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Comunicato sulle indagini in corso della Procura di Perugia e le notizie di stampa

Più leggiamo gli articoli e ancor più ci convinciamo del danno, forse ancora non compiutamente calcolabile, che la vicenda all'attenzione della magistratura perugina porterà alla magistratura italiana. 

Se quello che si legge è vero, saremo in presenza di uno scenario drammatico.

A di là delle polemiche e delle strumentalizzazioni, Unità per la Costituzione, ma ancor prima ciascuno dei suoi associati, non possono accettare la perdita di credibilità davanti ai colleghi e ai cittadini.

Riteniamo che questa non sia vuota retorica, ma sostanza.

Ci aspettiamo quindi che, pur in una fase delle indagini ancora iniziale e soggetta alle successive verifiche e sempre augurandoci che non sia così come sembra, vi siano già da ora elementi tali da imporre una serie di determinazioni al gruppo che intende, in tal modo, assumere la propria responsabilità politica senza sconto alcuno.

Ribadiamo quindi che Unità per la Costituzione - come abbiamo già scritto nel primo comunicato, ancor prima che venissero fuori le prime notizie che hanno restituito a tutti plasticamente la gravità degli accadimenti - si ritiene parte lesa, sicchè sin da oggi ci riserviamo, in caso di successivo processo, la costituzione di parte civile a tutela dell'immagine del gruppo, gravemente lesa. 

Parimenti chiediamo alle istituzioni di intervenire tempestivamente.

Ai colleghi Spina  e Palamara, iscritti a Unità di Costituzione - ai quali auguriamo di potere chiarire tutto tempestivamente - chiediamo di assumersi le rispettive responsabilità politiche, adottando le decisioni necessarie delle dimissioni dall'istituzione consiliare e dalla corrente.

Sabato 15 giugno 2019 presso la Corte di Cassazione si riunirà il comitato di coordinamento nazionale di Unità per la Costituzione al quale chiederemo l'attivazione del Collegio dei probi previsto dallo Statuto, nonché ogni altra iniziativa necessaria e opportuna.

 

Il Presidente                                                                                  Il Segretario Generale

Mariano Sciacca                                                                                        Enrico Infante