Circolare sulle tabelle e presenza degli avvocati nelle commissioni flussi

UNICOST - GRUPPO CONSILIARE

Con la delibera assunta ieri (relatori tutti i componenti della settima commissione, Galoppi, Clivio, Morgigni,  Cananzi,  Balduzzi, Leone), il Consiglio Superiore ha approvato la circolare sulla formazione delle tabelle di organizzazione degli uffici giudiziari per il triennio 2017/2019.
Si tratta di un intervento sistemico sulla fonte di normazione secondaria di assoluta importanza per la struttura organizzativa degli uffici giudicanti.
La circolare è stata integralmente rivista al fine di assicurare maggiore accountability alle decisioni incidenti sull'organizzazione degli uffici ed è stata adeguata alle novità conseguenti all'avvio del nuovo sito internet  consiliare.
In particolare, si è provveduto a semplificare i procedimenti di formazione e di approvazione delle tabelle e a tratteggiare una più puntuale tempistica delle diverse fasi procedimentali.
Il Csm, anche alla luce del protocollo d'intesa tra Csm e Cnf  stipulato il 13  luglio 2016, ha inteso garantire nuovi profili di coinvolgimento del ceto forense nel corso del procedimento di formazione dei progetti tabellari, ben consapevole che il miglioramento del servizio giustizia presuppone l'implementazione di azioni sinergiche tra magistratura e avvocatura. 
Di fatto si è reso effettivo il contributo dell'avvocatura e la conoscenza dei dati di partenza, così da offrire un contributo fattivo e con cognita causa  alla redazione del progetto tabellare.
Una particolare attenzione è stata prestata, in punto di enucleazione dei criteri di priorità, al principio della ragionevole durata dei processi e alla tutela di beni-interessi di sicuro rilievo costituzionale, quali quelli oggetto di trattazione nei procedimenti di protezione internazionale.
Nuove disposizioni rafforzano parità di trattamento in sede di formazione dei ruoli e assegnazione dei fascicoli ai magistrati giovani e, in generale, a tutti coloro che sono trasferiti da altri uffici.
Al tempo stesso, il Consiglio, raccogliendo la sfida della modernità, ha inteso farsi carico del disagio lavorativo in cui si trovano tanti colleghi. All'uopo ha infatti dettato disposizioni di assoluto nuovo conio in tema di benessere organizzativo dei magistrati e di tutela della genitorialità e dei doveri di assistenza che gravano sui magistrati.
Una ulteriore attenzione è stata, poi, assicurata all'utilizzo della magistratura onoraria all'interno degli uffici, anche di secondo grado, sempre al fine di garantire ai cittadini la migliore e più efficace risposta giurisdizionale possibile.
Quanto alla Suprema Corte, fra le varie novità, piace menzionare le disposizioni dettate in applicazione del decreto-legge 31 agosto 2016, n. 168 sull'"efficientamento" della giustizia, convertito dalla legge 25 ottobre 2016 n. 197, con cui si è tratteggiato un nuovo assetto per l'impiego dei magistrati addetti all'Ufficio del Massimario e del Ruolo.
Rimane tuttavia un punto di criticità sul quale vi è stato dibattito in commissione ed plenum.
L'assemblea plenaria non ha accolto un emendamento presentato dal gruppo consiliare di Unicost, teso ad escludere la previsione della partecipazione obbligatoria del ceto forense alla Commissione flussi.
Il nostro dissenso trova fondamento in due ordini di fattori. L'uno tecnico, in quanto la commissione flussi è un organo tecnico-consultivo del consiglio giudiziario, per cui non ha granché senso che ad esso vi partecipino avvocati facenti parti del medesimo consiglio giudiziario: anzi, si viene a creare un corto circuito  fra l'organo consultivo, che ha funzione servente e deve esprimere un parere, e il consiglio giudiziario, al quale è rimessa la valutazione anche di merito e politico-giudiziaria. In una certa misura l'organo tecnico potrebbe rischiare di perdere in autonomia per la presenza oltre che del presidente (che funge già da necessario collegamento con il consiglio giudiziario) anche di altri due componenti consiglieri giudiziari, quali sono gli avvocati, uno per il settore civile e l'altro per quello penale.
L'altro profilo ha carattere squisitamente politico:  consegue alla consapevolezza che l'analisi dei flussi e delle sopravvenienze costituisce un perno centrale e momento nevralgico nella gestione organizzativa degli uffici, che, specie in mancanza di un'adeguata condizione di reciprocità col ceto forense e ancor di più tenuto conto della specificità di alcune aree territoriali a rischio, sarebbe stato preferibile riservare alla locale componente togata o comunque rimettere alle scelte autoregolamentari dei singoli consigli giudiziari.
E' chiaro che la componente consiliare di UNICOST reputa utile coinvolgere l'avvocatura nell'organizzazione degli uffici: ne è dimostrazione il favor assegnato alla giusta partecipazione della stessa al procedimento tabellare, come si è visto.
E però non appare anacronistico avanzare dubbi afferenti l'autonomia di un organo tecnico consulenziale e,  quindi,  del procedimento tabellare: il protocollo d'intesa non impone soluzioni, ma richiede dialogo e responsabilità,  che il CSM e il CNF facciano la propria parte in modo consapevole.
Il che significa anche avere la capacità di valutare criticamente le richieste provenienti dal CNF.
Resta il rammarico che gli altri componenti del Consiglio non abbiano sentito la necessità di determinarsi con la dovuta prudenza, optando per scelte che davvero fuoriescono da esperienze consolidate e di cui francamente non si avverte la necessità e l'urgenza.
Noi crediamo di aver fatto la nostra parte.
 
Francesco Cananzi, Massimo Forciniti, Luca Palamara, Maria Rosaria San Giorgio, Rosario Spina.