per agevolare fin da subito un percorso virtuoso di organizzazione contenutistica del congresso si è già attivata.

L'idea da cui siamo partiti è che affinché  tale percorso di organizzazione possa tradursi in proposte concrete ed utili, rispettose delle esigenze attuali, e delle prospettive di futuro, fosse essenziale attuare il più ampio coinvolgimento possibile degli aderenti al gruppo, ancora una volta  in ciò cercando di agire in conformità a quanto previsto dal nostro Statuto, secondo cui il gruppo deve promuovere la più ampia partecipazione democratica al dibattito associativo e alla determinazione della sua linea politica.

Per questo abbiamo immaginato un percorso che dovesse ancora una volta passare attraverso i territori, non tanto quali espressioni di interessi localistici, bensì come laboratori di idee e fonte di stimolo e confronto sui temi che dovranno caratterizzare la linea politica futura del gruppo.

E' in tal prospettiva che è nata la proposta che oggi portiamo al CDC, come secondo punto dell'ordine del giorno, per varare il progetto della costituzione di una struttura che abbiamo chiamato la rete di Unicost, che possa nell'immediato futuro aiutarci ad assolvere alle finalità del percorso organizzativo e contenutistico del congresso, ed al contempo  possa divenire per il futuro un patrimonio stabile per il gruppo.

D'altra parte, una simile iniziativa ci è sembrata coerente con la nostra stessa peculiare natura.

La Segreteria collegiale, infatti,  è nata per volontà del CDC utilizzando quale tendenziale criterio selettivo la rappresentanza delle realtà territoriali del gruppo, combinate con quelle che già erano espresse dai nostri rappresentanti al CSM.

E' indubbio quindi che questo CDC abbia già espresso una linea chiara in punto di condivisa esigenza di valorizzazione dei territori.

Ebbene, per dare seguito a questo input, sviluppandolo ed articolandolo in concreta proposta organizzativa che contribuisse a far a assumere un ruolo fondamentale ai territori, è nata l'idea della rete di Unicost, che dovrà assolvere ad una duplice funzione.

In primo luogo, nell'immediato essa dovrà servire a facilitare l'opera di coinvolgimento dei territori in questa fase di preparazione del congresso.

Dai territorio dovranno partire e comunque passare i contributi utili a definire la stessa piattaforma di contenuti dell'evento congressuale, sia per la parte relativa alle tematiche di "merito" che in esso verranno affrontate, che per la possibile indicazione di una linea di contenuti, che a sua volta possa divenire  volano per scelta del Segretario Generale, e quindi della linea politica del futuro del nostro gruppo.

Il territorio dovrà quindi fingere da laboratorio di "idee e proposte", ed al contempo, dovrà essere luogo privilegiato per chiunque voglia esporre, anche dapprima della data congressuale, il progetto programmatico su cui chiedere consenso al gruppo.

In secondo luogo, la finalità della Segreteria è quella di saper sfruttare questo periodo che ci separa dal congresso per riuscire a consegnare ai nuovi organi statutari una struttura nuova e stabile di riferimento sul territorio.

L'obiettivo di prospettiva è quindi quello di arricchire, implementandola, la rete di contatti di aderenti del gruppo, individuando in modo stabile attraverso il supporto delle Segreterie Sezionali, e per ogni ufficio giudiziario un referente del gruppo.

Questa, in sostanza, una volta a regime, dovrebbe essere la rete di Unicost sul territorio: una griglia di referenti,  la più ampia ed articolata possibile,  sui cui il gruppo, ed in particolare i suoi organi statutari, possa contare per il futuro, al fine di svolgere con maggiore efficacia e tempestività un ruolo di raccordo fra centro e periferia nelle varie fasi di vita del gruppo, agevolando il flusso di comunicazioni, di organizzazione di eventi, di gestione delle fasi elettorali.

E' per fare questo che da alcune settimane abbiamo attivato contatti con le segreterie distrettuali.

L'obiettivo della rete, infatti, non si pone in antitesi con le strutture territoriali già presenti. La rete non mira a scavalcare le Segreterie dei distretti, ma semmai ad alimentare il loro ruolo, creando le condizioni per accentuarne i compiti propulsivo.

Proprio alla Segreterie distrettuali abbiamo spiegato il senso della nostra iniziativa, ricevendo unanimi riscontri positivi.

La conferma tangibile di tale adesione diffusa al progetto della rete di Unicost viene dal fatto che già da oggi siamo in grado di dare atto  al CDC che alcune Segreterie distrettuali si sono attivate per rispondere alla nostra sollecitazione.

Alcune di esse hanno già fatto pervenire alla nostra attenzione un elenco di magistrati che si sono dichiarati disponibili ad accettare il ruolo di "referente circondariale di Unicost".

Addirittura in alcuni casi vi sono state indicazioni di più referenti per circondario, in rappresentanza dei singoli uffici - giudicanti e requirenti - del circondario medesimo.

Altre segreterie stanno lavorando per rispondere a questo obiettivo nel più breve tempo possibile.

L'apprezzamento espressoci dalle Segreterai distrettuali, e l'inaspettata e numerosa disponibilità dei colleghi a fare parte di questo progetto, è un risultato che ci inorgoglisce, che riteniamo un segnale importante, sintomatico di una condivisione progettuale che sarà comunque un risultato di cui il gruppo potrà avvantaggiarsi anche quando il compito di questa segreteria sarà concluso.

***

Ed ancora sulle iniziative da mettere in campo in vista dell'organizzazione del congresso.

La Segreteria dopo che auspicabilmente sin da oggi il CDC avrà varato la proposta di celebrazione del congresso, fissandone luogo e data,  ritiene che nel percorso che insieme dovremmo fare per  passare dal contenitore al contenuto sia indispensabile non solo il dialogo ed il confronto che potrà venire dai  territori, ma anche le idee ed il contributo che ci potrà essere assicurato dall'esperienza qualificata del nostro Centro Studi Nino Abbate, ormai dotato di una struttura capace di coinvolgere professionalità di elevata capacità tecnico giuridica.

E' anche a queste figure che la Segreteria guarda con interesse, ritenendole essenziali per mettere a fuoco non solo le questioni problematiche proposte dalle continue novità legislative, ma anche quelle ordinamentali, quelle della formazione iniziale e permanente, ed infine quelle di natura sindacale, profilo - fra l'altro-, quest'ultimo, sempre più attuale per tutte le categorie generazionali di magistrati, verso il quale pare ormai improcastinabile una seria riflessione ed una rinnovata attenzione anche politica, costituendo un terreno privilegiato per attivare un dialogo rivolto anche ai non aderenti al gruppo, in modo da poter esercitare nei loro confronti una legittima e rinnovata capacità attrattiva.

E' a tal fine che la Segreteria ha avviato preliminari contatti con il Centro Studi, che verranno certamente implementati nei prossimi mesi in coerenza con le prospettive progettuali che dovessero emergere con riferimento alla linea politica e di contenuti per l'Unicost del futuro.

Accanto, ed in parallelo a tutto questo, la voglia di misurarci su altre questioni, due delle quali poste anche all'ordine del giorno di oggi.

La prima è quella relativa alla proposta di apportare modifiche statutarie che consentano, per il futuro, di poter gestire situazioni come quella che di fatto ha condotto alla designazione della Segreteria collegiale, ossia per il caso delle dimissioni di Presidente e Segretario Generale, e della concomitante impossibilità di addivenire alla presentazione di candidature di persone disponibili, da subito, a ricoprire le cariche resesi vacanti.

Anche questa iniziativa, si sottolinea, rappresenta la conferma della consapevolezza in noi tutti della necessità di farsi carico della peculiarità della situazione contingente, senza adagiarci sulla legittimazione che ci viene dall'investitura del CDC.

Si tratta di lavorare ad ipotesi di modifiche, che dovranno essere poi sottoposte al CDC e all'assemblea del gruppo per la loro eventuale approvazione.

La seconda iniziativa è ancora di natura organizzativaed attiene alla prospettiva di implementare ed adeguare l'informatizzazione e digitalizzazione del gruppo,  con l'obiettivo da un lato di fornire nuovi canali di partecipazione alla vita associativa per gli aderenti al gruppo, e dall'altro di esercitare un vis attractiva sulle generazioni più giovani, modernizzando il canale di dialogo su temi di interesse associativo.

Questi, in sintesi, gli intendimenti della Segreteria collegiale.

Metodo, obiettivi,procedure e soggetti da coinvolgere, nella consapevolezza piena della prospettiva di mandato di cui la Segreteria è stata investita, ma nell'altrettanto ferma convinzione della necessità, nel frattempo, di non poter abdicare al compito di continuare a rappresentare all'esterno la linea politica condivisa del gruppo.

Nessuna volontà di fare un passo in avanti, di compiere uno sconfinamento dal confine tracciato al nostro mandato, ma senza dubbio una  rivendicazione  della piena legittimazione del nostro ruolo.

Un ruolo che, come anticipato  in premessa,  sin dall'inizio abbiamo accettato con entusiasmo, seppur nella ferma consapevolezza della necessità di crescere e strutturarci al più presto.

Un compito che abbiamo accettato,  sia chiaro,  per spirito di servizio, non difettandoci certamente  la consapevolezza dei rischi connessi ad un mancato adempimento degli obiettivi che ci sono stati affidati dal CDC.

E' per lo spirito di servizio ed il senso di responsabilità non solo verso chi ci ha indicato, ma nei confronti di tutti il gruppo che ci ha scelti, che stiamo cercando giorno dopo giorno di riempire di contenuti il nostro percorso.

Nessuno di noi, e con noi l'intero gruppo, può consentirsi di perdere l'occasione di patrimonializzare nella sede congressuale il patrimonio di idee, di indicazioni, di proposte che dovranno maturare progressivamente nei prossimi mesi, attraverso l'attivo coinvolgimento di tutti i soggetti che sono stati appena citati.

Al CDC sin da oggi come segreteria presentiamo il conto di queste prime iniziative e risultati.

La fissazione di un CDC a tre mesi dal nostro insediamento, tenuto conto delle difficoltà che nel frattempo sono state affrontate solo per  individuare una possibile data per indire la riunione, stretti fra gli impegni di dicembre del cdc dell' Anm,  le festività natalizie, l'organizzazione del congresso per la celebrazione dei 110 dell' Anm, non è stato risultato da poco.

Da stasera contiamo di aggiungere un ulteriore significativo tassello: l'indicazione della data e del luogo di celebrazione del congresso.

Se davvero la prospettiva temporale dovesse essere quella anticipata  della fine dell'estate, pensiamo con massima franchezza che la Segreteria che oggi rappresentiamo possa davvero ritenersi soddisfatta, e con lei tutti coloro che vogliono bene al gruppo.

E da domani si potrà stabilmente pensare al percorso di preparazione del congresso.

Da questo momento in poi, però, sarà necessario l'impegno serio di tutti.

Il confine temporale della fissazione del congresso dovrà fornire nuovo slancio a tutti coloro che vogliono realmente bene al nostro gruppo, e che vogliono misurarsi e confrontarsi per immaginare una piattaforma su cui individuare contenuti e interpreti che dovranno rappresentare l'Unicost del domani.

In questo senso, per concludere questo primo intervento della Segreteria collegiale, ci piace richiamarci ad un proverbio africano rubato da una citazione fatta al termine di un recente intervento del nostro consigliere Gianluigi Morlini.

Quel proverbio recita: ".. se vuoi andare veloce,  vai da solo. Se vuoi andare lontano, vai insieme".

Ebbene cari amici, la Segreteria che avete indicato forse non potrà garantirvi velocità, ma a tre mesi dalla nostra designazione il CDC può quantomeno essere certo di aver scelto magistrati e persone che, anche per superare i loro limiti, stanno cercando di andare insieme con l'obiettivo di arrivare lontano, non tanto per loro, quanto per il gruppo che hanno l'onore di rappresentare.

Noi ci stiamo provando, ma perché possa essere raggiunto l'obiettivo di costruire al più presto un solido rilancio del gruppo, nei mesi che ci separano dal congresso straordinario c'è bisogno che tutti  coloro che davvero vogliono bene ad Unicost  si attivino per contribuire alla definizione di un percorso comune ed inclusivo.

Insieme per andare lontani.

 

La Segreteria Collegiale di Unicost

Alessio Coccioli

Enrico Pavone

Michele Ruvolo

Lorenzo Gestri

Piero Indinnimeo